L'Europa può risorgere con il contributo della Chiesa Cattolica

In una video intervista trasmessa al Meeting di Rimini, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiede all'Europa di ricordare le sua origine passata da Atene, Gerusalemme e Roma

Rimini, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 335 hits

In una video intervista trasmessa nella giornata inaugurale della XXIV edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla domanda sulla "Emergenza-Uomo" che dà il titolo a questa edizione del Meeting ha risposto: “Io credo che l’emergenza che viviamo è quella di una grave forma di impoverimento spirituale culturale, di motivazioni umane. Di motivazioni non legate soltanto all’immediato interesse materiale”.

Chi può reagire a ciò? “Può reagire la cultura - ha aggiunto il Presidente - possono reagire certamente le istituzioni più di quanto non facciano. Possono reagire i sistemi educativi, può reagire molto di più di quanto non faccia il sistema di informazione e possono molto contribuire le grandi organizzazioni sociali comprese quelle ispirate ad una fede religiosa. In questo senso il contributo che viene dai più alti livelli della Chiesa cattolica, è un contributo che soltanto i ciechi possono non vedere”.

In merito a cosa deve fare l’Europa per riconquistare un ruolo importante nelle sorti del mondo, Napolitano ha risposto che il continente "deve innanzitutto avere più coscienza di sé" e "non deve mai dimenticare i presupposti storico–culturali del grande progetto europeo di Monnet, Schumann, De Gasperi e Adenauer". Sono questi, ha detto il presidente, "elementi fondamentali di una identità e di una cultura europea che si è costruita anche attraverso incroci molteplici". “Ricordo – ha sottolineato - che Papa Benedetto XVI parlava di una cultura dell’Europa nata dall’incrocio tra Atene, Gerusalemme e Roma”.

Napolitano ha ricordato anche il grande contributo europeo allo sviluppo, scientifico, tecnologico, produttivo e sociale del mondo. Ha poi rilevato che il modello europeo è quantificabile come modello di economia sociale di mercato, ma è anche qualcosa di più, ricco com'è di valori civili, partecipazione e fratellanza.

Per questi motivi “bisogna evitare che questo patrimonio si sbiadisca e venga sommerso"; "dobbiamo saper reggere le sfide dell’innovazione - ha esortato il Presidente - della competitività, della produttività che sono le sfide di una rimodulazione efficace del nostro modello di economia sociale di mercato".

In tal senso, è necessario “un forte senso della propria missione come ‘Europa’ in un mondo che cambia radicalmente e che non può perdere il contributo proprio della storia e della cultura europea”. Ii Presidente Napolitano ha ricordato come una tappa importante per la costruzione dell’Europa, l’adesione di Paesi come la Slovenia e la Croazia che sono usciti da "una terribile e spaventosa guerra fratricida".  E ha indicato la Polonia come paese importantissimo per la storia europea e dell’Europa Centrale. Al centro di un conflitto sia con la Russia che con la Germania, oggi la Polonia – ha concluso -  “è all’avanguardia del processo d’integrazione europea, guidata da uomini che hanno recuperato e che portano avanti l’esperienza straordinaria di Solidarnosc”.