L’Osservatorio Vaticano ospita astronomi giunti da tutto il mondo per vedere il transito di Venere

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CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 8 giugno 2004 (ZENIT.org).- Questo martedì, circa 90 astronomi, tra professionisti e semplici esperti del settore, provenienti da tutto il mondo, si sono riuniti presso l’Osservatorio Astronomico del Vaticano per ammirare il transito di Venere fra la Terra e il Sole, un evento che si ripete ogni 121,5 anni.



Secondo quanto reso noto da un comunicato diffuso dalla “Specola Vaticana”, l’Osservatorio, la cui sede si trova nella residenza pontificia di Castel Gandolfo, gli astronomi, facenti parte di un gruppo organizzato dalla rivista statunitense di astronomia “Sky and Telescope”, verranno ospitati per una settimana, presso la residenza estiva del Papa.

Le origini dell’Osservatorio Astronomico Vaticano si fanno risalire ai tempi di Papa Gregorio XIII, il quale istituì appositamente una commissione scientifica incaricata di studiare i dati e le implicazioni relative alla realizzazione della riforma del calendario liturgico, che ebbe luogo nel 1582.

Alla sede centrale dell’Osservatorio Vaticano trasferita a Castel Gandolfo su iniziativa di Pio XI, nel 1981, si aggiunse anche un secondo centro di ricerca il “Vatican Observatory Research Group” (VORG) a Tucson, Arizona (USA), uno dei centri più avanzati e moderni per l’osservazione astronomica.

Nel 1993, in collaborazione con lo “Steward Observatory”, l’Osservatorio Vaticano ha poi completato la costruzione del “Vatican Advanced Technology Telescope” (VATT) sul Monte Graham, sempre in Arizona, considerato uno dei migliori luoghi astronomici nel continente nordamericano.

Il fenomeno di oggi, consistente nel transito di una piccola macchia nera sullo sfondo della sfera solare, è stato visibile a Roma dalle 7:20 fino alle 13:30.

Per ben apprezzare la bellezza di questo evento astronomico era necessaria una attrezzatura specifica. Per questa ragione l’Osservatorio ha ricevuto in dono un telescopio ben equipaggiato, offerto il 31 maggio scorso dal presidente del “Coronado Technology Group”, David Lund, al direttore dell’Osservatorio, padre George Coyne, S.J.

Gli astronomi di Canada e Stati Uniti sono stati costretti a venire in Europa per poterlo osservare, poichè questo fenomeno ha luogo prima che il Sole salga nell’emisfero occidentale.

Dall’invenzione del telescopio sono stati visti solamente cinque transiti di Venere, l’ultimo dei quali è avvenuto nel 1882. Il prossimo transito visibile dall’Italia avverrà l’11 giugno 2247.

Il transito di Venere sul Sole venne previsto per la prima volta da Keplero per l’anno 1631: egli però non potè studiarlo perchè morì nel 1630. Da allora è avvenuto cinque volte: nel 1639, 1761, 1874 e 1882.

L’ultimo transito osservato da Roma risale al 6 giugno del 1761 e fu osservato dal bibliotecario prefetto della biblioteca Casanatense, il padre domenicano Giovanni Battista Audifreddi.

Per chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni su questo affascinante fenomeno astronomico, presso la Biblioteca Casanatense, in Via di S. Ignazio 52, a Roma, nel magnifico Salone Monumentale “SAROS, Transiti eclissi ed occultazioni tra la Minerva ed il Collegio Romano” è stata allestita una mostra al riguardo.

L’iniziativa, curata dal Professor Costantino Sigismondi, docente di Storia dell’Astronomia, presso l’Università di Roma, La Sapienza, si prefigge “attraverso la visione di libri e stampe d’epoca” di far comprendere “l’importanza scientifica e sociale di una congiunzione astrale così rara”, afferma un comunicato diffuso dallo stesso ente che ospita l’evento.

La mostra, che fa parte di alcune delle attività del progetto STOQ, ed è finanziata dalla John Templeton Foundation, rimarrà aperta fino al 9 giugno, negli orari 10-13 e 15-18, oltre ad essere disponibile in rete all’indirizzo: http://biblioroma.sbn.it/casanat/transito-venere.htm.