L’esperienza della RIIAL dà vita ad un progetto di lotta all’Aids in Africa

La cultura di rete per evitare il contagio da madre a figlio

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MILANO, lunedì 10 maggio 2004 (ZENIT.org).- L’esperienza della Rete Informatica della Chiesa in America Latina (RIIAL) ha dato vita al “Progetto Africa”, un’iniziativa che tenta di ridurre la trasmissione dell’Aids da madre a figlio.



L’iniziativa è stata presentata da monsignor Lucio A. Ruiz, coordinatore tecnico della RIIAL, istituzione creata dal Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali in collaborazione con il Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM) durante la IV Conferenza Mondiale su “Infopoverty” (povertà informativa), tenutasi il 29 e il 30 aprile a Milano.

Questo progetto, ha spiegato monsignor Ruiz, nasce dall’esperienza realizzata in America Latina nel promuovere la cultura di rete, ovvero una cultura “in cui tutti i membri non solo possono comunicare attraverso i mezzi tecnologici, ma stabiliscono tra di loro veri legami di collaborazione”.

Da questa esperienza nasce il progetto “Gestione della trasmissione verticale del virus HIV e assistenza sanitaria madre-figlio in Malawi” (“Management of HIV Vertical Transmission and Motker-Child Health Care in Malawi”), che ha come obiettivo assistere le madri affette dal virus dell’HIV per evitare il contagio dei loro figli nel periodo della gestazione e dell’allattamento.

Questa iniziativa vuole affrontare “la ridotta disponibilità di acqua potabile, di canali di comunicazione efficaci, di energia elettrica, di conoscenza dei mezzi informatici e di personale specializzato” tipica del Malawi.

Le questioni sanitarie e la formazione delle équipe mediche locali saranno a carico dell’Università Tor Vergata di Roma.

Oltre ad offrire dei corsi di formazione sul campo, il “Progetto Africa” sta creando una rete informatica tra centri sanitari del Malawi e il policlinico di Tor Vergata per offrire una formazione continua “on line”, rispondere ai consulti medici e dar seguito ai programmi di intervento.

Il “Progetto”, inoltre, offrirà “un corso di perfezionamento su aspetti medici, tecnologici, etico-morali (conformemente al magistero della Chiesa) e informatici”, ha continuato monsignor Ruiz.

Dopo essere applicato in Malawi, il progetto verrà esteso ad altri paesi africani.

Come ha spiegato monsignor Ruiz, l’esperienza della RIIAL ha insegnato che “prima di poter fare un buon uso delle nuove tecnologie, dei computer, dei satelliti, del broadband e dei grandi servizi”, è necessaria una “formazione”, e soprattutto la “formazione di una cultura di rete e in rete”.

Il progetto costituisce una prima esperienza di configurazione di una rete informatica della Chiesa in Africa, iniziativa che è stata presentata in una riunione del Simposio delle Conferenze Episcopali dell’Africa e del Madagascar, suscitando grande interesse tra i vescovi.