L'artista custodisce e testimonia la bellezza della Fede

Il messaggio di Benedetto XVI al cardinale Ravasi, in occasione della XVII seduta pubblica delle Pontificie Accademie di ieri pomeriggio

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di Salvatore Cernuzio

CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 22 novembre 2012 (ZENIT.org) – Arte e Fede, un dialogo sempre vivo e mai interrotto. Già il Messaggio del Concilio agli artisti sintetizzava il rapporto della Chiesa del XX secolo con le arti, attraverso l’azione di Paolo VI. E il Beato Giovanni Paolo II scrisse una Lettera agli artisti alla vigilia del Grande Giubileo del 2000, per ravvivare tale collaborazione.

“L’artista è un testimone della bellezza della fede” ha quindi rimarcato Benedetto XVI, memore di questa lunga tradizione, nel suo messaggio per la XVII seduta pubblica delle Pontificie Accademie, indirizzato al cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.

La Seduta si è svolta ieri pomeriggio presso l’Aula Magna del Palazzo San Pio X sul tema “Pulchritudinis fidei testis. L’artista, come la Chiesa, testimone della bellezza della fede”, titolo che richiama l’incipit del Motu Proprio col quale il Santo Padre ha recentemente unito la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa al Dicastero della Cultura.

Con tale tematica, ha spiegato Benedetto XVI, la XVII Seduta Pubblica s’inserisce nell’Anno della fede, il cui scopo è “riproporre a tutti i fedeli la forza e la bellezza della fede”, grande aspirazione del Concilio Ecumenico Vaticano II.

Lo stesso appello aveva animato l’incontro del Pontefice con una numerosa rappresentanza di artisti nella Cappella Sistina, il 21 novembre 2009. In quell’occasione, ha ricordato il Papa, “ho rivolto a loro l’intenso appello di ritrovare la gioia della riflessione comune e di un’azione concorde, al fine di rimettere nuovamente al centro dell’attenzione il tema della bellezza”.

“Questa – ha detto il Santo Padre - dovrebbe tornare a riaffermarsi e a manifestarsi in tutte le espressioni artistiche, senza però prescindere dall’esperienza di fede, anzi, confrontandosi liberamente e apertamente con essa, per trarne ispirazione e contenuto”.

“La bellezza della fede, infatti – ha sottolineato - non può mai essere ostacolo alla creazione della bellezza artistica, perché ne costituisce in qualche modo la linfa vitale e l’orizzonte ultimo”.

Citando ancora il Messaggio conciliare, Benedetto XVI ha ricordato perciò che “il vero artista grazie alla sua particolare sensibilità estetica e al suo intuito può cogliere e accogliere più in profondità di altri la bellezza propria della fede, e quindi riesprimerla e comunicarla con il suo stesso linguaggio”.

In virtù di questo, l’artista si può definire “custode della bellezza del mondo” e, dunque, testimone della bellezza della fede. “Egli può partecipare alla stessa vocazione e missione della Chiesa, in particolare quando, nelle diverse espressioni dell’arte, voglia o sia chiamato a realizzare opere d’arte direttamente collegate all’esperienza di fede e al culto, all’azione liturgica della Chiesa”.

A tal proposito, il Papa ha citato un saggio del 1931 scritto dal giovane sacerdote Giovanni Battista Montini per il primo numero della rivista Arte Sacra, in cui il futuro Paolo VI esortava chi si cimentasse con l’arte sacra a sentirsi chiamati ad “esprimere l’ineffabile”, iniziandosi alla mistica, in modo da “raggiungere con l’esperienza dei sensi qualche riverbero, qualche palpito della Luce invisibile”

Trattando poi la figura dell’artista cristiano, Montini scriveva: “Si vede anche come e dove nasca la vera arte sacra: dall’artista pio e credente, orante, desiderante, che veglia nel silenzio e nella bontà, in attesa della sua Pentecoste”.

Il messaggio di Benedetto XVI si è concluso quindi con l’invito a tutti gli artisti cristiani, all’inizio dell’Anno della Fede, a “percorrere il cammino così acutamente tracciato da Paolo VI e a far sì che il loro percorso artistico possa diventare un itinerario integrale, in cui tutte le dimensioni dell’esistenza umana siano coinvolte, così da testimoniare efficacemente la bellezza della fede in Cristo Gesù, immagine della gloria di Dio che illumina la storia dell’umanità”.

Dopo la consegna dei Biglietti di nomina di Presidente, Segretario e Accademici della neo-istituita Pontificia Academia Latinitas, è stato poi assegnato il Premio delle Pontificie Accademie, dedicato quest’anno alle arti, in particolare agli ambiti della pittura e della scultura.

Vincitori ex aequo sono stati la scultrice polacca, Anna Gulak, e il pittore spagnolo, David Ribes Lopez. Il giovane scultore italiano Jacopo Cardillo ha ricevuto invece, come segno di apprezzamento e di incoraggiamento del Santo Padre, la Medaglia del Pontificato.