L’episcopato dell’Honduras denuncia la distribuzione della pillola abortiva

E avverte che non si può restare nella Chiesa e allo stesso tempo promuovere mezzi abortivi

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TEGUCIGALPA, 17 febbraio 2004 (ZENIT.org).- La Conferenza Episcopale dell’Honduras ha denunciato lo scorso 6 febbraio la campagna promozionale e la distribuzione di pillole “anticoncezionali” di emergenza, intraprese dall’Associazione onduregna di pianificazione familiare (ASHONPLAFA) e dal Ministero della Salute Pubblica dell’Honduras, in collaborazione con “Marie Stopes Honduras”, la più grande catena di cliniche per aborti della Gran Bretagna.



”Le conclusioni scientifiche della genetica permettono di affermare che la vita di un nuovo essere comincia nel momento della fecondazione”, da ciò deriva che “l’anticoncezionale ormonale post-coitale (“pillola del giorno dopo”), allorché impedisce l’impianto o annidamento dell’ovulo fecondato, è chiaramente abortivo”, avverte un comunicato firmato dal presidente dell’episcopato onduregno, cardinal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga.

Il testo ricorda anche che colui che “è complice nella promozione dei metodi abortivi” non può essere membro vivo della Chiesa, perché “si pone in contrasto con il Dio della Vita e, di conseguenza, si esclude dalla comunione nel Corpo di Cristo”.

”Che nessun medico né infermiere cattolico sia complice di questa campagna di distruzione di massa delle vite umane”, chiedono i prelati. La popolazione dell’Honduras, che ammonta a più di 6,5 milioni di persone, è in massima parte cattolica.



Pubblichiamo di seguito il testo integrale del comunicato:



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COMUNICATO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DELL'HONDURAS


NON UCCIDERE

Noi vescovi dell'Honduras, nella prima riunione plenaria della Conferenza Episcopale dell'anno 2004, abbiamo osservato con grande preoccupazione come attraverso la ASHONPLAFA (Associazione di pianificazione familiare dell'Honduras) e il MINISTERO PER LA SALUTE PUBBLICA DELL'HONDURAS, sia iniziata la promozione e distribuzione della pillola anticoncezionale d'emergenza, d'intesa con MARIE STOPES HONDURAS (la più grande catena di cliniche che praticano l'aborto in Gran Bretagna).

Nel gennaio del 2002 abbiamo avuto una conversazione fraterna con il Ministro per la Salute pubblica, durante la quale abbiamo sollevato il problema dell'offensiva internazionale volta a diffondere i metodi abortivi nelle politiche delle Nazioni Unite di controllo demografico; Il 4 novembre 2002 il signor Ministro della Salute pubblica PER LEGGE ha inaugurato la campagna "Contraccezione d'emergenza". In tale occasione, insieme a 24 organizzazioni della società civile, abbiamo espresso la nostra costernazione, sollecitando le autorità responsabili a vietare la promozione, la vendita e l'utilizzo di questo metodo, mostrando come le Corti costituzionali di Argentina e Cile abbiano vietato la produzione e commercializzazione del farmaco utilizzato nel predetto programma.

Pertanto, preso atto del fatto che i nostri appelli sono rimasti inascoltati e che, al contrario, è stata utilizzata anche la televisione, in modo irrispettoso della coscienza di molte persone, ci vediamo obbligati ad esprimere con forza quanto segue:


1. La vita è il dono più grande che Dio ha fatto agli esseri umani. Solo il Creatore può darla o toglierla. L'uomo e la donna sono collaboratori di Dio nella trasmissione della vita, compito pieno di responsabilità e di dignità.

2. L'aborto è un "crimine abominevole" che va contro il quinto comandamento della Legge di Dio: "NON UCCIDERE".

3. Sebbene talune associazioni di pianificazione familiare vogliano definire come gravidanza quella che inizia con l'impianto dell'ovulo fecondato nella parete dell'utero materno, le conclusioni scientifiche della genetica, consentono di affermare che la vita di un nuovo essere inizia al momento della fecondazione. L'ovulo fecondato già possiede il genoma completo di un nuovo essere; è già vita umana.

4. È un sofisma parlare di pre-embrione come di qualcosa di diverso dall'embrione. L'ovulo fecondato, ovvero il zigote unicellulare, ha uno sviluppo costante, graduale e coordinato, senza salti qualitiativi.

5. L'anticoncezionale ormonale postcoitale (pillola del giorno dopo), quando impedisce l'impianto o l'annidamento dell'ovulo fecondato, è chiaramente abortivo, dato che elimina direttamente e volontariamente la vita di un essere umano appena concepito.

6. La norma della Chiesa cattolica compresa nel Codice di diritto canonico esprime chiaramente che: "Chi procura l'aborto, nel caso in cui questo avviene, incorre nella scomunica immediata" (can. 1398).

7. Non è possibile essere membra vive del Corpo di Cristo che è la Chiesa, se ci si rende complici della promozione di metodi abortivi. Chi lo fa, si pone contro il Dio della Vita e, di conseguenza, si esclude dalla comunione con il Corpo di Cristo. Questo significa la scomunica.

8. Esortiamo i sacerdoti, gli agenti della pastorale e tutti i fedeli cristiani laici a riflettere in comunità su questa problematica, a chiarire gli equivoci indotti in tante persone attraverso la pubblicità parziale e manipolata, a pregare più intensamente perché questa campagna non sia un tentativo ulteriore volto ad ottenere la legalizzazione dell'aborto, e a conservare l'unità del Corpo di Cristo che è la Chiesa.

9. Abbiamo appena celebrato, con una manifestazione sempre maggiore di fede e devozione cristiana, la Festività di Nostra Signora di Suyapa, patrona dell'Honduras. Il modo migliore di onorarla e di perseverare nella pratica di amore alla Vergine Maria, sta nella difesa della Vita e nel rifiuto diretto della contraccezione d'emergenza.

Che nessun medico o infermiere cattolico si renda complice di questa campagna di distruzione di massa di vite umane.


Tegucigalpa, 6 febbraio 2004

Cardinale Oscar A. Rodríguez Maradiaga, SDB
Arcivescovo di Tegucigalpa e Presidente della C.E.H.