L'Associazione dei Sindaci italiani sostiene il Papa

Il Presidente dell'Anci ringrazia il Papa per la preziosa ed insostituibile azione delle Parrocchie, e per la capacita della Chiesa di ascoltare, accogliere, includere

Roma, (Zenit.org) | 309 hits

Segue il testo del saluto che il Presidente dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Sindaco di Torino, Piero Fassino, ha rivolto stamane a Papa Francesco. 

“Santità, Beatissimo Padre, 

è con gioia e devozione  che oggi le porgo il saluto più affettuoso e partecipe mio personale e di tutti i  Comuni Italiani, qui rappresentati dai Sindaci delle 120 città capoluogo di provincia del nostro paese. 

Il privilegio che Ella ci concede oggi con questa udienza è l’occasione, straordinaria, per manifestarLe l’affetto – solido e autentico - dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani che ho l’onore di guidare e di trasmetterLe i tanti sentimenti che percorrono, in questi anni difficili, le nostre genti. 

Anche i  Comuni, Santità, vivono i momenti difficili che il tempo di oggi riserva a persone, popoli e nazioni, sottoposti alle tensioni e ai contraccolpi di una crisi che, in un mondo sempre più globale, non conosce frontiere. Una crisi economica profonda, che  ha travolto le sicurezze economiche di molti paesi, costringendoli  a modificare le loro prospettive di sviluppo e a ridisegnare i contorni del loro futuro. 

I Comuni, presidii più prossimi ai cittadini e da sempre roccaforti di una coesione urbana e sociale fondamentale per la vita di ogni comunità, si trovano così ad operare in uno scenario segnato contemporaneamente da  riduzione di risorse pubbliche e crescente domanda di sostegno e assistenza. E ciò naturalmente accresce le nostre responsabilità. 

I Sindaci, infatti, sono oggi i naturali destinatari di ogni richiesta, di ogni ansia, di ogni speranza dei cittadini. Ai Sindaci si rivolgono i genitori per avere asili nido, scuole materne, scuole primarie per i loro bambini. Ai Sindaci si rivolgono le famiglie che hanno in casa una o più persone anziane bisognose di essere sostenute e assistite. 

Ai Sindaci si rivolgono coloro che vogliono vivere in un ambiente sano per essere sicuri dell’aria che respirano, dell’acqua che bevono, della città in cui vivono. Ai sindaci si rivolgono madri e padri per sollecitare un futuro più sicuro per i loro figli. 

Ai Sindaci si rivolge chi, vivendo di una propria attività autonoma, ha bisogno di essere accompagnato nell’affrontare le sfide del mercato. E ai Sindaci si rivolgono i lavoratori per chiedere di non essere lasciati soli di fronte alle tante precarietà del mercato del lavoro. Ai Sindaci si rivolgono coloro che vedono la propria vita insidiata dalla precarietà o dalla solitudine. 

I Comuni insomma svolgono un ruolo decisivo per la tenuta della società e del sistema democratico, contrafforti potenti capaci di inclusione sociale e di governo delle tensioni collettive. 

In questo loro impegno quotidiano i Sindaci sono chiamati a sfide nuove, quali flussi migratori crescenti in un’Italia che sempre più assume il profilo di una società multietnica, multiculturale e multireligiosa. Così come le tensioni internazionali, figlie dei molti conflitti che ancora insanguinano il mondo, spingono le persone a fuggire in cerca di un futuro possibile  e ci pongono innanzi alla questione, etica, prima di tutto, del valore della vita. 

E in questo nostro impegno quotidiano è riferimento morale e presenza viva la straordinaria lezione di Giorgio La Pira, uomo di cultura e di dialogo, che fece di Firenze – come ci ha ricordato poco fa il Card. Piovanelli – il crocevia dell’incontro tra civiltà, culture e religioni al servizio dei valori supremi di fraternità e di pace. 

