L'educazione: uno strumento per il mutuo rispetto tra le religioni

Il messaggio di papa Francesco ai musulmani di tutto il mondo, per la conclusione del Ramadam

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 457 hits

Il messaggio ai musulmani per la conclusione del Ramadam è una consuetudine della Santa Sede che risale al post-Concilio. Quest’anno, tuttavia, è stato papa Francesco in persona a scrivere di suo pugno la lettera: l’unico precedente in tal senso si ebbe nel 1991, quando il messaggio fu firmato dal beato Giovanni Paolo II.

In tutti gli altri casi, dal 1967, il messaggio annuale ai musulmani di tutto il mondo per la conclusione del Ramadam è sempre stato inviato a nome del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

La decisione del Santo Padre di scrivere di persona è stata presa “come espressione di stima e amicizia per tutti i musulmani, specialmente coloro che sono capi religiosi”, sottolinea papa Francesco nella lettera.

Il Pontefice ha anche spiegato il motivo della scelta del nome di Francesco, “un santo molto famoso, che ha amato profondamente Dio e ogni essere umano, al punto da essere chiamato «fratello universale». Egli ha amato, aiutato e servito i bisognosi, i malati e i poveri; si è pure preso grande cura della creazione”.

Tema del messaggio per la fine del Ramadam di quest’anno, è stato La promozione del mutuo rispetto attraverso l’educazione. “«Rispetto» - ha spiegato il Papa - significa un atteggiamento di gentilezza verso le persone per cui nutriamo considerazione e stima. «Mutuo» significa che questo non è un processo a senso unico, ma qualcosa che si condivide da entrambe le parti”.

Da rispettare sempre in ogni persona, ha ricordato Francesco, è “innanzitutto la sua vita, la sua integrità fisica, la sua dignità e i diritti che ne scaturiscono, la sua reputazione, la sua proprietà, la sua identità etnica e culturale, le sue idee e le sue scelte politiche”.

Degli altri dobbiamo quindi parlare o scrivere sempre “in modo rispettoso, non solo in sua presenza, ma sempre e dovunque, evitando ingiuste critiche o diffamazione”. Per tale scopo, hanno un ruolo e una responsabilità “le famiglie, le scuole, l’insegnamento religioso e ogni genere di mezzi di comunicazione sociale”.

Con riferimento al “mutuo rispetto nei rapporti interreligiosi”, in special modo tra cristiani e musulmani, il Santo Padre ha ricordato che “uno speciale rispetto è dovuto ai capi religiosi e ai luoghi di culto”, sottolineando il “dolore” che arrecano “gli attacchi all’uno o all’altro di questi”.

Quando si manifestano “rispetto per la religione degli altri” o si porgono loro “gli auguri in occasione di una celebrazione religiosa”, lo si fa semplicemente per “condividerne la gioia, senza fare riferimento al contenuto delle loro convinzioni religiose”.

Nell’educazione dei giovani cristiani e musulmani, dunque, va posto l’accento sul rispetto reciproco, “evitando di mettere in ridicolo o denigrare le loro convinzioni e pratiche”. È solo da tale mutuo rispetto che “può crescere un’amicizia sincera e duratura”.

Papa Francesco ha poi fatto riferimento al suo discorso al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede (22 marzo 2013), in cui affermò: “Non si possono vivere legami veri con Dio, ignorando gli altri. Per questo è importante intensificare il dialogo fra le varie religioni, penso anzitutto a quello con l’Islam, e ho molto apprezzato la presenza, durante la Messa d’inizio del mio ministero, di tante Autorità civili e religiose del mondo islamico”.

Con queste parole, il Santo Padre ha voluto “ribadire ancora una volta la grande importanza del dialogo e della cooperazione tra credenti, in particolare tra cristiani e musulmani, e la necessità di rafforzarla”.

Il Pontefice ha quindi concluso il messaggio, rinnovando la propria speranza che “tutti i cristiani e musulmani possano essere veri promotori di mutuo rispetto e amicizia, in particolare attraverso l’educazione”.