L'Expo 2015 e l'"ecologia umana"

Nel suo "Discorso alla città", il cardinale Scola ribadisce alcuni dei punti cardine della dottrina sociale sul tema

Milano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 292 hits

Nel suo terzo Discorso alla città dal suo insediamento come arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola ha affrontato il tema dell’ecologia umana, traendo spunto dal titolo dell’Expo 2015 di Milano: Nutrire il pianeta. Energia per la vita.

Nel primo capitolo del Discorso che, come da tradizione, si tiene alla vigilia della festa patronale di Sant’Ambrogio, Scola si sofferma sulla Creazione dell’uomo, per la quale la Genesi ci ricorda che il rapporto uomo-cosmo non è esclusivo tra l’uomo e la terra ma è un rapporto a tre: “è Dio a mettere in relazione uomo e cosmo”, quindi “qualsiasi pretesa antropocentrica viene radicalmente ridimensionata”.

Dopo la creazione, Dio non si ritira ma “lascia ampio spazio all’uomo e alla sua corresponsabilità”. Se da un lato non è accettabile l’antropocentrismo, non bisogna nemmeno cadere nello speculare errore della “sacralizzazione del cosmo” o nell’“ecocentrismo”.

Al principio dell’“ecologia umana”, ha rammentato il cardinale Scola, hanno fatto accenno gli ultimi due pontefici. Nella messa di introduzione del suo ministero petrino, papa Francesco ha sottolineato che “custodire l’intero creato” significa “avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo”.

Da parte sua il papa emerito Benedetto XVI, nella Caritas in Veritate, afferma che “la Chiesa ha una responsabilità per il creato” che deve esprimere non solo nei confronti della natura ma in particolare nella protezione dell’uomo “contro la distruzione di se stesso”.

Nel secondo capitolo, l’arcivescovo di Milano accenna ad alcune “questioni scottanti”, quali, ad esempio, il “mito della tecnocrazia” che tende a deresponsabilizzare le persone non specializzate nella gestione diretta dell’etica pubblica.

Quanto alla “tragedia della fame” e agli aiuti alimentari per contrastarla, va superato l’approccio del “sostegno alimentare per via burocratica”, laddove chi lo riceve deve diventare attivo e “protagonista”.

Scola stigmatizza poi l’“asservimento della logica finanziaria dei prezzi dei prodotti alimentari ed energetici”, connesso con il più ampio tema della “finanziarizzazione dell’intera economia”.

Nel capitolo terzo, il porporato fa riferimento a un suo cavallo di battaglia: l’“urgenza educativa”, applicata, in questa sede, al tema ecologico. In tal senso, l’Expo 2015 potrà essere “una occasione di condivisione di senso, di confronto sulle buone pratiche quotidiane e sulle buone politiche in generale”, in cui si potranno rilanciare “forme condivise di cooperazione allo sviluppo, nelle quali il dato tecnocratico non venga ignorato, ma collocato dentro un orizzonte integrale messo a tema e condiviso”.

Nel quarto capitolo, Un nuovo sguardo sull’uomo, l’arcivescovo di Milano  spiega che “è necessario considerare i bisogni umani nella loro testarda concretezza come provocazione alla domanda circa l’identità stessa dell’uomo”, con l’apertura a una “intelligenza inventiva” e ad una ragione intesa come “capacità di identificare e condividere ciò che è bene per l’uomo in quanto tale”.

Nel quinto capitolo Scola prende in esame i “nuovi stili di vita” che concernono “tutti gli aspetti dell’esistenza umana”: la loro attuazione “significa perseguire la vita buona nella duplice ed insuperabile dimensione personale e sociale”.

Il Discorso alla città si chiude con un capitolo dedicato al “futuro di Milano”, il cui Expo si prospetta come una “grande possibilità” di rilancio della vocazione di questa metropoli.

Milano potrà, in primo luogo, riscoprirsi città europea con un “crocevia di tradizioni, di lingue e di culture chiamate non solo a coesistere, ma anche a comunicare tra loro”.

La via è quella di un “nuovo umanesimo” e di una “cultura dell’incontro”, nell’ambito della quale “la Chiesa porta in sé una permanente risorsa di rinnovamento, di correzione e di ricomposizione dell’unità dell’uomo in tutte le culture e in tutte le circostanze storiche”.