L'ideologia gender crea "profondi e drammatici danni educativi"

Contro gli opuscoli che introducono il gender nelle scuole si schiera lo psichiatra Alessandro Meluzzi, che invita ad ascoltare Dio "che uomo e donna li fece a propria immagine e somiglianza"

Roma, (Zenit.org) Federico Cenci | 1492 hits

Sino a pochi anni fa, quando alcune verità antropologiche fondamentali costituivano un patrimonio comune ed inviolabile dell’umanità, sarebbe stato impensabile mettere in discussione che le differenze tra uomo e donna appartengono a una dimensione naturale. Oggi, tuttavia, viviamo un’epoca in cui anche quelle certezze sono minate alle proprie basi. Persino in Italia viene avanzata la balzana idea di introdurre nelle scuole degli opuscoli che, con lo scopo dichiarato di combattere bullismo e discriminazione, promuovono l’ideologia gender e delle varianti stravaganti del concetto di famiglia. Tali opuscoli, destinati agli insegnanti con tanto di timbro del dipartimento per le Pari opportunità, hanno suscitato non poche polemiche.

Al fine di contrastarne il loro utilizzo, si sono levate molte voci, di esperti, ma anche di persone comuni dotate di buon senso. Tra chi ritiene tentativi come quelli che si propongono questi opuscoli “un attacco all’umano”, vi è il professor Alessandro Meluzzi, psichiatra e psicoterapeuta, volto noto dei dibattiti televisivi. ZENIT, prendendo come spunto alcuni passaggi che questi opuscoli contengono, lo ha intervistato sul tema del gender.

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Professor Meluzzi, quali danni educativi potrebbero arrecare questi opuscoli preparati per le scuole?

Prof. Meluzzi: Profondi e drammatici danni educativi. L’ideologia gender si fonda su un presupposto sbagliato: ognuno è del sesso che ritiene di essere. Che vi possano essere opzioni sessuali diverse è assodato e accettato ma l’identità di genere è fissata dal rapporto tra corpo e dimensione generativa. La sessualità ha una funzione unitiva ma anche riproduttiva. Quindi, tra le tante opzioni erotiche ve ne sono solo due che concedono la riproduzione della vita: uomo e donna.

Nel testo degli opuscoli è presente qualche suggerimento agli insegnanti per inculcare negli alunni un concetto multiforme di famiglia. È d’accordo che la famiglia vada ritenuta tale a prescindere dal sesso dei genitori, ma piuttosto a seconda “di come i membri si supportano tra loro, si amano e si accudiscono a vicenda”?

Prof. Meluzzi: Esistono famiglie consacrate, religiose, affettive e multidimensionali ma vi è un solo tipo di famiglia che può trasmettere la vita: uomo e donna, in età feconda. C’è una distinzione essenziale perché le persone possono volersi bene in varie forme ma solo un’unione può dar seguito alla nostra specie su questo pianeta.

Eppure, esistono oggi coppie omosessuali che hanno in casa con loro dei bambini. Nel testo è scritto che “diversi studi condotti negli ultimi 30 anni hanno mostrato che i bambini cresciuti da genitori gay e lesbiche sono felici esattamente come i bambini cresciuti da famiglie eterosessuali”. Che grado di attendibilità scientifica hanno questi studi?

Prof. Meluzzi: Per poter dare attendibilità a queste ricerche scientifiche bisogna definire il concetto di felicità. Inoltre bisogna poter dire in maniera concreta e specifica che cosa sarebbe stato se non… Ma non è possibile sapere che cosa sarebbe accaduto se da sempre fossero esistite famiglie con genitori dello stesso sesso. L’umanità per migliaia di anni si è basata su una famiglia formata da genitori di sesso opposto e figli psicologicamente educati a questo. Non siamo in grado di dire nulla di scientificamente sensato.

Sempre all’interno di questi opuscoli, si legge che “il grado di religiosità” sarebbe uno degli elementi che delinea “il ritratto di un individuo omofobo”, il quale “considera l’omosessualità un peccato”. Siamo di fronte a un attacco agli insegnamenti della Chiesa cattolica?

Prof. Meluzzi: Siamo di fronte a un attacco all’umano. L’uomo è una creatura simbolica, linguistica e mentale, nonché dotata di un’anima con la capacità di trascendersi e auto-trascendersi. Pensare che l’uomo sia una macchina prevedibile significa limitarne la libertà. È libero ma vi è sola congiunzione per la quale la natura profonda incontra la dimensione della sua vocazione. Le donne non hanno l’istinto alla maternità ma la vocazione alla maternità. Sono gli animali ad avere istinti. L’uomo vive la propria biologia in un orizzonte che guarda verso il cielo. È qualcosa che va al di là della sua natura animale.

Da un punto di vista scientifico, quale soluzione suggerisce per affrontare la questione del gender e riaffermare l’importanza della relazione tra uomo e donna e della famiglia?

Prof. Meluzzi: C’è nel cuore dell’uomo e della donna, financo dall’infanzia, una domanda di totalità e di durata. Quando si ama, si ama attendendosi la totalità dell’altro e un amore che non finisce. Queste categorie di spazio e di tempo sono la prefigurazione dell’Infinito, che coincide con il divino. L’uomo dovrebbe ascoltare Dio, che uomo e donna li fece a propria immagine e somiglianza. È sufficiente ascoltare l’intelligenza del cuore per sentire la verità profonda e la chiamata alla libertà. Se qualcuno è diverso, non deve sentirsi sbagliato. Ma non deve pensare che la vita non abbia bisogno di trasmissione.