L'Arma dei Carabinieri venera la fedeltà di Maria

Omelia del cardinale Caffarra per la ricorrenza della Virgo Fidelis di ieri

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BOLOGNA, giovedì, 22 novembre 2012 (ZENIT.org) - Ieri, mercoledì 21 novembre, alle 10.30, presso il Comando Regionale dei Carabinieri (via de’ Bersaglieri, 3) S.E. il Cardinale Carlo Caffarra ha presieduto la Santa Messa per l’annuale ricorrenza della “Virgo Fidelis”, patrona dell’Arma dei Carabinieri. Riportiamo di seguito il testo dell’omelia del Cardinale Caffarra.

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La scena rappresentata dalla narrazione evangelica ci mostra Gesù che, ritiratosi in una casa, ha attorno a sé i discepoli, ai quali sta rivolgendo la sua parola. Come avete sentito nella prima lettura, un antico profeta aveva comunicato il seguente oracolo del Signore: «gioisci, esulta, figlia di Sion, perché, ecco io vengo ad abitare in mezzo a te».

La scena evangelica prefigura già questo evento di salvezza: Dio viene ad abitare in mezzo a noi, e costituisce attorno a Se stesso una vera comunità. E’ una comunità più profonda della comunità che naturalmente è la più forte, la famiglia. «Chi è mia madre» dice Gesù «e chi sono i miei fratelli?». Ed aggiunge, riferendosi a chi gli stava attorno: «ecco mia madre e i miei fratelli!».

In realtà il costituirsi attorno a Gesù di una comunità ha un’origine ultima assai misteriosa: ha origine nel cuore del Padre, il cui amore lo porta a renderci figli adottivi.

La seconda lettura è di un’importanza fondamentale per la nostra vita. Essa ci dice che non esistiamo per caso; che dentro la nostra persona è inscritto un destino, un destino buono: più precisamente una buona destinazione. «Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo» ci dice che il testo sacro, «ci ha predestinati ad essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo». L’opera propria di Gesù è di renderci “attorno a Lui” e in Lui stesso figli adottivi di Dio.

Ora possiamo ritornare alla pagina evangelica, e soffermarci brevemente su quello che costituisce il suo messaggio fondamentale. Lo troviamo nelle seguenti parole: «chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre». Notate bene: Gesù non parla in questa pagina, come fa altrove, di “ascolto della sua Parola”: Egli parla di adempimento della volontà di Dio. E ci dice che lo stare “attorno a Lui”, l’essere dentro alla sua comunità, esige il compimento della volontà di Dio.

La comunità di Gesù, pensata fin dall’eternità dal Padre, è consapevole che due sono i vincoli costitutivi del suo stare “attorno a Gesù”: l’ascolto della sua Parola; il compimento totale di ciò che si è ascoltato. Potremmo dire che la pagina evangelica rimanda chiaramente ad un altro detto di Gesù, quando corregge l’esclamazione di elogio fattogli da una donna del popolo: «beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica» [Lc 11, 2755]. Maria è la Virgo fidelis perché ha ascoltato ed ha praticato sempre la parola di Dio.

Molte sono le considerazioni possibili su questa pagina evangelica in ordine alla ragione per cui stiamo celebrando quest’Eucarestia: festeggiare la Patrona dell’Arma dei Carabinieri, la Virgo fidelis. Ma voglio limitarmi in sostanza ad una sola.

Sono sempre più convinto che il grave malessere sociale che stiamo vivendo abbia soprattutto la sua origine in un evento spirituale dotato di una paurosa potenza disgregante. Esso consiste nell’aver elevato la propria soggettività, oserei dire il proprio arbitrio, a misura ultima della realtà, escludendo qualsiasi superiore istanza oggettiva di verità e di bene. Uno dei segni – ma sono tanti – è la progressiva riduzione del [concetto di] diritto al desiderio individuale.

La pagina evangelica orienta la nostra vita verso una istanza oggettiva che non è la volontà individuale; è la volontà di Dio. E’ un’istanza che apre la mente su di un universo di valori, realizzando i quali la nostra libertà compie il vero bene della nostra persona.

L’Arma dei Carabinieri, nella sua storia gloriosa, è sempre stata veicolo di richiami forti, al riguardo. Essa venera in Maria la fedeltà: essa ha come suo logo proprio di essere “nei secoli fedele”. Orbene, cari amici, che cosa è la fedeltà? E’ la capacità dell’uomo di elevarsi al di sopra dell’instabilità di emozioni, sentimenti, desideri, in forza della visione interiore di valori che non possono essere mai traditi, costi quel che costi. E per molti dell’Arma il costo è stata la vita.

La fedeltà è la suprema manifestazione della libertà. Chi pensa il contrario ha un concetto ed un’esperienza corrotti di libertà. Ne deriva che l’Arma dei Carabinieri è un vero e proprio capitale sociale. E le società hanno oggi un immenso bisogno di capitali sociali: di fedeltà, di lealtà verso le istituzioni, di passione per il bene comune.

La Virgo fidelis vi custodisca in questo spirito, così che siate sempre degni della divisa che portate, e della tradizione in cui siete radicati. Così sia.