L'arte e la bellezza nella formazione sacerdotale (Parte I)

Vari sono i documenti del Magistero che sottolineano e spiegano l'importanza della preparazione umanistica

Roma, (Zenit.org) Rodolfo Papa | 470 hits

“Formazione” è una parola chiave del Magistero degli ultimi anni e riguarda tutto il popolo di Dio: nella Evangelii Gaudium, papa Francesco sottolinea che «La formazione dei laici e l’evangelizzazione delle categorie professionali e intellettuali rappresentano un’importante sfida pastorale» (Evangelii Gaudium n. 102). Se è importante il cammino di formazione del gregge, particolare importanza assume la formazione dei pastori.

Il 12 maggio scorso, incontrando i sacerdoti e i seminaristi studenti a Roma, papa Francesco ha ribadito come la formazione debba poggiarsi su quattro pilastri: «la formazione spirituale, la formazione accademica, la formazione comunitaria e la formazione apostolica».

Questi quattro pilastri trovano una sintesi, strutturale e non solo decorativa, nella formazione alla bellezza; nella Evangelii Gaudium è scritto che è importante che «la formazione nella via pulchritudinis sia inserita nella trasmissione della fede» (Evangelii Gaudium, n. 167).

Il Concilio Vaticano II nel Decreto sulla formazione sacerdotale Optatam Totius ha affermato “solennemente” la “importanza somma” della formazione sacerdotale. Proprio nei documenti conciliari sono presenti importanti riflessioni su tale formazione, e chiare indicazioni sui contenuti e sui modi. Da tali riflessioni emerge l’intreccio fecondo della formazione: il sacerdote formato può essere un buon formatore; la formazione dei fedeli dipende anche dalla formazione del sacerdote.

Entro tale intreccio l’arte riveste un ruolo particolare, essendo strumento importante della formazione culturale, spirituale e liturgica del sacerdote e dei fedeli.

Nella Optatam Totius la formazione umanistica viene indicata come prioritaria: «Gli alunni del seminario, prima di iniziare gli studi ecclesiastici propriamente detti, devono acquistare quella cultura umanistica e scientifica che in ciascuna nazione dà diritto ad accedere agli studi superiori; inoltre devono acquistare quella conoscenza della lingua latina che è necessaria per comprendere e utilizzare le fonti di tante scienze e i documenti della Chiesa» (Optatam Totius, n. 13).

La consistenza della formazione umanistica –ed il ruolo specifico esercitato dall’arte– viene precisata in altri documenti, e in particolare nella Costituzione sulla Sacra Liturgia Sacrosantum Concilium, in cui il termine “formazione” ricorre ben 19 volte, in quanto formazione liturgica (nn. 17 e ss.), musicale (nn. 115 e ss.), artistica (nn. 127 e ss.). rivolta ai sacerdoti, ai fedeli, agli artisti,

All’arte, in particolare, viene riconosciuto un ruolo centrale tra le attività umane: «fra le più nobili attività dell’ingegno umano sono annoverate, a pieno diritto, le belle arti, soprattutto l’arte religiosa e il suo vertice l’arte sacra» (Sacrosanctum Concilium, n. 122). Viene precisato che nel percorso formativo dei chierici occorre inserire lo studio della storia dell’arte sacra ed anche lo studio di una corretta teoria dell’arte[1], ovvero dei “sani principi” su cui devono fondarsi le opere: «I chierici, durante il corso filosofico e teologico, siano istruiti anche sulla storia e sullo sviluppo dell'arte sacra, come pure sui sani principi su cui devono fondarsi le opere dell'arte sacra » (Sacrosanctum Concilium, n. 129). Viene immediatamente messo in evidenza il legame tra la formazione artistica dei sacerdoti e la formazione degli artisti, in quanto  il sacerdote ben formato saprà «offrire consigli appropriati agli artisti nella realizzazione delle loro opere» (Sacrosanctum Concilium, n. 129). Il collegamento con la formazione degli artisti viene precisato approfonditamente: «I vescovi, o direttamente o per mezzo di sacerdoti idonei che conoscono e amano l'arte, si prendano cura degli artisti, allo scopo di formarli allo spirito dell'arte sacra e della sacra liturgia» (Sacrosanctum Concilium, n. 127).

