L'etica: DNA del rapporto uomo-lavoro

Cerimonia di inaugurazione dell'Anno Accademico 2012-2013 dell'Università Europea di Roma

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ROMA, mercoledì, 14 novembre 2012 (ZENIT.org) - Si è tenuta stamattina la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2012-2013 dell’Università Europea di Roma (www.unier.it).

L’incontro è stato aperto dal saluto e dalla relazione del Rettore Padre Paolo Scarafoni LC, che ha spiegato: “La nostra università aspira a promuovere fra gli studenti una vera e propria formazione civica. Ci ispiriamo a quanto dice il Concilio Vaticano II nella Costituzione apostolica Gaudium et Spes n. 31: ‘Al senso di responsabilità l’uomo giunge con difficoltà se le condizioni della vita non gli permettono di prender coscienza della propria dignità e di rispondere alla sua vocazione, prodigandosi per Dio e per gli altri. Invero la libertà umana si indebolisce qualora l’uomo cada in estrema indigenza, come si degrada quando egli stesso, lasciandosi andare ad una vita troppo facile, si chiude in una specie di aurea solitudine. Al contrario la responsabilità si fortifica quando l’uomo accetta le inevitabili difficoltà della vita sociale, assume le molteplici esigenze dell’umana convivenza e si impegna al servizio della comunità umana. Perciò bisogna stimolare la volontà di tutti ad assumersi la propria parte nelle comuni imprese. È poi da lodarsi il modo di agire di quelle nazioni nelle quali la maggioranza dei cittadini è fatta partecipe degli affari pubblici, in una autentica libertà’”.

“Su questa base posta dal Concilio – ha aggiunto il Rettore - noi ci sforziamo di formare i nostri giovani ad un impegno civile e sociale, partendo da una profonda coscienza cristiana”.

Alla cerimonia è intervenuto il giornalista Antonio Preziosi, Direttore del GR RAI, che ha parlato dell’etica giornalistica. “L’etica – ha spiegato Preziosi – non conosce confini temporali o professionali. È un caposaldo necessario per qualsiasi attività, una sorta di DNA del rapporto uomo-lavoro”.

“Chi oggi frequenta l’Università deve sentirsi coinvolto dall’etica nello stesso modo - ha proseguito il giornalista -. I valori della correttezza, del rispetto e dell’onestà non sono affatto dissimili da quelli che bisogna portare nella propria ‘cassetta degli attrezzi’ fatta di esperienze e di qualità quando si va a fare un’intervista, seguire un vertice internazionale o raccontare un episodio di cronaca. Ed è proprio quando le vicende portano in primo piano le esperienze personali, i drammi familiari o le emergenze sociali che si deve fare strada non un dubbio, ma una certezza: il racconto del fatto non deve mai e ripeto mai ledere la dignità umana o sfociare in quella morbosa curiosità che troppo spesso vediamo in tv, sui giornali, sui siti web”.

“Pensando ai giovani e al nostro mercato del lavoro – ha continuato il Direttore del GR RAI  – non posso che trarre come comune denominatore di chi aspira ad accedere al mondo del giornalismo un’alta formazione: studiare tanto, bene, le materie e i percorsi giusti, in luoghi di eccellenza formativa”.

Antonio Preziosi ha concluso il suo intervento con queste parole rivolte agli studenti: “Credo convintamente che l’Università – momento formativo fondamentale prima del vostro ingresso nel mondo del lavoro – debba aggiungere questo importante compito ai tanti che già ha nei vostri confronti. Insegnarvi a ‘leggere’ il mondo non con cannibalismo, ma con rispetto e prudenza. E anche in questo, non a caso, l’etica gioca un ruolo fondamentale”.