L’esperienza di Dio vivo, risposta alla “necrosi” del secolarismo (Parte I)

Intervista con Matteo Calisi, presidente della Comunità Cattolica Carismatica di Alleanza

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BARI, martedì, 26 ottobre 2004 (ZENIT.org).- L’esperienza del potere dello Spirito Santo, che porta a proclamare il Dio vivente, è una risposta al diffuso secolarismo e un impulso alla nuova evangelizzazione, alla santità di vita e alla ricostituzione dei Cristiani in una sola Chiesa.



Di questo può dare testimonianza il Rinnovamento Carismatico, una corrente di grazia che ha toccato trasversalmente le diverse Chiese cristiane storiche e che comprende circa 600 milioni di Cristiani – dei quali 120 milioni sono cattolici – in tutto il mondo.

Una delle espressioni “carismatiche” nella Chiesa cattolica è la “Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities and Fellowships” (“Fraternità Cattolica delle Comunità ed Associazioni Carismatiche”), organismo internazionale di Diritto Pontificio che riunisce più di mezzo centinaio di comunità storiche del Rinnovamento Carismatico Cattolico dei cinque continenti, come la “Comunità delle Beatitudini”, la “Comunità Emmanuele” di Parigi o la “Comunità di Gesù” di Bari.

Alla vigilia dell’XI Congresso Internazionale (che si svolgerà a Fiuggi dal 29 ottobre al 1° novembre), il presidente della Comunità Cattolica e collaboratore del Pontifico Consiglio per i Laici, Matteo Calisi, spiega in questa intervista concessa a ZENIT la “novità” rappresentata dai “carismatici” nella Chiesa e nel mondo, e la missione dei Movimenti Ecclesiali e delle Nuove Comunità nel contesto attuale.

Cos’è la “Catholic Fraternity” e qual’é la sua missione nella Chiesa?

Matteo Calisi: La Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities and Fellowships è il primo Organismo Internazionale che federa le principali e storiche Comunità del Rinnovamento Carismatico Cattolico (RCC) eretto dal Pontificio Consiglio per i Laici del Vaticano con sede a Bari. Con il riconoscimento Pontificio datato il 30 novembre del 1990, la Catholic Fraternity è stata eretta canonicamente in Associazione Privata Internazionale di Fedeli della Chiesa Cattolica di Diritto Pontificio, dotata di personalità giuridica ecclesiastica.

La Santa Sede, nel Decreto di riconoscimento, auspicò che la potesse contribuire a consolidare l’espressione cattolica del movimento carismatico. Pertanto, la Catholic Fraternity non ha ruoli di governo o di responsabilità giuridica sulle Comunità membro; ha solo una responsabilità morale e spirituale, quella d’incoraggiare lo sviluppo delle Comunità membro nella loro dimensione ecclesiale e cattolica.

In tal modo ogni Comunità mantiene la propria identità ed autonomia giuridica e di governo e un radicamento sostanziale nella Chiesa particolare, ma allo stesso tempo è Membro di una Federazione Universale di Fedeli di Diritto Pontificio.

Il Santo Padre Giovanni Paolo II parlando alla Catholic Fraternity in vari Meeting Internazionali ha sottolineato il ruolo fondamentale della Catholic Fraternity all’interno del Rinnovamento Carismatico Cattolico:

“In seno al Rinnovamento Carismatico, la Catholic Fraternity ha una missione particolare, riconosciuta dalla Santa Sede. Uno degli obiettivi definiti dai vostri Statuti è quello di salvaguardare l’identità cattolica delle comunità carismatiche e incoraggiarle a mantenere uno stretto legame con i Vescovi ed il Romano Pontefice... Aiutare le persone ad avere un forte senso di appartenenza alla Chiesa” (Messaggio Autografo, Città del Vaticano, 1º giugno 1998).

Il Rinnovamento Carismatico Cattolico conta circa 120 milioni di cattolici in tutto il mondo. Al giorno d’oggi, come si può fare esperienza dello Spirito Santo?

Matteo Calisi: Dio non dimora nei templi di pietra, ma prima di tutto nel cuore dei fedeli, in cui ha riversato la potenza dello Spirito Santo con i suoi doni carismatici, di cui il più grande è l’amore, come dice san Paolo (1 Cor 13). Al mondo moderno, che dichiara la morte di Dio ed ha un processo di necrosi chiamato “secolarismo”, i carismatici vogliono proclamare che Dio è vivo, perché i suoi fedeli sono viventi in Lui, che abita e opera potentemente in loro per mezzo dello Spirito Santo.

Ai nostri giorni riceviamo questo modo nuovo e singolare di sperimentare la potenza dello Spirito Santo all’opera nei fedeli, che si chiama Battesimo nello Spirito Santo e la preghiera carismatica.

Il Rinnovamento Carismatico è una testimonianza eloquente, come affermato in varie occasioni dal Santo Padre Giovanni Paolo II, della presenza dello Spirito Santo nel cuore dei fedeli, che sono il suo tempio.