La formazione degli artisti è un compito per la Chiesa, e rimanda al ruolo “formatore” dell’arte stessa nei confronti dei fedeli: «Si raccomanda inoltre di istituire scuole o accademie di arte sacra per la formazione degli artisti, dove ciò sembrerà opportuno. Tutti gli artisti, poi, che guidati dal loro talento intendono glorificare Dio nella santa Chiesa, ricordino sempre che la loro attività è in certo modo una sacra imitazione di Dio creatore e che le loro opere sono destinate al culto cattolico, alla edificazione, alla pietà e alla formazione religiosa dei fedeli» (Sacrosanctum Concilium, n. 127).

Si delinea un vero e proprio intreccio formativo: l’arte forma il sacerdote. Il sacerdote preparato può formare l’artista e le opere di arte sacra formano i fedeli. Dalla dinamica stessa della formazione, si comprende che non è vero che un’arte qualunque  comunque “forma”. Non è accettabile considerare che qualunque tipo di opere d’arte possa svolgere un ruolo formativo. Al contrario: solo un’arte formata, prodotta da artisti ben formati dal clero, può a sua volta formare i sacerdoti, i quali sono anche i formatori. Nei documenti magisteriali troviamo precise indicazioni. Innanzitutto il ruolo formativo dell’arte sta nella sua relazione con la bellezza: «Esse [le arti], per loro natura, hanno relazione con l’infinita bellezza divina, che deve essere in qualche modo espressa dalle opere dell’uomo e sono tanto più orientate a Dio e all’incremento della sua lode e della sua gloria, in quanto nessun altro fine è stato loro assegnato se non quello di contribuire il più efficacemente possibile, con le loro opere, a indirizzare religiosamente le menti degli uomini a Dio» (Sacrosanctum Concilium, n. 122). Per indirizzare le menti a Dio, che è somma bellezza, l’arte deve essere bella. Occorre rilevare che la resistenza a ogni forma di “dittatura del relativismo” trova grande forza proprio nella obiettività della bellezza, nella verità della bellezza, che costituisce un presupposto concettuale del Magistero.

Nel Catechismo della Chiesa Cattolica la questione dell’arte viene affrontata, in modo significativo, entro l’analisi dell’ottavo comandamento “Non pronunciare falsa testimonianza”, evidenziando il legame tra arte, bellezza e verità: «La pratica del bene si accompagna ad un piacere spirituale gratuito e alla bellezza morale. Allo stesso modo, la verità è congiunta alla gioia e allo splendore della bellezza spirituale. La verità è bella per se stessa. All'uomo, dotato d'intelligenza, è necessaria la verità della parola, espressione razionale della conoscenza della realtà creata ed increata; ma la verità può anche trovare altre forme di espressione umana, complementari, soprattutto quando si tratta di evocare ciò che essa comporta di indicibile, le profondità del cuore umano, le elevazioni dell'anima, il mistero di Dio» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2500).

La vera formazione tiene sempre insieme la “triade esistenziale” di vero, bello e buono, come ha ribadito papa Francesco il 10 maggio scorso, incontrando il mondo della scuola, ovvero il primo gradino della formazione scolastica:  «La missione della scuola è di sviluppare il senso del vero, il senso del bene e il senso del bello. E questo avviene attraverso un cammino ricco, fatto di tanti “ingredienti”. Ecco perché ci sono tante discipline! Perché lo sviluppo è frutto di diversi elementi che agiscono insieme e stimolano l’intelligenza, la coscienza, l’affettività, il corpo, eccetera. Per esempio, se studio questa Piazza, Piazza San Pietro, apprendo cose di architettura, di storia, di religione, anche di astronomia – l’obelisco richiama il sole, ma pochi sanno che questa piazza è anche una grande meridiana. In questo modo coltiviamo in noi il vero, il bene e il bello; e impariamo che queste tre dimensioni non sono mai separate, ma sempre intrecciate. Se una cosa è vera, è buona ed è bella; se è bella, è buona ed è vera; e se è buona, è vera ed è bella. E insieme questi elementi ci fanno crescere e ci aiutano ad amare la vita, anche quando stiamo male, anche in mezzo ai problemi. La vera educazione ci fa amare la vita, ci apre alla pienezza della vita!».

Rodolfo Papa, Esperto della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, docente di Storia delle teorie estetiche, Pontificia Università Urbaniana, Artista, Storico dell’arte, Accademico Ordinario Pontificio. Website www.rodolfopapa.it Blog: http://rodolfopapa.blogspot.com  e.mail:  rodolfo_papa@infinito.it.

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NOTE

[1] Cfr. R. Papa, Discorsi sull’arte sacra, Cantagalli, Siena 2012.