L’esperienza di Dio vivo, risposta alla “necrosi” del secolarismo (Parte II)

Intervista con Matteo Calisi, presidente della Comunità Cattolica Carismatica di Alleanza

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BARI, mercoledì, 27 ottobre 2004 (ZENIT.org).- Matteo Calisi spiega in questa intervista a ZENIT la tendenza dei nuovi movimenti ecclesiali a farsi portatori di una spiritualità di comunione che sappia rispondere adeguatamente alle sfide verso l’ecumenismo e l’unità dei cristiani assunte dalla Chiesa per il Terzo Millennio.



La prima parte di questa intervista è apparsa il 26 ottobre 2004 .

La comunione tra i movimenti ecclesiali, si tratta di una necessità o di una realtà? Dalla sua esperienza, come si può diffondere e attuare una spiritualità di comunione tra i movimenti e le nuove comunità nella Chiesa?

Matteo Calisi: Il Rinnovamento Carismatico Cattolico collabora da molti anni con gli altri Movimenti Ecclesiali e le Nuove Comunità. Sin dagli inizi degli anni '80 il Pontificio Consiglio per i Laici ha organizzato dei Colloquia con i Movimenti ecclesiali e le Nuove Comunità. Dal 1996 il Dicastero ha poi radunato periodicamente un gruppo “ad hoc” formato da 6 o 7 fondatori e responsabili di queste realtà ecclesiali.

Personalmente ho avuto la gioia e l'onore di rappresentare il Rinnovamento Carismatico Cattolico Internazionale in questi anni in questo gruppo fino ad oggi, prima come Vice-Presidente dell'International Catholic Charismatic Renewal Services ( ICCRS ), ora come Presidente della Catholic Fraternity .

All'inizio gli incontri si sono svolti all'insegna della conoscenza e del rispetto. Ma subito ci si è messi a collaborare insieme. Uno dei primi eventi che hanno caratterizzato questa nostra collaborazione e comunione è stata l'organizzazione della Vigilia di Pentecoste del 1998, dove oltre 500mila aderenti alle Nuove Comunità e Movimenti sono stati convocati in Piazza San Pietro dal Santo Padre Giovanni Paolo II: In quella occasione il Papa rivolse ai presenti parole di incoraggiamento, sostegno e stima. Poi ci sono state altre occasioni di comunione specialmente durante il Giubileo del 2000.

Questa comunione perdura anche oggi e la prova è che alcuni di questi fondatori dei principali movimenti ecclesiali parteciperanno alla nostra XI Conferenza Internazionale di Fiuggi, proprio a sottolineare questa volontà di comunione e di missione

Come collaborano i “carismatici” con le altre realtà della Chiesa Cattolica?

Matteo Calisi: Un naturale rapporto di comunione, perché lo Spirito che opera nei carismatici è lo stesso che opera nelle parrocchie e negli altri Movimenti. Molti doni di grazia, che ricevono i carismatici, sono per l’aiuto spirituale della Chiesa in generale nei suoi nuovi compiti di evangelizzazione e di testimonianza cristiana.

Per quanto attiene la comunione e la missione i carismatici vivono e vogliono vivere una esperienza “ecclesiale” di servizio. É la comunione ecclesiale che armonizza i carismi e li pone al servizio della Chiesa e del Popolo di Dio.

All’inizio del Terzo Millennio, i movimenti riesco ad imporsi nel contesto della missione della Chiesa come una forza evangelizzatrice?

Matteo Calisi: La secolarizzazione tende ad eliminare la vocazione soprannaturale dell’uomo per chiuderlo nella vita del tempo presente. I Movimenti Ecclesiali e le Nuove Comunità, invece, con la loro esperienza concreta di una vita guidata dallo Spirito, danno testimonianza che Dio è vivo e chiama l’uomo alla partecipazione della sua stessa natura divina.

Inoltre c’è bisogno di un potenziamento della fede cristiana per realizzare Nuova Evangelizzazione e Nuova Santità di vita, che può venire solo da un esperienza pentecostale dello Spirito Santo, così come avvenne all’inizio della Chiesa, quando i primi apostoli di Cristo dovettero affrontare la società pagana del tempo.

Lei è anche presidente e fondatore della “Comunità di Gesù” (www.comunitadigesu.org) –membro della “Catholic Fraternity” , incentrata nell’adorazione, l’evangelizzazione e l’ecumenismo.

Matteo Calisi: La Comunità di Gesù, sorta nell'ambito del Rinnovamento Carismatico Cattolico fu fondata nella Pentecoste del 1983 nell'Archidiocesi di Bari-Bitonto insieme a mia moglie e ad un gruppo di laici e religiosi. All'inizio partecipavano anche membri di altre chiese cristiane.

Da Bari la Comunità si diffuse in altre diocesi in Puglia, Basilicata, Campania e Molise e fu eretta dall’Autorità Ecclesiastica nel 1992 nella Diocesi pugliese di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti in Associazione Privata di Fedeli della Chiesa Cattolica. E' dotata di uno Statuto ed ha personalità giuridica ecclesiastica. Oggi la Comunità diffusa anche in altre nazioni nel mondo è riconosciuta da altri Vescovi.

