"L'evangelizzazione senza cultura è assurda"

Il cardinale Ravasi intervistato in Polonia, in occasione del dottorato honoris causa che riceverà, oggi, presso l'Università Cattolica di Lublino

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di don Mariusz Frukacz

CZESTOCHOWA, giovedì, 27 settembre 2012 (ZENIT.org) - "L'evangelizzazione senza cultura, senza le opere d'arte, soprattutto in una civiltà come quella di oggi, della tecnologia e della televisione, è assurda". Sono le parole del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, nella sua intervista per KAI (Agenzia Cattolica delle Informazioni in Polonia).

L'intervista avviene in occasione del dottorato honoris causa che il porporato riceverà, questo pomeriggio, presso l'Università Cattolica di Lublino, dove, fino al 30 settembre, si svolge il IV Congresso della cultura cristiana sul tema“Alla ricerca di un uomo in un uomo. Radici cristiane della speranza”.

Proprio su questo temi, si è concentrato, infatti, Ravasi nell’intervista per KAI: l’importanza della speranza cristiana, la vitalità del cristianesimo nella cultura contemporanea e la ricerca di un linguaggio adeguato per la fede contemporanea.

”Purtroppo, l'Europa moderna non sente il senso del futuro – ha dichiarato - È  molto chiusa in se stessa, stanca, senza ideali, senza tensione. È per questo che il cristianesimo dovrebbe diventare ancora una volta il principio della speranza”. Secondo il cardinale, inoltre, “l'Europa non deve basarsi solo sull'economia e sul consumo, ma piuttosto deve cercare di riscoprire quella speranza cristiana che ha ispirato la sua genesi”.

Per far ciò esistono oggi “nuove strade e nuovi linguaggi”, ha sottolineato, il presidente del Dicastero della Cultura. Tuttavia, ha aggiunto, “ci sono nuovi strumenti – Internet in particolare - che dovrebbero essere utilizzati in tal direzione, ma che non devono però sostituire i metodi ‘classici’: ovvero la predicazione, la catechesi, il discorso teologico”.