L'esautorazione dei genitori: aborto e contraccezione per minori

Si riduce la necessità di consenso su questioni di educazione sessuale dei figli

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Di Padre John Flynn, LC

ROMA, domenica, 18 novembre 2007 (ZENIT.org).- Il diritto dei genitori di prendersi cura dei figli ha subito una battuta d’arresto, recentemente, con la decisione della Corte suprema dell’Alaska, secondo cui le minorenni possono ricorrere all’aborto senza necessità del consenso dei genitori. Secondo un servizio dell’Associated Press, del 3 novembre, la sentenza conferma l’opinione del tribunale di prima istanza, di incostituzionalità della legge del 1997 sul consenso genitoriale.

Nella motivazione della sentenza approvata con 3 voti a favore e 2 contrari, il Presidente della Corte suprema, Dana Fabe, ha affermato che, sebbene si convenga sul fatto che la Costituzione consenta di prevedere la notifica ai genitori, la legge in questione viola il diritto dei minori alla privacy.

Per contro, il giudice Walter Carpeneti, autore della motivazione di minoranza, ha affermato che la legge bilancia correttamente il diritto alla privacy e l’interesse dello Stato a tutelare i minori e l’autorità dei genitori sui figli.

Il Governatore dell’Alaska, Sarah Palin, ha descritto la sentenza come “oltraggiosa”, secondo l’Associated Press. “La Corte suprema dello Stato, con questa sentenza, ha tradito l’Alaska creando una separazione tra i genitori e i propri figli, muovendosi nella direzione diametralmente opposta rispetto all’intenzione del legislatore”, ha commentato.

Secondo uno studio di Stateline.org, un’agenzia stampa di Washington, esistono due tipi di leggi, nei diversi Stati, relativamente all’aborto e al ruolo dei genitori. Il primo tipo di legge richiede che uno o entrambi i genitori diano il consenso all’aborto richiesto dalla propria figlia minore, mentre per l’altro tipo è sufficiente che i medici lo notifichino ai genitori prima di eseguirlo.

Alla data dell’11 giugno, a cui risale l’ultimo aggiornamento, in 22 Stati è previsto l’obbligo della dichiarazione di consenso di almeno un genitore. Per 12 Stati è invece sufficiente la previa notifica ai genitori. L’Utah prevede entrambe le possibilità.

La giurisprudenza

Queste leggi, tuttavia, sono state superate, in alcuni Stati, dall’autorità giudiziaria. In nove Stati, le corti hanno dichiarato l’incostituzionalità di oalla propria figlia minorete perso il senso di ciò che è più importante.ta dal dottor ollegate a iare questo tregolamenti interni sul coinvolgimento dei genitori, per violazione dei principi di tutela della privacy e di eguaglianza.

La questione dell’utilità di normative che prevedono l’obbligo del consenso dei genitori all’aborto è stata presa in esame in un rapporto pubblicato il 5 febbraio scorso dalla Heritage Foundation. Michael J. New, assistente professore di scienze politiche presso l’Università dell’Alabama, ha appurato che le leggi che prevedono il coinvolgimento dei genitori hanno ridotto il numero degli aborti su minori di una media del 16%.

Anche un altro tipo di legislazione pro-vita, quella che restringe il finanziamento pubblico agli aborti su ragazze minori, ha notevolmente ridotto i tassi di aborto.

New sostiene che l’importanza di tali normative pro-vita sia spesso trascurata nel dare spiegazione del calo degli aborti tra gli adolescenti. Tra il 1985 e il 1999, gli aborti su minori sono diminuiti di quasi il 50%, rispetto al complessivo calo degli aborti del 29%. “Sebbene i fattori che possono aver contribuito a questa riduzione possano essere diversi, l’impatto della normativa pro-vita sull’incidenza degli aborti tra i minori non può essere trascurata”, ha affermato.

Contraccettivi a scuola

Molti Paesi stanno rendendo sempre più facile per le studentesse reperire contraccettivi senza doverlo far sapere ai genitori. In Inghilterra, il quotidiano Telegraph ha riferito il 30 ottobre che quasi una quindicenne su sei, lo scorso anno, ha ricevuto contraccettivi nonostante fosse, in base alla legge, troppo giovane per avere rapporti sessuali.

Secondo l’articolo, nel 2006-2007, 50.000 ragazze quindicenni si sono rivolte a cliniche per la contraccezione. Lo stesso hanno fatto 31.000 ragazze di 13 o 14 anni. I dati sono dell’Information Center for Health and Social Care.

Mike Judge, portavoce del Christian Institute, ha commentato queste statistiche. Secondo il Telegraph, egli ha esortato a dare alle ragazze consigli e sostegno, anziché distribuire loro contraccettivi. “La maggior parte delle donne che guarda al proprio periodo adolescenziale si pente di avere iniziato l’attività sessuale così presto”, ha aggiunto.

Un altro servizio pubblicato sul Telegraph il 9 luglio spiega che è possibile per le ragazze anche di 11 anni ottenere la pillola del giorno dopo a scuola, senza che i genitori ne siano informati. Le pillole sono disponibili presso le cliniche per la salute sessuale nelle scuole superiori in Inghilterra, che vengono istituite nell’ambito di politiche dirette a ridurre le gravidanze in età adolescenziale.