Con Dichiarazione del Pontificio Consiglio dei Laici della Santa Sede, il 2 dicembre del 1995 la Comunità di Gesù fu annessa nella Fraternità Cattolica delle Associazioni e Comunità Carismatiche di Alleanza di Diritto Pontificio.

La missione della Comunità si esprime attraverso tre ministeri fondamentali: l’Adorazione incessante, profonda ed orientata al Nome Santissimo di Gesù, da cui la Comunità prende la denominazione; l’Evangelizzazione nella potenza dello Spirito Santo attraverso la proclamazione della Parola di Dio ai non credenti e la rievangelizzazione dei cristiani non praticanti; l’ Ecumenismo, attraverso la preghiera e il dialogo con altre chiese e comunità cristiane.

Della Comunità fanno parte laici, sposati e singoli, uomini e donne impegnati nel celibato consacrato, diaconi permanenti, sacerdoti e seminaristi. Il cammino comunitario si articola in due itinerari di crescita costituito dalla Fraternità e dai Gruppi di preghiera.

La Comunità, sin dalle sue origini, ha manifestato una singolare chiamata all'unità dei cristiani partecipando attivamente al movimento ecumenico ed accogliendo significativi contributi da altri membri di chiese e comunità cristiane. La Comunità ha fondato la Consultazione Carismatica Italiana, un organismo di dialogo (il primo in Italia) fra i cattolici e alcune Chiese evangeliche pentecostali ed è promotrice in Italia del dialogo tra cattolici ed Ebrei Messianici.

Negli ultimi cinque anni la Comunità di Gesù ha organizzato a Bari “Kairòs: Meeting Internazionale di Pace per le Nazioni”. La prossima edizione si terrà nell'ottobre del 2005 ed avrà per tema “La Luce che viene da Oriente” con la partecipazione di numerosi rappresentanti delle Chiese Ortodosse.

L'impegno della Chiesa per la Nuova Evangelizzazione voluta dal Santo Padre Giovanni Paolo II, ha spinto la Comunità ad intraprendere iniziative missionarie internazionali ed ecumeniche.

I movimenti e le nuove comunità sono chiamati a lavorare per l'unità dei cristiani?

Matteo Calisi: Le membra di Cristo non sono distribuite a caso nel suo corpo, che è la Chiesa, ma secondo misteriose corrispondenze. Per questa legge oggi carismatici cattolici, protestanti, ortodossi si trovano facilmente assieme nel lodare il Signore, perché lo Spirito li ha uniti per la corrispondenza che c’è nell’esperienza del Battesimo dello Spirito ricevuto, nel lodare Dio con carismi di lingue e di profezia, nella spontaneità nel modo di rendere culto a Dio.

É solo un esempio di unità fra i cristiani per “corrispondenza di spiritualità”. Vi sono molti altri esempi che potrei riportare, di cui molti di noi hanno avuto esperienza. Il più recente fenomeno di unità spirituale dei cristiani, radunati assieme per corrispondenza, è stato il radunarsi a Stoccarda di 175 movimenti, comunità e gruppi di diverse Chiese d’Europa; circa 80 erano cattolici; come circa 80 erano gli evangelici della Germania e gli altri ortodossi, anglicani o interconfessionali.

Attraverso un collegamento satellitare attorno all’evento di Stoccarda si sono ritrovati assieme cristiani di 163 città europee, mentre negli altri continenti si svolgevano in contemporanea 45 Incontri dello stesso tipo. Si calcola una partecipazione di 100.000 persone. É come il rumore che sentì Ezechiele nella valle delle “ossa aride”. Queste “ossa” oggi sono i cristiani, che si ricompongono in un solo corpo.

In questa epoca della Chiesa stiamo assistendo a molti modi nuovi di manifestare l’unità esistente tra i cristiani, anche se ancora divisi in chiese non unite, e ciò è dovuto in gran parte all’ecumenismo spirituale e popolare, che ha per principali protagonisti i Movimenti ecclesiali e le Nuove Comunità nella Chiesa di oggi. Queste nuove realtà sono state suscitate dallo Spirito per la realizzazione dei disegni di Dio sulla Chiesa di oggi. Tra questi disegni uno dei primari è la ricostruzione dell’unità dei cristiani in una sola Chiesa.

Questa visione richiama il nostro Battesimo comune. Siamo tutti membra del corpo di Cristo perché siamo stati tutti battezzati nell’unico Spirito di Cristo. Dobbiamo perciò vivere dello Spirito, dice san Paolo. La nostra unità cristiana non potrà avvenire se non in una vita potente dello Spirito vivente in tutte le membra del corpo di Cristo. Questa vita potente dello Spirito non consiste nel fatto che tutti saranno operatori di miracoli o di guarigioni, ma che tutti saranno animati dal carisma più grande, la carità, di cui parla san Paolo al cap. 13 della 1° lettera ai Corinzi.