I Carismatici non portano “novità” ma sono novità essi stessi perché aiutano la Chiesa a riscoprire, attraverso la presa di coscienza della potente azione dello Spirito Santo nella vita dei singoli e della Chiesa, la meraviglia dei doni e dei carismi che sono dati a ciascuno e a tutti per la costruzione della Comunità dei credenti perché la Chiesa, sposa di Cristo, sia sempre più bella e più degna del suo sposo e Signore.

Si tratta di una corrente di grazia che ha investito trasversalmente tutte le chiese cristiane storiche (cattolica-protestante-ortodossa) e che annovera circa seicento milioni di cristiani - di cui circa 120 milioni sono cattolici - in tutto il mondo. E' il più vasto movimento della Storia del cristianesimo, purtroppo, così poco studiato dagli specialisti!

Il RCC è diffuso nei più diversi ambienti della Chiesa e del mondo ed assume diverse espressioni e forme di apostolato, come: Gruppi di Preghiera, Comunità di Alleanza, Comunità di vita con laici e/o chierici e/o consacrati, Comunità ed Associazioni Ecumeniche, Congregazioni Religiose e Monastiche, Università, ecc. La varietà di queste espressioni carismatiche costituiscono una vera ricchezza per la Chiesa Cattolica.

Il Rinnovamento Carismatico Cattolico, pertanto, non si presenta come un movimento ecclesiale “gerarchicamente strutturato”, come alcuni pensano, ma nel rispetto dei diversi carismi, ogni diversa espressione carismatica potrà contribuire all'edificazione dell'unica Chiesa di Cristo (cfr. 1 Cor 12,4-6 e 1 Cor 12,12).

Ciascuna di queste realtà condivide al suo interno le grazie specifiche del Rinnovamento Carismatico Cattolico come il Battesimo nello Spirito e l'esercizio dei doni carismatici, e mantiene legami di amicizia e a volte di collaborazione con le altre. Esse sono legittimamente autonome per carismi specifici e di fondazione. Ogni realtà o espressione del Rinnovamento Carismatico Cattolico agisce secondo il diritto-libertà di Associazione dei Fedeli sancito dal Legislatore della Chiesa e derivante dal Sacramento del Battesimo, sotto l'autorità e la vigilanza dell'Ordinario locale o della Santa Sede secondo il Diritto proprio.

Quali sono gli scopi delle Conferenze Internazionali promosse dalla “Catholic Fraternity”? Chi partecipa a questi eventi?

Matteo Calisi: La XI Conferenza Internazionale della Catholic Fraternity avrà per scopo quello di testimoniare la “Comunione e la Missione nel Terzo Millennio” alla luce del recente Magistero del Santo Padre Giovanni Paolo II ed approfondire i legami spirituali e pastorali con il Pontificio Consiglio per i Laici, essendo questo, il Dicastero incaricato per l’apostolato dei laici nella Chiesa Cattolica.

All’incontro parteciperanno oltre 1000 rappresentanti e Moderatori Generali delle Comunità membro della Catholic Fraternity da tutti i continenti, insieme a Vescovi e a un Cardinale provenienti dal Brasile, Francia, Messico, Italia, Città del Vaticano e Albania.

Qual è il contributo dei laici oggi a una riflessione sulla “Comunione e la Missione nel Terzo Millennio”?

Matteo Calisi: Grazie anche alla diffusione internazionale della Catholic Fraternity, le diverse Comunità Carismatiche sono entrate in contatto di scambio con altre comunità di differenti culture, appartenenze geografiche che, pur mantenendo ciascuna la propria coscienza originaria, si fanno carico delle sfide ecclesiali comuni per il Terzo Millennio, come la nuova evangelizzazione, l'ecumenismo, la formazione spirituale e dottrinale, la formazione alla vita religiosa e al sacerdozio ministeriale, ecc...

Ciò è stato facilitato, se non addirittura stimolato, sia dal riconoscimento degli Statuti approvati dalla Santa Sede e dalle continue esortazioni, parole di stima ed incoraggiamento contenute nei Messaggi del Santo Padre rivolte alla Catholic Fraternity in più occasioni, che dalla dimensione cattolica e planetaria della missione della Chiesa Cattolica stessa che ha facilitato l'interscambio tra persone e comunità di aree culturali assai diverse.

Quindi, provvidenzialmente gli aspetti universale e particolare divengono più che mai nelle Comunità Carismatiche di Alleanza espressione comune dell'autentico respiro ecclesiale, segno del sentire cum Ecclesiae .

La natura internazionale della Catholic Fraternity viene dunque a richiamare l'urgenza affinché le diverse Comunità di Alleanza, pur impegnandosi nelle chiese particolari (parrocchia, diocesi...), in piena comunione e in obbedienza ai Vescovi locali, vivano anche il senso dell'urgenza della Missione Universale della Chiesa Cattolica in comunione con il Successore di Pietro. Non poche Comunità della Catholic Fraternity , poi, hanno dei programmi di evangelizzazione e di formazione missionaria collaudata.

[La seconda parte di questa intervista verrà pubblicata mercoledì 27 ottobre]