L'enigma dei cristalli della neve

Uno sconcertante rompicapo che affascina e sfida gli scienziati

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di Renzo Allegri

ROMA, sabato, 25 febbraio 2012 (ZENIT.org).- Nelle settimane scorse la neve ha messo in ginocchio l’Italia. Si è abbattuta su tutte le regioni, in particolare su quelle nel Centro e del Sud della nostra penisola con una violenza distruttiva che non si vedeva da decenni. Ha provocato disagi, danni e anche vittime.

La neve è un fenomeno meteorologico che nel suo aspetto esteriore incanta e affascina e, in genere, per questo, suscita simpatia e gioia, soprattutto nei bambini. Ma in questa occasione si è presentato con l’aspetto di un tornado arrabbiato e distruttivo, suscitando sentimenti di paura e di odio.

Pochi sanno che la neve è uno dei fenomeni più misteriosi e più enigmatici. Un autentico rompicapo per gli scienziati, che lo studiano da anni senza riuscire a svelarne i segreti.

Ogni fiocco di neve che vediamo volteggiare nell’aria e depositarsi dolcemente al suolo, è costituito da piccoli cristalli di forma esagonale, simmetrica e bellissima, ma tutti dissimili l’uno dall’altro. Nel corso di una abbondante nevicata come quelle dei giorni scorsi, i cristallini di neve caduti dal cielo sono stati innumerevoli come le stelle del firmamento. Miliardi di miliardi. Ebbene, ognuno era diverso dall’altro. Impossibile trovarne due uguali. E’ un fatto incredibile, ma scientificamente vero. Così incredibile che non se ne parla mai. Solo gli scienziati lo prendono in considerazione, perché si sentono sconfitti e anche umiliati per non riuscire a spiegarlo, a imprigionarlo in una gabbia scientifica. Formulano teorie e ipotesi, ma sono teorie che non convincono e non spiegano. Sembra che, nel 1986, in America siano stati trovati due cristalli di neve uguali. E anche se la cosa non era certa, è stata egualmente oggetto di una comunicazione ufficiale da parte della Società Meteorologica Americana, proprio perché quel fatto, se si fosse potuto documentare, poteva essere un evento che sfondava finalmente il muto invalicabile di quel mistero.

Un mio amico, nei giorni scorsi, parlandomi di questo fenomeno, ha ricordato il pensiero di San Tommaso d’Aquino, il grande teologo e filosofo medievale, che parla di “intelligenze  senza corpo fisico”, che potrebbero essere gli angeli. Gli angeli, quindi, potrebbero essere gli autori di fenomeni del genere. Gli scienziati atei sorridono e continuano a tormentarsi alle ricerca di una spiegazione razionale. I credenti potrebbero, invece, provare un sentimento di gioia, di meraviglia, di fronte a un altro mistero della natura che richiama la presenza di Dio e del suo infinito amore.

La storia dei cristalli della neve mi ha fatto venire in mente il mio incontro con uno scienziato giapponese, famoso proprio per aver dedicato gran parte della sua vita a studiare i cristalli dell’acqua ghiacciata. E anche lui si è imbattuto in fenomeni straordinari e stupefacenti, che non hanno alcuna spiegazione razionale.

Questo scienziato, che si chiama Masaru Emoto, è un medico, laureato anche in fisica e chimica. Una persona quindi di seria preparazione scientifica. Egli sostiene di aver le prove che l’acqua interagisce con l’uomo. Secondo lui, l’acqua sarebbe in grado di “captare” le emozioni umane, le vibrazioni della musica, il suono delle parole, e anche il significato delle parole stesse. E, a seconda di ciò che “capta”, reagirebbe in maniera così profonda da modificare la propria natura.

Per dimostrare questo incredibile fatto, il dottor Emoto ha messo a punto una particolare macchina che gli permette di fotografare i cristalli dell’acqua ghiacciata. Ed ha così documentato che, nel processo di ghiaccificazione, i cristalli dell’acqua prendono forme diverse a seconda delle emozioni che l’acqua ha percepito.

"I cristalli di acqua congelata che hanno 'ascoltato' una musica dolce", mi disse il dottor Emoto "appaiono armonici, colorati, con forme geometriche perfette. Quelli di acqua trattata con musica dura e aggressiva, sono invece storti, spezzati, contorti. Lo stesso succede con le parole. Se si parla all’acqua con amore, i cristalli sono perfetti. Se si pronunciano parole di odio o di rabbia, i cristalli sono confusi e brutti".

Il dottor Emoto non sa ancora per quale motivo esatto ciò avvenga, ma con i suoi migliaia e migliaia di esperimenti compiuti da solo, e con vari altri ricercatori scientifici, non ha dubbi sulla reale esistenza del fenomeno.

Intorno alle sue ricerche è sorto un grande interesse da parte di molti altri scienziati. Non solo in Giappone, ma anche in Europa e in America. Il dottor Emoto è chiamato a tenere conferenze in tutto il mondo e i suoi libri che illustrano i risultati delle singolari ricerche, vanno a ruba.

