L'Immacolata, occasione per "illuminare anche l'interno" dell'anima

Al Festival delle Luci, l'esortazione dell'arcivescovo di Lione

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di Anne Kurian

LIONE, giovedì, 8 dicembre 2011 (ZENIT.org) - Per la festa dell’Immacolata Concezione di Maria, tradizionalmente celebrata a Lione con la “Festa delle Luci”, l’arcidiocesi locale ha lanciato un nuovo invito a tutti gli uomini di buona volontà: “Illuminate anche l’interno”.

Il cardinale arcivescovo di Lione, Philippe Barbarin, ha detto di sperare che le “giornate di missione”, che si tengono nell’arcidiocesi dall’8 all’11 dicembre 2011, siano un’occasione per “esporre la bellezza” e la “luce” della Chiesa. Circa tre milioni di persone sono attese a Lione.

Su iniziativa della Chiesa, la città di Lione è stata recentemente tappezzata con grandi cartelli con la scritta “Grazie, Maria”, sui quali è possibile scoprire un ritratto della Vergine illuminato da lumini rossi, che brillano nell’oscurità della notte.

Una tradizione plurisecolare

La collina di Fourvière Hill è un luogo simbolo della devozione mariana già sin dai tempi del Medioevo. Nel XVII secolo, i cittadini di Lione furono risparmiati dalla peste che imperversava nel sud della Francia, mettendosi sotto la protezione della Vergine Maria.

La storia dei lumi, invece, risale al 1852. Il campanile della vecchia cappella era stata ricostruita a Fourvière. Doveva essere inaugurata proprio l’8 dicembre, festa dell’Immacolata.

Quel giorno, una pioggia torrenziale si abbatté sulla città ma in serata, il cielo si è schiarì e smise di piovere. La tradizione racconta che tutti i cittadini, senza consultarsi, illuminarono le loro case, i loro negozi... e tutta la gente si riversò con gioia nelle strade, cantando inni a Maria.

Da allora, ogni anno, la sera dell’8 dicembre, i cittadini di Lione illuminano la loro città per la solennità dell’Immacolata Concezione.

“Illuminate anche l’interno”

Rivolgendosi a “tutti coloro che accendono lumini davanti alle finestre, la sera della solennità dell’Immacolata Concezione, alle folle di visitatori che vengono ad ammirare la nostra meravigliosa città durante i quattro giorni del ‘Festival delle Luci’”, l’arcivescovo di Lione propone un cammino spirituale di riscoperta dell’interiorità: “Illuminate anche l’interno”.

Il cardinale Barbarin invita ad accogliere il “dono che Dio ha depositato nel cuore dei suoi figli, quando le porte sono aperte a lui”. “Giacché tutti gli occhi sono puntati, in questi giorni, verso Nostra Signora di Fourvière”, l’arcivescovo incoraggia ad ascoltare la Vergine Maria “svelare qualcosa del tesoro della sua vita interiore”.

I “Missionari dell’8”

In un’esortazione del cardinale sulla Web TV Lyon Fourvière, il primate delle Gallie invita i fedeli della sua diocesi a partecipare alla “Mission du 8” (Missione dell’8), “affinché siamo molto numerosi”.

Citando “una delle più forti frasi missionarie di Gesù”, il porporato ricorda ai cristiani: “Voi siete la luce del mondo”. “C’è nel tuo battesimo – prosegue - una fonte di luce interiore”. D’altronde, così aggiunge, il battesimo viene chiamato “il sacramento dell’illuminazione”.

L’arcivescovo ha auspicato che questi giorni di missione servano a “mostrare la bellezza delle cose: mostrare a tutti i turisti, pellegrini, visitatori, che c’è una luce meravigliosa e che è destinata a loro, e può venire in loro”.

Si tratta quindi di “esporne la bellezza”. “Io conto molto su di voi – ha proseguito - non solo per lo ‘spettacolo grandioso’ ma per aiutare ad aprire i cuori aperti alla luce che si dà nella nostra città e nei suoi edifici più belli”.

Iniziative anche per i bambini

Uno degli slogan di queste giornate è “accoglienza”: sulle spianate, nelle chiese, attorno ad una cioccolata calda o un vin brulé, dolcetti, durante le visite al patrimonio artistico, ai concerti, tutti i visitatori saranno accolti dai “missionari dell’8”. Per questa accoglienza, il porporato consiglia la “disponibilità” e di “non imporsi”.

Ci sono tre principali luoghi della “missione”: la basilica di Nostra Signora di Fourvière, la cattedrale di Saint-Jean e il santuario di San Bonaventura. A questi santuari si aggiungono una trentina di parrocchie di Lione.

I visitatori potranno anche scoprire le ricchezze culturali della Chiesa attraverso delle visite guidate, conferenze, mostre, concerti. Sarà soprattutto anche un’occasione per scoprire il restauro della facciata della cattedrale di Saint-Jean, appena completato. Anche i bambini potranno beneficiare di momenti a misura loro, durante le processioni, celebrazioni, preghiere di famiglia.

Oggi, l’8 dicembre, i visitatori possono partecipare alla salita delle fiaccole, dalla cattedrale di Saint-Jean alla basilica di Nostra Signora di Fourvière. A seguire la Messa dei giovani, presieduta dal cardinale Barbarin.

L’Immacolata Concezione, segno di speranza

L’8 dicembre 1854, con la bolla Ineffabilis Deus, Papa Pio IX definì il dogma in questi termini: “Noi dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina con cui si afferma che la beatissima Vergine Maria, nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in considerazione dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia di colpa originale, è una dottrina rivelata da Dio e dev’essere, per questa ragione, fermamente e costantemente creduta da tutti i fedeli”.

In altre parole, è per anticipazione divina che Maria ha goduto i frutti della Redenzione operata da Cristo: è stata preservata fin dal suo concepimento dal “peccato originale” che contraddistingue ogni essere umano. Per il cristiano, lavato dal peccato originale per mezzo del battesimo, è diventata il modello a cui tendere attraverso una vita di santità. I cristiani guardano a Maria come verso la promessa di Dio per tutta l’umanità. È la festa della speranza.

Monsignor Patrick Le Gal, vescovo ausiliare della diocesi di Lione, ha detto che “la salvezza viene da Cristo, nostro unico Salvatore di tutti”. Pertanto, “la grazia dell’Immacolata Concezione viene da Cristo – per anticipazione”.

“In questo modo - ha detto - quando si festeggia l’Immacolata Concezione sono in primo luogo, sia ben chiaro, Cristo e la potenza della salvezza operata da Lui che vengono celebrati”.

Le Gal ha anche osservato che se “oggi si parla piuttosto della ‘festa delle luci’ e non dell’Immacolata Concezione è forse perché il termine ‘Immacolata Concezione’ non è facile da capire”.

“Sarebbe certamente auspicabile di permettere ai cristiani - specialmente ai giovani, che ne hanno bisogno per impegnare la propria vita - di cogliere la ricchezza della salvezza, la potenza della liberazione che ci porta il Cristo e di cui mistero l’Immacolata Concezione è un’illustrazione magnifica”, ha aggiunto il vescovo ausiliare.

[Traduzione dal francese a cura di Paul De Maeyer]