L'avventura della speranza

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

Roma, (Zenit.org) | 767 hits

Lettura

Profuma di pane la locanda dove Gesù dona la sua presenza di luce. È il vertice di un cammino di Risurrezione, dopo volti tristi di delusione. Lo stile di Gesù è lo stile della vita: si avvicinò, domandò, spiegò, entrò e spezzò. Sia così anche la Chiesa nel suo dialogo col mondo. Cammino di fede, delicato e forte insieme. Profuma di gratuità della “Bella”, del tempio di Gerusalemme, dove Pietro non dona né oro né argento, ma la forza del Cristo Risorto. Cristi cammina sempre con la tristezza ed il dolore nostro: lo storpio danza col popolo, il volto di tristezza si fa luce di testimonianza. Perciò «gioisce il cuore di chi cerca il Signore».

Meditazione

Quante volte la speranza in noi sembra spegnersi. Si sa che sperare, per noi cristiani, è un impegno irrinunciabile, ma non sempre gli eventi della storia vengono letti sotto questa luce. A tutti capita di sentirsi delusi, abbandonati dalle certezze. La paura ci fa visita e sembra non lasciarci più liberi. I sogni sembrano dileguarsi come ombre. Gli occhi non sono più rivolti verso l’alto, ma tendono al basso. C’è la tentazione di fuggire, di chiudere le porte di casa e non uscire più, perché non si trova una via d’uscita. È l’ora della sfiducia. I due discepoli sulla strada di Emmaus, sconcertati dalla croce, ora sono disorientati. Ma poi qualcosa ribalta le cose. Tutto riprende a vivere, a sbocciare in loro. Mentre parlavano di Gesù, Lui era lì, come forestiero, che li ascoltava. La sua consolazione è graduale, non immediata. Scava nel profondo. E tira fuori, come una zolla brecciosa rimossa dall’aratro, la “lentezza del cuore”, cioè la facilità a rassegnarsi, a cedere alla disperazione, a lasciarsi appesantire dai dubbi. Ma Gesù opera in loro il passaggio dalla tristezza alla fiducia di sperare contro ogni speranza. Non lo riconoscono. Sono afflitti i due discepoli. Ciò nonostante si lasciano interrogare da questo straniero. Vogliono rivivere assieme a lui la promessa di Gesù. La fede, quando non è radicata nel Signore vivente, cede il posto all’afflizione e si pietrifica. Ma Gesù non molla. Fa di tutto per togliere il carico di tristezza che portiamo nel cuore. Ce lo riscalda incessantemente. Dialogando con le nostre preoccupazioni, in verità, ci plasma e ci motiva a nuova vita. Il Salvatore viaggia con noi. Spezza il pane con noi, perché vuole restarci vicino. Ascoltarlo cambia tutto. E la vita continua ad andare avanti nella pace e nella gioia vera.

Preghiera

«Buon Pastore, vero pane, o Gesù, pietà di noi; nutrici e difendici, portaci ai beni eterni nella terra dei viventi. Tu che tutto sai e puoi, che nutri sulla terra, conduci i tuoi fratelli alla tavola dl cielo nella gioia dei tuoi santi» (Dalla Sequenza di Corpus Domini). 

Agire

Siediti alla mensa con Gesù e spezza il suo pane per poi condividerlo con i poveri alla porta della tua chiesa.

Meditazione del giorno a cura di monsignor GianCarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it