Intanto, negli Stati Uniti, le amministrazioni scolastiche del Maine hanno difeso la decisione di consentire ai giovani, finanche di 11 anni, di ottenere contraccettivi, secondo quanto riportato dall’Associated Press il 18 ottobre. La Portland's King Middle School sarà la prima scuola media del Maine ad offrire una completa gamma di contraccettivi, tra cui pillole e cerotti anticoncezionali.

Sebbene gli studenti devono avere il permesso dei genitori per ricorrere al centro sanitario comunale della scuola, essi non sono tenuti a dire che se ne avvalgono per ottenere anticoncezionali.

Avere rapporti sessuali con minori di 14 anni, nel Maine, è considerato un grave abuso sessuale. Ma, secondo l’Associated Press, i funzionari della scuola ritengono non chiaro se le infermiere del centro sanitario debbano riferire su questo tipo di attività.

Le cliniche presso le scuole superiori di Portland da anni mettono a disposizione contraccettivi orali, secondo il New York Times del 21 ottobre. Douglas Gardner, responsabile municipale per la salute e i servizi alla persona, ha spiegato che i funzionari sanitari hanno deciso di estendere il loro servizio anche alle scuole medie, dopo aver appreso di 17 studentesse di scuola media che erano rimaste incinta negli ultimi quattro anni. Secondo l’articolo, un quarto delle cliniche interne alle scuole, soprattutto scuole superiori, fornisce una qualche forma di contraccezione.

Crea confusione

Il Vescovo di Portland, Richard Malone, si è detto sconcertato dalla decisione, secondo quanto riferito dal Boston Globe il 20 ottobre. Il presule cattolico ha sostenuto che questa estensione porterebbe inevitabilmente molti più giovani all’attività sessuale.

Egli si è anche detto preoccupato dell’esautorazione dei genitori: “I messaggi contraddittori che i bambini ricevono da figure per loro autorevoli e importanti, come i genitori e le scuole, possono ingenerare ulteriore confusione e difficoltà di fronte alla necessità di prendere una decisione così importante per la propria vita”.

Inoltre la misura di diffondere l’uso dei contraccettivi fra gli alunni si inserisce in un momento in cui esistono forti dubbi sulla sicurezza degli anticoncezionali.

Un consiglio di ginecologi, ostetrici e altri esperti ha sostenuto presso la U.S. Food and Drug Administration che i produttori dovrebbero compiere ulteriori ricerche sui possibili effetti collaterali delle pillole e altri contraccettivi ormonali, dopo che questi vengono immessi sul mercato, secondo la Reuters del 24 gennaio. Lo stesso consiglio ha aggiunto che le industrie farmaceutiche sono poco propense ad avviare questo tipo di studi a causa dei costi e del rischio di rivelare ulteriori controindicazioni.

Tutela della salute

Anche un’associazione dei consumatori, la Public Citizen Health Research Group, si è espressa in favore di una maggiore ricerca a tutela della salute, secondo il New York Times del 13 febbraio. Qualche mese fa quest’organizzazione ha chiesto alla Food and Drug Administration di ritirare dal mercato diversi contraccettivi orali a basso dosaggio, contenenti desogestrel, una forma sintetica del progesterone.

Secondo questo articolo, l’organizzazione avrebbe citato più di una dozzina di studi da cui risulta che queste pillole sono state collegate a fenomeni di coagulazione ematica più spesso rispetto alle versioni precedenti che utilizzavano forme diverse di progesterone.

In un articolo pubblicato il 2 maggio scorso, Andrea Mrozek, ricercatore dell’Institute of Marriage and Family Canada, ha riferito sui rischi di tumore derivanti dai contraccettivi. Secondo una meta-analisi diretta dal dottor Chris Kahlenborn, internista di Pennsylvania, prendere la pillola ad un’età precoce, prima di aver avuto figli, aumenta del 44% le probabilità di sviluppare il tumore al seno, ha affermato Mrozek.

La ricerca di Kahlenborn è stata pubblicata alla fine dello scorso anno sulla rivista, sottoposta a “peer review”, della Mayo Clinic di fama mondiale.

Non senza sarcasmo, un articolo pubblicato il 27 marzo su Stateline.org fa notare la tendenza normativa a vietare ai minori l’accesso al fumo, all’alcol e alle lampade abbronzanti, a causa dei rischi per la salute.

Quest’anno lo Utah e la Virgina si sono uniti ad altri 25 Stati nel vietare agli adolescenti l’uso dei lettini per l’abbronzatura artificiale, per via del rischio di sviluppare il cancro. Gran parte di queste leggi - secondo Stateline.org - richiedono, per i minori, il consenso dei genitori, ma alcuni Stati vietano del tutto l’uso di queste apparecchiature ai minori.

L’articolo aggiunge che diversi altri Stati hanno allo studio normative simili. Una cultura che vieta l’abbronzatura, ma che dà via libera alla contraccezione e all’aborto per le ragazze in età scolare ha indubbiamente perso il senso di ciò che è più importante.