L’esempio profetico di San Francesco ha salvato i Luoghi Santi (Parte I)

Intervista al Vicario della Custodia francescana della Terra Santa

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GERUSALEMME, giovedì, 10 marzo 2005 (ZENIT.org).- Padre Artemio Vitores González, spagnolo e in Terra Santa da 34 anni, è il Vicario della Custodia francescana della Terra Santa , sotto la cui responsabilità si trovano attualmente 26 Luoghi Santi.



Nel corso dei secoli, infatti, la Custodia, che fa parte dell’Ordine dei Frati Minori e raggruppa attualmente 200 Francescani di 35 nazioni, ha acquisito in proprietà diversi Luoghi Santi che rappresentano le tappe fondamentali della vita di Cristo e della Sacra Famiglia: dalla Grotta dell’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele a Maria a Nazareth, alla Grotta di San Giuseppe, fino alla Grotta di Eleona sul Monte degli Ulivi, dove Cristo ascese al cielo.

Tutto cominciò con l’incontro avvenuto nel 1219 ad Alessandria d’Egitto tra San Francesco d’Assisi ed il Sultano egiziano Melek Al Kamil, da cui ottenne, nonostante le Crociate in corso, che i Francescani avessero accesso e protezione in Terra Santa.

In questa intervista raccolta per ZENIT dal dottor Gianluca Solera, Consigliere al Parlamento Europeo e attualmente in Terra Santa, Padre Vitores racconta dello sviluppo della Custodia nei secoli e della sua missione.

Qual è l’eredità lasciata da San Francesco in Terra Santa?

Padre Vitores González: La distruzione del Santo Sepolcro da parte del Califfo Hakim nel 970 d.C. risvegliò gli animi in Occidente ed aprì le porte all’epoca delle Crociate, cioè alla guerra ed al sangue. San Francesco preferì conquistare i Luoghi Santi attraverso il metodo del dialogo. La sua prima regola, “Non volata” (1221), dice: ”I frati che vanno in Terra Santa non facciano né liti né dispute, stiano al servizio di tutti, e manifestino con la vita che sono cristiani”. Se poi lo Spirito li illumina, predicheranno. Questo atteggiamento permise loro di essere liberi di andare nei territori dei Mammelucchi.

Francesco fu dunque il primo ad utilizzare l’arma del dialogo?

Padre Vitores González: Il primo ad utilizzare l’arma del dialogo e dell’amore al tempo delle Crociate. I Francescani vollero essere al servizio di tutti, cristiani e musulmani, e dimostrarono di possedere uno spirito universalista moderno ante litteram. La tutela dei Luoghi Santi fu la ragione fondamentale della presenza francescana in Terra Santa, che esercitarono attraverso enormi difficoltà e conflitti. Attorno ai Luoghi Santi, i Francescani iniziarono un servizio sociale di assistenza e formazione.

Nel salone dei ricevimenti del nostro Convento ci sono cinque quadri che esemplificano la missione dei Francescani in Terra Santa. Tra questi, vi sono due ritratti di Roberto d’Angiò e di Sancia di Maiorca, sovrani di Napoli, che acquistarono il Cenacolo dal Sultano d’Egitto nel 1333 e lo diedero ai Francescani, che vi stabilirono il loro primo monastero. Nel 1342, Papa Clemente IV istituzionalizzò la missione di Custodia dei Francescani in Terra Santa.

Fu un riconoscimento dovuto...

Padre Vitores González: Quando Papa Giovanni Paolo II si recò a Nazareth nel 2000, disse che la Provvidenza di Dio volle che a custodire i Luoghi Santi fosse Francesco, il Santo della pace, del dialogo e dell’amore.

Ritorniamo alla missione sociale dei Francescani. In cosa consiste?

Padre Vitores González: I Francescani hanno cercato di offrire istruzione, lavoro e una casa. Attorno alle chiese erette a fianco dei Luoghi Santi, aprivano scuole, laboratori artigianali e costruivano alloggi. In questa missione, che continua tuttora oggi, i Francescani sono stati all’avanguardia in una regione a maggioranza musulmana.

Nel 1520 aprirono la prima scuola, mentre i Turchi, che dominarono per quattro secoli in Terra Santa fino alla prima guerra mondiale, aprirono la prima scuola solamente nel 1892. Nel 1808 i Francescani decisero che i ragazzi non cattolici, cioè ortodossi, non fossero tenuti a farsi cattolici per studiare nelle loro scuole. Nel 1841 istituirono la prima scuola femminile in Terra Santa, mentre la prima scuola femminile ebraica fu istituita nel 1864 e la prima scuola femminile musulmana nel 1892. Dal 1925 al 1948, il nostro istituto Terra Sancta College ospitò cristiani, musulmani ed ebrei, anticipando l’ecumenismo moderno. Nel 1957, i Francescani introdussero nelle loro scuole lo studio del Corano...cioè prima del Concilio Vaticano II.

