L'Ufficio nazionale CEI per i problemi sociali e il lavoro ha un nuovo direttore

Si tratta di Don Fabio Longoni, titolare della cattedra di Teologia morale sociale e Diritti umani presso la Facoltà di Diritto Canonico dello Studium Generale "Marcianum" di Venezia

Venezia, (Zenit.org) | 269 hits

Il sacerdote del Patriarcato di Venezia don Fabio Longoni è stato nominato dalla Conferenza Episcopale Italiana nuovo direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro. L’annuncio ufficiale è stato dato questa mattina durante la conferenza stampa svoltasi a Roma al termine dei lavori del Consiglio permanente della Cei riunito in questi giorni.

Nato a Milano il 25 settembre 1957 ed ordinato sacerdote a Venezia dall’allora Patriarca card. Marco Cè il 27 giugno 1981, don Fabio (Fabiano all’anagrafe) Longoni ha conseguito la Licenza  e  il Dottorato in Scienze sociali e la specializzazione in Etica e Dottrina sociale della Chiesa presso l'Università Gregoriana di Roma. E’ titolare della cattedra di Teologia morale sociale e Diritti umani presso la Facoltà di Diritto Canonico dello Studium Generale Marcianum di Venezia e di Teologia morale sociale presso l'ISSR San Lorenzo Giustiniani di Venezia. Dirige da alcuni anni il Master Universitario in Gestione etica d’azienda, in partnership con l'Università Ca' Foscari di Venezia e la  SDA Bocconi di Milano, sempre presso lo Studium Generale Marcianum.

Nel 1989 era stato nominato direttore della nascente Scuola di formazione all’impegno sociale e politico della diocesi di Venezia, incarico che ha ricoperto ininterrottamente fino al 2002. Attualmente è direttore dell’Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro del Patriarcato di Venezia nonché assistente provinciale delle Acli e consigliere spirituale dell’Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti). E’ membro della Consulta nazionale della Conferenza Episcopale Italiana della Pastorale sociale e del lavoro nonché coordinatore della Commissione di Pastorale sociale e del lavoro della Conferenza Episcopale Triveneto.

Nei primi anni di sacerdozio, nella Diocesi veneziana, ha inoltre prestato servizio pastorale nella parrocchia di S. Paolo a Mestre e poi, per un lungo periodo, nella parrocchia di Zelarino prima come vicario e poi come parroco (dal 1995 al 2003); attualmente è canonico onorario della cattedrale di S. Marco, rettore di S. Simeon Piccolo a Venezia e collabora con la parrocchia di Carpenedo.

“Carissimi amici - scrive don Longoni nel saluto trasmesso in queste ore a quanti hanno collaborato con lui nella Pastorale sociale e del lavoro veneziana - la Conferenza Episcopale Italiana mi ha scelto come direttore nazionale dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro. Questo nuovo servizio, che accolgo con disponibilità ma anche con una certa trepidazione, mi toglierà dagli incarichi che ho rivestito a Venezia dagli inizi degli anni Novanta soprattutto nell’ambito della Pastorale sociale e del lavoro. Portando nel cuore tutti voi in questo momento così particolare, mi sovvengono alla memoria i momenti belli trascorsi insieme, alcuni anche difficili, al servizio della Chiesa e del nostro territorio”.

“Ringrazio in particolare - prosegue - tutti coloro che, credenti e non credenti, hanno partecipato al nostro percorso. L’incontro con tutti voi, la volontà comune di impegno nell’affrontare e nel promuovere modelli di conoscenza e sostegno reciproci, sono stati per me un grande insegnamento di cui farò tesoro in questa prossima esperienza. La nostra Diocesi è stata riconosciuta a livello italiano un punto di riferimento per le iniziative svolte in questo ambito e questo grazie alla vostra disponibilità e operosità”.

“Le iniziative che abbiamo portato avanti in questi anni e quelle che abbiamo programmato – conclude - potranno portare una crescita ulteriore che testimoni con forza quell’apertura verso il mondo alla quale ci rimanda di continuo Papa Francesco. La sua preghiera al termine del discorso con i lavoratori in Sardegna faccia da sfondo e orientamento a tutti noi: «Signore Dio guardaci! Guarda questa città, questo territorio. Guarda le nostre famiglie. Signore, a Te, non è mancato il lavoro, hai fatto il falegname. Eri felice. Signore, ci manca il lavoro. Gli idoli vogliono rubarci la dignità. I sistemi ingiusti vogliono rubarci la speranza. Signore, non ci lasciare soli. Aiutaci ad aiutarci fra noi; che dimentichiamo Un po’ l’egoismo e sentiamo nel cuore il “noi”, noi popolo che vuole andare avanti. Signore Gesù, a Te non mancò il lavoro, dacci lavoro E insegnaci a lottare per il lavoro e benedici tutti noi. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». Un caro saluto a tutti, vi porto nel cuore”.