L'essere umano non è un "bene di consumo"

Ricevendo in udienza il Movimento per la Vita italiano, papa Francesco deplora la "cultura dello scarto" che minaccia la vita nascente

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 466 hits

Un vivacissimo uditorio, composto da quasi 500 persone, in prevalenza mamme con i loro bambini, ha accolto stamattina papa Francesco nella Sala Clementina, in occasione dell’udienza concessa al Movimento per la Vita italiano (MPV).

Ascoltato l’indirizzo di saluto del presidente del MpV, Carlo Casini, il Santo Padre lo ha ringraziato “per le sue parole” ma soprattutto “per tutto il lavoro che ha fatto in tanti anni nel Movimento per la Vita”. Sempre parlando di Casini, ha aggiunto: “Quando il Signore lo chiamerà, ad attenderlo in Cielo troverà i bambini…”.

Il Papa ha poi salutato i presidenti dei Centri di Aiuto alla Vita e i responsabili delle varie iniziative, in particolare la petizione UnoDiNoi e il Progetto Gemma: “Grazie per la testimonianza che date, promuovendo e difendendo la vita umana fin dal suo concepimento!”, ha detto loro.

Ribadendo che “la vita umana è sacra e inviolabile”, Francesco ha sottolineato: “Ogni diritto civile poggia sul riconoscimento del primo e fondamentale diritto, quello alla vita, che non è subordinato ad alcuna condizione, né qualitativa né economica né tanto meno ideologica”.

Per assicurare il diritto alla vita e per salvaguardarne il valore, ha aggiunto, citando la Evangelii Gaudium (53), “dobbiamo dire no a un’economia dell’esclusione e della inequità” che, considera l’essere umano come “un bene di consumo, che si può usare e poi gettare”. Si tratta di un’economia che incoraggia la “cultura dello scarto” e che “uccide”.

Nella nostra epoca, ha proseguito il Pontefice, viviamo un “divorzio tra economia e morale”, in cui ogni “novità tecnologica” che approda sul mercato va a calpestare “le norme etiche elementari della natura umana, sempre più trascurata”.

Il Santo Padre ha quindi esortato a “ribadire la più ferma opposizione ad ogni diretto attentato alla vita, specialmente innocente e indifesa, e il nascituro nel seno materno è l’innocente per antonomasia”.

A tal proposito, papa Francesco ha citato quanto afferma il Concilio Vaticano II: “La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; l’aborto e l’infanticidio sono delitti abominevoli” (Gaudium et spes, 51).

A ogni cristiano compete sempre la “testimonianza evangelica” di “proteggere la vita con coraggio e amore in tutte le sue fasi” e il Papa ha incoraggiato a farlo “sempre con lo stile della vicinanza, della prossimità: che ogni donna si senta considerata come persona, ascoltata, accolta, accompagnata”.

Un pensiero è stato rivolto dal Santo Padre all’“altra parte della vita”, ovvero i “nonni” che, insieme ai bambini, “sono la speranza”. A una coppia di anziani, sposata da 56 anni, ha chiesto: “Chi di voi due ha sopportato di più?”. Entrambi hanno risposto: “ci amiamo come il primo giorno”. “Ditelo a tutti”, ha raccomandato loro il Papa.

Il Pontefice ha poi raccontato un aneddoto dei suoi anni in Argentina, quando un medico venne da lui, gli porse un pacchetto e gli disse: “Padre, io voglio lasciare questo a lei. Questi sono gli strumenti che io ho usato per abortire. Ho trovato il Signore, mi sono pentito, e adesso lotto per la vita!”. Il Papa ha aggiunto: “Pregate per quest’uomo bravo!”.

Commentando le grida e i pianti dei numerosissimi bambini presenti nella sala, Francesco ha detto: “è una musica bellissima”. E ha scherzato: “pensavo di essere entrato in un kindergarten

Il Santo Padre ha congedato i rappresentanti del Movimento per la Vita e dei Centri di Aiuto alla Vita, affidandoli alla “celeste intercessione della Vergine Madre Maria”. Ha infine chiesto loro: “Ricordatevi anche di pregare per me!”.