I Francescani ebbero un ruolo importante anche nella promozione delle lingue. Nelle nostre scuole parrocchiali si è insegnato in italiano ed in francese, formando traduttori e guide, mentre la nostra stamperia ha pubblicato in arabo, contribuendo a salvarlo dalla decadenza in Palestina. I Francescani hanno aperto laboratori di lavorazione della madreperla e dell’olio d’oliva e hanno promosso altre arti o mestieri. Inoltre, hanno costruito alloggi per i cristiani più bisognosi.

In che consiste la tutela dei Luoghi Santi?

Padre Vitores González: In cinque aspetti: la conservazione ed il restauro, lo studio archeologico e biblico della veridicità dei luoghi, la ri-costruzione, la valorizzazione della spiritualità dei luoghi e la loro fruibilità.

Lo Status Quo regola la vita al Santo Sepolcro ed alla Natività. Non esiste un’altra istituzione interreligiosa che regoli le questioni religiose e quelle legate alla gestione degli altri luoghi santi? Ricordo che il ministro degli affari esteri inglese Lord Balfour propose nel 1922 una commissione mista tra cristiani, musulmani ed ebrei per gli affari religiosi in Palestina, in quel momento sotto Mandato britannico, ma non ottenne il consenso sufficiente per realizzarla...

Padre Vitores González: Questo è un punto dolente e le religioni non hanno fatto gli sforzi necessari per superare le divisioni che tuttora esistono tra loro. Vengono organizzati degli incontri, ma non è mai stata istituita una commissione interreligiosa permanente per regolare gli affari religiosi, quando ce ne sarebbe in realtà bisogno, in particolare a Gerusalemme.

La Chiesa cattolica, per il suo carattere universalistico, nonostante i cattolici non rappresentino più del 2% a Gerusalemme, rappresenterebbe un ponte per riavvicinare le varie fedi, cristiane e non cristiane.

Lei ha vissuto in Terra Santa per più di 30 anni. Com’è evoluto il ruolo delle religioni in Terra Santa?

Padre Vitores González: Purtroppo, devo dire che abbiamo assistito ad una radicalizzazione del ruolo delle religioni, che hanno sempre più preteso di assumere un ruolo politico nella società. L’emergenza di partiti politici ortodossi, soprattutto tra gli ebrei ed i musulmani, lo dimostra.

La creazione di Israele quale stato con un’identità religiosa forte (non sto mettendo in discussione la creazione di Israele, per evitare fraintendimenti) ha pure avuto un ruolo in questo senso. Il risultato è che le formazioni politiche ortodosse hanno guadagnato terreno, e con queste formazioni non è facile il dialogo, né da parte israeliana (i Nazional-religiosi, ad esempio), né da parte palestinese (Hamas).

Cosa succederà? La situazione di Gerusalemme mi preoccupa. I gruppi ebrei ortodossi raccolgono il 40% dei consensi e sono in crescita. Dove controllano le amministrazioni locali, applicano le loro regole di vita agli affari pubblici (orari, transito), discriminando così chi non le segue. Spero che nel futuro non arrivino a limitare l’accesso alla Città Vecchia ai non ebrei.

Come vi sostenete finanziariamente?

Padre Vitores González: Con la colletta del Venerdì Santo, chiamata anche "dei Luoghi Santi", promossa dalla Santa Sede in tutte le chiese del mondo e con il sostegno dei fedeli attraverso i “Commissariati della Terra Santa”, che dipendono direttamente dalla Custodia e sono diffusi in tutto il mondo. Gli aiuti governativi non sono più ammessi, così in alcuni casi i progetti della nostra missione vengono sostenuti in maniera indiretta.

Il Governo spagnolo, ad esempio, finanzia alcune misure per i cristiani palestinesi come politica di “aiuto alle minoranze”. Con l’Intifada, ad esempio ci siamo fatti carico del sostegno alle famiglie cristiane più povere distribuendo assegni familiari di 80 euro al mese. Le nostre parrocchie, molti Francescani sono anche parroci, hanno sostituito Israele e l’Autorità Palestinese nelle loro responsabilità di assistenza sociale.

[Questo venerdì, nella seconda parte dell’intervista: pellegrinaggi in Terra Santa, relazioni con le altre fedi cristiane e processo di pace]