L'intolleranza di un presidente socialista

Denunciata al Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite la repressione operata dalle forze di polizia nei confronti dei manifestanti di «manif pour tous»

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 563 hits

Il 6 Giugno 2013, nella sede delle Nazioni Unite a Ginevra, Gregor Puppinck direttore del Centro europeo per la Legge e la Giustizia (ECLJ) si è rivolto al Consiglio dei Diritti Umani per denunciare la repressione in corso da parte della polizia francese contro i manifestanti pacifici che difendono la famiglia e i diritti dei bambini.

La ECLJ si è rivolta al Presidente per richiamare l'attenzione del Consiglio dei Diritti Umani in merito ai gravi eventi che si stanno verificando in Francia.

La polizia sta vessando pacifici cittadini con controlli di identità, arresti, detenzioni, e violenza arbitraria.

Per oltre otto mesi, milioni di persone hanno protestato pacificamente in tutta la Francia per la difesa della famiglia e dei diritti dei minori contro una nuova legge che autorizza l'adozione di figli e il matrimonio a coppie dello stesso sesso.

Puppinck ha rilevato che le dimensioni delle manifestazioni fanno di questa protesta l’evento più grande grande in Francia dal maggio del '68.

Invece di ascoltare e prendere in considerazione le ragioni delle famiglie, dei giovani, delle persone che protestavano il governo ha minacciato di vietare il diritto a manifestare, ha messo in atto misure repressive, ha utilizzato impropriamente gas lacrimogeni contro la folla, ha praticato misure violente quali arresti e detenzioni arbitrarie a centinaia.

Il direttore dell’ECLJ ha riportato che dal 24 al 26 maggio, la Polizia di Parigi a arrestato e tenuto in custodia fino ad un massimo di tre giorni, 350 persone.

Di questi, solo sette sono stati condannati, a pene irrilevanti.

E’ evidente che per 340 manifestanti l’arresto è stato arbitrario e dettato da ragioni politiche.

Inoltre, centinaia di persone sono state arrestate e detenute per diverse ore con il pretesto di verificare controlli d'identità.

Nella maggior parte dei casi, le persone sono stati arrestate perché indossavano un abbigliamento che riportava il simbolo del movimento di protesta.

In nessun momento stato possibile verificare la legalità di questi arresti. Nessun giudice indipendente ha potuto verificare le ragioni di queste misure.

Ci sono manifestanti ancora detenuti e la polizia non riconsegna i docuemnti di identità.

Inoltre, il governo ha ordinato l'individuazione di funzionari dell'esercito vicini al movimento di protesta.

Puppinck ha rivelato di aver ricevuto numerose testimonianze, di persone vittime della brutalità della polizia, compresi i bambini e le loro madri.

L’ECLJ intende raccogliere tutta la documentazione per denunciare le innumerevoli violazioni ai diritti umani operate dalla Polizia.

«Signor Presidente, - ha concluso Puppinck - questa repressione deve essere fermata e denunciata. L’ECLJ invita il Consiglio dei diritti dell'uomo a prendere atto di queste gravissime violazioni in un paese che si vanta di essere esemplare nel rispetto dei diritti umani».

L’organizzazione non governativa ECLJ, accreditata presso le Nazioni Unite, si batte per difendere e promuovere, in particolare, la libertà di religione, di coscienza e di espressione in tutto il mondo.

Questa è la prima volta che ECLJ arriva a denunciare le violazioni dei diritti umani da parte di un paese europeo.

Per la Francia, gli eventi recenti mostrano gravissimi abusi nell'utilizzo delle procedure, contro manifestanti pacifici.

Circa il fermo, la detenzione e i controlli di identità abusive, questo è un problema strutturale, criticato anche da altre organizzazioni non governative.

Per quanto riguarda la violenza della polizia, le vittime devono avere il diritto di intraprendere azioni legali contro i responsabili.