L'ordinarietà dei carismi in una nuova vita nello Spirito

Conclusioni del secondo Colloquium a Roma sulla preghiera di guarigione

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di Mirko Testa

ROMA, lunedì, 12 maggio 2008 (ZENIT.org).- A distanza di alcuni anni dal precedente incontro, il Rinnovamento Carismatico Cattolico ha deciso di convocare a Roma, dal 3 al 6 aprile scorso, un secondo Colloquium di esperti provenienti da ogni parte del mondo per riflettere sulla dottrina e la pratica dei carismi nella Chiesa di oggi.

Al termine dei lavori, Matteo Calisi, Pesidente della Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities and Fellowships (CFCCCF), ha detto a ZENIT che il “Colloquium ha messo in rilievo che il movimento carismatico non è un movimento propriamente detto, ma piuttosto la presa di coscienza di una realtà carismatica che abbraccia l'intera Chiesa”.

“Lo stesso Battesimo nello Spirito – ha aggiunto – non è un rito di iniziazione al movimento quanto una presa di coscienza della realtà della vita cristiana. Perciò dobbiamo avanzare nell'approfondimento di questi temi teologici sempre nell'alveo della tradizione cattolica e cercando una sintesi con la tradizione”.

“Solo ritornando alle origini del movimento carismatico l'attuale Rinnovamento si sostanzia, altrimenti si perde, si inaridisce”, ha osservato.

Charles Whitehead, per dieci anni Presidente dell'ICCRS, ha detto invece a ZENIT che a suo avviso “la questione particolare è stata il vero significato dell'essere battezzati nello Spirito Santo e il modo di presentarlo alla Chiesa”.

“Attualmente la gente lo considera come qualcosa di un po' esclusivo”, ha aggiunto osservando poi che “Papa Benedetto XVI stesso in due occasioni, a gennaio, ha citato una frase di Gesù che faceva appello a battezzare l'umanità nello Spirito Santo, presentandolo come il fine della missione di Gesù per portare santità e salvezza al mondo”.

Padre Robert Faricy, S.I., docente emerito di Spiritualità alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, ha spiegato a ZENIT che “il Battesimo nello Spirito, questa effusione massiccia di grazia è un nuovo inizio e non un fine”.

Ex marinario di professione, convertitosi dopo aver messo per caso piede a Fatima, il sacerdote gesuita ha detto di aver sperimentato il Battesimo nello Spirito attorno ai 45 anni e di aver visto la propria vita cambiare completamente.

“Tutto ciò che facevo per il Signore era più produttivo e più facile: predicare, dare consigli, direzioni spirituali, ma soprattutto pregare”, ha raccontato.

“La gente viene spesso senza fede e ne esce guarita. Anch'io sono stato guarito da tante cose. Ero già un prete, non ero un cattivo prete, piuttosto osservante, civile nei confronti di tutti, non amavo nessuno, forse Dio un po' – ha detto ironicamente – ma lui mi ha cambiato”.

Michelle Moran, attuale Presidente dell'ICCRS, ha sottolineato a ZENIT “la necessità di presentare la dimensione carismatica della fede a tutta la Chiesa”, di “far sì che la gente conosca la ricchezza sprigionata dalla conversione a Gesù attraverso lo Spirito Santo e di portare questa realtà in ogni espressione della Chiesa”.

La Moran ha poi definito il Colloquium un “incontro storico. Infatti è molto probabile che queste persone non avranno in futuro molte altre occasioni di riunirsi, poiché i leader fondatori del Rinnovamento sono un po' in là con l'età”.

“Tuttavia non si è trattato solo di una occasione per i nuovi membri di imparare come fare le cose alla vecchia maniera – ha precisato –, ma di una riflessione sulla direzione in cui sta soffiando lo Spirito Santo ai giorni nostri e su cosa deve fare il Rinnovamento Carismatico per rispondere alle esigenze odierne”.

Oreste Pesare, Direttore dell'ufficio di Roma dell'ICCRS, ha spiegato a ZENIT che rispetto al primo Colloquium organizzato sette anni fa in stretta collaborazione con il Pontificio Consiglio per i Laici, e che era servito a “sfondare una porta verso l'istituzione”, quest'ultimo ha rappresentato “l'apertura di una nuova dimensione della vita del Rinnovamento”.

“Oggi noi possiamo parlare per esperienza diretta dei carismi descritti negli Atti degli Apostoli – ha detto –. A 40 anni di distanza dai fatti di Duquesne, ora abbiamo raggiunto la maturità per dare ragione della nostra fede, per dare un ragione teologica, ricercando le radici sia bibliche che patristiche per quanto riguarda questo cammino che non è destinato a un 'gruppo di illuminati', ma a tutta la Chiesa”.

“Il dono che il Rinnovamento ha ricevuto è di rendere ordinari anche i carismi straordinari – ha continuato –. Non ci sentiamo chiamati a conquistare la Chiesa, ma a dare un sapore di straordinaria meraviglia a quello che Dio fa ai giorni nostri”.

Pesare ha affermato che, nonostante sia possibile osservare in alcune comunità la diffusione di carismi particolari, spesso “i ministeri possono essere trasversali”, come dimostra la Scuola di Preghiera di Guarigione di Francis and Judith MacNutt, a Jacsonville in Florida, che lavora a stretto contatto con i pentecostali ed è riconosciuta anche dalle comunità anti-cattoliche.

“Quello che vogliamo fare è diffondere una cultura di Pentecoste. E' questo il vero rinnovamento che noi crediamo che lo Spirito Santo stia suscitando oggi”, ha spiegato.

“Noi non stiamo inventando nulla di nuovo, vogliamo soltanto prendere coscienza e imparare meglio a sfruttare i doni di Dio. Vogliamo portare nelle famiglie una fede fiduciosa nell'opera di Dio e una relazione profonda con Dio”.

“Oggi, infatti, di fronte alle crisi delle famiglie, nella solitudine e nell'egoismo che ci ammazzano dentro e ammazzano le relazioni con gli altri sono maggiormente avvertiti il bisogno della preghiera, il bisogno della grazia, il bisogno della signoria trasformante di Gesù”.

“Dio trasforma la morte in vita – ha continuato –. Io ero morto, ero quasi alcolizzato, ero un drogato, e Dio è entrato veramente nella mia vita e l'ha cambiata; il mio modo di relazionarmi è cambiato, sono diventato un uomo nuovo pur rimanendo nelle mie debolezze e sento di dover testimoniare che lo Spirito Santo rende nuove tutte le cose”.

“Sì, lo Spirito Santo è la novità per la famiglia e la società di oggi”, ha poi concluso.