E proprio per onorare Giorgio La Pira e per dare significato concreto alla parola solidarietà, l’ANCI - in previsione del Suo prossimo viaggio in Terra Santa - ha deciso di donare a nome di Vostra Santità un’attrezzatura ospedaliera al Baby Hospital di Betlemme che, sostenuto dalla Caritas Italiana e Svizzera, svolge un’opera meritevole per i bambini e le madri del popolo palestinese e di altre fedi religiose. 

Insomma: è ai Comuni,  ai Sindaci che li guidano, che i cittadini chiedono certezze per il loro futuro. E nella nostra responsabilità istituzionale noi sentiamo il dovere, morale prima ancora che politico, di operare ogni giorno per dare speranza, fiducia, certezze.  E per questo apprezziamo particolarmente la Sua costante sollecitazione a mettere al centro della politica e delle istituzioni le persone, le loro ansie, le loro speranze. 

In questo nostro impegno siamo sostenuti e accompagnati da tante donne e da tanti uomini che con generosità e passione mettono a disposizione  della propria comunità  competenze, sapere, passione civile, solidarietà. 

E voglio qui esprimere la gratitudine di tutti noi Sindaci per la preziosa ed insostituibile azione messa in campo ogni giorno  dall’associazionismo cattolico e dalle Parrocchie, là dove risiede la capacità antica e sapiente della Chiesa di ascoltare, accogliere, includere. Una presenza costante e viva  che ha radicato e radica sentimenti e valori di fraternità. 

Mi sia permesso qui  di parlare per un solo momento della mia città, Torino, che si prepara ad accogliere tra poche settimane la Città del Vaticano al Salone internazionale del Libro e attende con trepidazione e con gioia la Sua visita in occasione dell’Ostensione della Santa Sindone e dei 200 anni della nascita di Don Bosco, anima illuminata che  scelse gli ultimi e di lavorare e donare sé stesso  per i più poveri tra i poveri, insieme ai tanti Santi Sociali di questa terra. 

Ed è anche grazie alla semina di quella straordinaria testimonianza di fraternità offertaci da Don Bosco e dai Santi sociali che la nostra città e la nostra Regione  - che sono radicate nel suo cuore -  per decenni hanno saputo accogliere ed integrare grandi flussi migratori interni e, in tempi più recenti, aprirsi all’integrazione di cittadini stranieri in fuga da guerre o povertà o sottosviluppo per ritrovare nel nostro Paese quelle ragioni di vita, quella dignità che disperavano di poter avere là dove sono nati. 

Oggi dunque Santità siamo dinanzi a Lei con questi sentimenti, consapevoli di queste responsabilità e delle tante aspettative con cui i cittadini guardano ai Sindaci. 

Animati dalla volontà di lavorare per la nostra gente e le nostre comunità, costituendo voce per quanti non ce l’hanno, risorsa per chi stenta, rappresentanza per chi non ne ha titolo. Promuovendo ed incoraggiando chi  vuole scommettere sul proprio talento e soprattutto determinati a batterci perché le nostre città e i nostri territori sappiano contrastare la crisi valorizzando al meglio le tante energie, risorse e intelligenze di cui l’Italia è ricca. E così  restituire – in primo luogo ai giovani – certezze di lavoro, di progresso, di futuro. 

E con sentimenti di profonda gratitudine sentiamo, Santità, la Sua opera e le Sue parole vicine a noi. Dal Suo coraggio e dalla Sua determinazione ad aprire la Chiesa al mondo e alle sue tante diversità, traiamo incitamento per fare dei nostri Comuni un porto sicuro per ogni persona che debba essere accompagnata nel suo cammino. Perché – come ci ha insegnato un grande Cardinale di Torino, Michele Pellegrino, “camminare insieme” è la più grande manifestazione di fraternità. 

In questo impegno siamo fiduciosi a nostra volta che la Sua opera instancabile e l’amore profondo che animano le Sue parole e le Sue azioni ogni giorno, possano rivolgersi verso di noi e verso quanti – uomini e donne di buona volontà – operano per il bene comune delle nostre città e del nostro Paese”.