L’Icona della Vergine di Kazan veglia da anni sul “lavoro quotidiano” del Santo Padre

| 295 hits

CASTEL GANDOLFO, domenica, 22 agosto 2004 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito per intero le parole pronunciate da Giovanni Paolo II nell’introdurre la preghiera mariana dell’Angelus recitata insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti nel Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.



* * *


1. Ricorre quest’oggi la festa della Regalità della Beata Vergine Maria, festa intimamente legata al mistero dell’Assunzione, che domenica scorsa, 15 agosto, ho avuto la gioia di celebrare nel Santuario di Lourdes.

Mentre ringrazio ancora una volta Iddio e quanti mi hanno aiutato nella realizzazione di quel pellegrinaggio, torno con il pensiero ed il cuore nell’umile Grotta di Massabielle. E da quel luogo di silenzio e di preghiera, dove tutto parla di Maria, mi reco in altri Santuari mariani, popolati in questi giorni di agosto da folle di fedeli.

2. In effetti, nell’arco di questo mese si collocano le feste proprie di tanti Santuari mariani. Mi limiterò a ricordare, in Italia, i santuari della Madonna di Oropa a Biella, della Guardia a Genova, delle Lacrime a Siracusa. Non posso poi dimenticare i santuari di Częstochowa e di Kalvaria, in Polonia, nei quali tante volte mi sono fermato a invocare l’aiuto materno della Madonna per la Chiesa e per il mondo. Possa la celeste Madre del Redentore essere sempre più accolta, amata e venerata dal popolo cristiano!

3. In questo contesto, vi invito a rivolgervi con me alla Vergine Maria venerata con il titolo di Madre di Dio di Kazan’. La sua Icona, uscita dalla Russia negli anni venti del secolo scorso, dopo prolungate soste in luoghi diversi, è giunta alcuni anni or sono nell’appartamento del Papa, e da quel momento ha vegliato sul suo lavoro quotidiano. Ora sono lieto di annunciare che un’apposita Delegazione recherà quest’Icona a me tanto cara a Sua Santità Alessio II, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie.

Mercoledì prossimo, 25 agosto, nell’Udienza generale, ci raccoglieremo insieme con i fedeli a pregare intorno a questa Icona. Fin d’ora affidiamo a Maria, Madre dell’unità e dell’amore, ogni nostra supplica per il bene della Chiesa e dell’intera famiglia umana.

[Al termine della preghiera dell’Angelus il Papa ha rivolto i seguenti saluti:]

Rivolgo ora il mio saluto a tutti i partecipanti alla venticinquesima edizione del "Meeting per l’amicizia fra i popoli", che si svolge in questi giorni a Rimini. Un pensiero cordiale va, in particolare, a Monsignor Luigi Giussani, fondatore e guida del movimento "Comunione e Liberazione", che promuove il Meeting.

Il tema di quest’anno: "Il nostro progresso non consiste nel presumere di essere arrivati, ma nel tendere continuamente alla meta" esprime una felice sintesi tra lo spirito cristiano e un valore tipico della cultura moderna, quello, appunto del "progresso". Il Cristianesimo, nonostante i limiti e gli errori umani, costituisce il più grande fattore di vero progresso, perché Cristo è principio inesauribile di rinnovamento dell’uomo e del mondo. In Cristo, pertanto, trovino motivo di impegno e di speranza tutti i credenti ed ogni autentico ricercatore della verità. Questo è il mio augurio, che accompagno con una particolare benedizione. Buona domenica a tutti!

Saluto i pellegrini italiani presenti. In particolare, i gruppi delle parrocchie dei Santi Eustachio e Antonio Abate di Montoro Superiore (Avellino), Santi Martino e Lamberto Vescovi di Arsego (Padova), San Martino Vescovo in Spinadesco (Cremona), Zanè (Padova). Saluto inoltre i giovani del Vicariato di Villa Estense-Stanghella di Padova, e quelli della Compagnia dei Tipi Loschi del Beato Pier Giorgio Frassati, che hanno preso parte a un pellegrinaggio in bicicletta da San Benedetto del Tronto alla Basilica di San Pietro. A tutti auguro una buona domenica.