L'evangelizzazione: una vocazione universale e sempre più urgente

Pubblicato il Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Missionaria Mondiale 2012

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CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 25 dicembre 2012 (ZENIT.org) – La celebrazione della prossima Giornata Missionaria Mondiale (21 ottobre 2012) va a coincidere con la ricorrenza del 50° anniversario del Decreto Conciliare Ad gentes ed avverrà a pochi giorni di distanza dall’apertura dell’Anno della Fede e del Sinodo dei Vescovi sulla nuova evangelizzazione.

Concomitanze che papa Benedetto XVI ha sottolineato nel Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, diffuso oggi, e che “concorrono a riaffermare la volontà della Chiesa di impegnarsi con maggiore coraggio e ardore nella missio ad gentes perché il Vangelo giunga fino agli estremi confini della terra”, ha affermato il Santo Padre.

Il Concilio Vaticano II, di cui, sempre in ottobre, si commemorerà il 50° anniversario dell’apertura, fu esso stesso un “segno luminoso dell’universalità della Chiesa”, nel cui ambito i padri conciliari riaffermarono “la necessità e l’urgenza dell’evangelizzazione ad gentes”.

Sottolineando l’assoluta attualità dell’“ecclesiologia missionaria”, Benedetto XVI ha richiamato la necessità di “riprendere lo stesso slancio apostolico delle prime comunità cristiane, che, piccole e indifese, furono capaci, con l’annuncio e la testimonianza, di diffondere il Vangelo in tutto il mondo allora conosciuto”.

Il compito di annunciare il Vangelo, come testimoniano il Concilio e il Magistero successivo, spetta al popolo di Dio tutto: sacerdoti, vescovi, religiosi, laici. I vescovi in particolare sono consacrati, come affermò il beato Giovanni Paolo II, “non soltanto per una diocesi, ma per la salvezza di tutto il mondo” (Redemptoris missio, 63).

La chiamata all’evangelizzazione ha, quindi, una valenza sempre meno locale e sempre più universale. “Ciò richiede – ha spiegato il Papa - di adeguare costantemente stili di vita, piani pastorali e organizzazione diocesana a questa dimensione fondamentale dell’essere Chiesa, specialmente nel nostro mondo in continuo cambiamento”.

Sulle orme di San Paolo, “prigioniero di Cristo per i pagani” (Ef 3,1)  tutti i pastori e tutti i fedeli in Cristo devono impegnarsi “senza risparmiare energie, tempo e mezzi per far conoscere il Messaggio di Cristo”.

La cooperazione missionaria, ha sottolineato Benedetto XVI, citando ancora la Redemptoris missio, dovrà, più che in passato, non concentrarsi soltanto sull’aiuto umanitario ma avere a cuore la sua natura più autentica di evangelizzazione.

Nella misura in cui il Messaggio di Cristo è sempre attuale e in grado, in ogni momento, di “dare risposta alle inquietudini più profonde di ogni uomo”, gli evangelizzatori dovranno essere fortemente consapevoli delle complessità delle situazioni sociali e umane che incontrano ed utilizzare, di volta in volta, le modalità di comunicazione più efficaci (cfr. Verbum Domini, 97).

Emblema dello scetticismo e della confusione di questa generazione, indicato da Benedetto XVI è la Samaritana (cfr. Gv 4,1-30) che, all’invito di Gesù a porgerle dell’acqua viva, inizialmente rimarrà fuorviata dal concetto materiale di acqua, non essendo in grado di riconoscere in se stessa la sete spirituale che pure prova.

Secondo le parole del Papa, va rinnovato “l’entusiasmo di comunicare la fede” e, soprattutto, di condividerla: “È il dono più importate che ci è stato fatto nella nostra esistenza e che non possiamo tenere per noi stessi”, aggiunge il Santo Padre.

La missionarietà è un altissimo atto di carità “perché ogni uomo possa ascoltare o riascoltare l’annuncio che risana e accostarsi ai Sacramenti, fonte della vera vita”.

Al tal proposito il Pontefice ha poi ringraziato le Pontificie Opere Missionarie per essere “strumento per la cooperazione alla missione universale della Chiesa nel mondo”, senza trascurare il loro impegno per lo sviluppo e per la “emancipazione dalla miseria”.

Il Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale si conclude con una citazione del beato John Henry Newman: “Accompagna, o Signore, i tuoi missionari nelle terre da evangelizzare, metti le parole giuste sulle loro labbra, rendi fruttuosa la loro fatica”.