E anche per lui, tutto è cominciato con i cristalli della neve. Mi ha raccontato: "Un giorno lessi in un libro che non esistono cristalli di neve simili l’uno all’altro. La neve cade sulla terra da milioni di anni, e sono miliardi di miliardi i cristalli che l’hanno formata e che la formano, ma non ne esiste uno uguale all’altro. Questo concetto mi ha colpito ed ho cominciato a pensare di studiare l’acqua nella sua forma cristallizzata, cioè l’acqua ghiacciata. Pensavo che, forse, fotografando i cristalli dell’acqua ghiacciata avrei potuto avere delle informazioni preziose sulla sua vera natura.

"Ho preso dell’acqua distillata e l’ho messa in una boccetta. Poi, di fronte a quell’acqua alcune persone hanno pronunciate parole dolci e piene di serenità come 'mamma', 'papà', 'amore', 'angelo', 'grazie', 'pace'. Quindi ho fatto ghiacciare quell’acqua e ho fotografato i cristalli che sono apparsi bellissimi, armonici, geometrici, luminosi. Sembravano gioire per l’energia positiva contenuta nelle parole che avevano 'sentito'. Poi ho sottoposto la stessa acqua a un trattamento di parole dure e negative, come 'odio', 'guerra', 'morte', 'sangue', 'demonio', e termini offensivi. I cristalli ottenuti con il congelamento erano tutti diversi. Erano brutti, orrendi, contorti, scuri, disarmonici, incompiuti. Era come se fossero stati spezzati, schiacciati, devastati da una energia cattiva. E lo stesso incredibile fenomeno, cioè modificazione dei cristalli, si verifica quando l’acqua 'ascolta' della musica. Abbiamo fatto 'ascoltare' ad un campione di acqua brani di Mozart, Vivaldi, Schubert, Beethoven, ottenendo poi dei cristalli che sono risultati stupendi per forma e colore. Ma risultati completamente diversi abbiamo ottenuto con il rock duro o l’heavy metal, canzoni che contenevano testi arrabbiati, parole cariche di astio, e i cristalli ottenuti erano storpiati, divisi, come se fossero esplosi.

"Ho constatato che l’acqua risente anche dei pensieri positivi che le vengono inviati durante la preghiera. In Giappone ho fatto degli esperimenti con risultati sbalorditivi. Nell’ottobre del 1997 ho condotto un esperimento sull’acqua del bacino di Fujiwara a Minatami-cho, nella prefettura di Gunma. Quel giorno l’acqua del laghetto era inquieta, turbolenta. Abbiamo prelevato subito un campione, per congelarlo e osservare poi i cristalli. Intanto il reverendo Kato Hoki, priore del tempio di Jyhouin, nella città di Omiya, cominciò a pregare stando sul bordo del bacino e dopo un’ora di preghiera l’acqua appariva più calma e anche più limpida. Prelevammo un nuovo campione, per congelarlo e osservarlo al microscopio. I cristalli dell’acqua prelevata prima della preghiera erano bruni, contorti, pieni di buchi e di separazioni; quelli dell’acqua prelevata dopo la preghiera erano bellissimi, pieni di equilibrio, con complicate forme geometriche.

"Il l 25 luglio del 1999 ho fatto un esperimento simile presso il lago Biwa. Questo lago, che si trova nella provincia di Shiga, è il più vasto del Giappone ed è anche un terribile esempio di inquinamento. Ogni estate la superficie del lago si ricopre di una strana specie di pianta acquatica, chiamata alga kokanda, che imputridisce e diffonde in tutta la zona un fetore quasi insopportabile. Quel 25 luglio, alle quattro e mezzo del mattino, ci siamo riuniti in 350 persone per pregare sulle sponde del lago. E il risultato è stato sorprendente. I cristalli dell’acqua del lago dopo la preghiera, erano bellissimi e continuarono ad esserlo per circa sei mesi.

"Ho fotografato anche i cristalli dell'acqua di Lourdes, il famoso santuario cristiano. Sono spettacolari: armoniosi, ma con un qualche cosa di misterioso e di soave insieme, come se fossero impregnati da un sentimento mistico".

Il dottor Emoto ha utilizzato questi suoi esperimenti per fini commerciali che possono essere discutibili. Ma i risultati delle sue ricerche al microscopio sono un dato oggettivo. Ripetuto e constatato da molti altri ricercatori. E dimostra che, anche in questo caso, la scienza rimane confusa, incapace di trovare delle spiegazioni di certi comportamenti della natura. Il pensiero va alla famosa frase che Shakesperare fa dire ad Amleto rivolto al suo amico Orazio: "Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia". E anche a quanto scrisse Carl Jung: "Non commetterò il tipico errore di considerare una frode tutto ciò che non sono in grado di spiegare".

Nel Catechismo della Chiesa Cattolica, al numero 341 si legge: "La bellezza della creazione riflette la bellezza infinita di Dio".

Giovanni Paolo II, nella sua enciclica Fides et ratio ha scritto: "Attraverso il creato, gli 'occhi della mente' possono arrivare a conoscere Dio". E Benedetto XVI, nel suo messaggio per la XLIII Giornata per la pace: " Contemplare la bellezza del creato è stimolo a riconoscere l’amore del Creatore, quell’Amore che 'move il sole e l’altre stelle'".