L'umiliato è esaltato

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio / Domenica delle Palme

Roma, (Zenit.org) | 714 hits

Lettura

La celebrazione di questa domenica delle Palme è a due facce. Una faccia ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme, accolto da una folla festante; l’altra anticipa il racconto della drammatica narrazione della sua passione e morte. La liturgia, riunendo in un’unica celebrazione questi due avvenimenti, temporaneamente distinti, sembra voler togliere dalla nostra mente ogni equivoco circa il trionfo di Gesù: egli, entra in Gerusalemme accolto come un re da una folla acclamante; ma è un re diverso dai re di questo mondo. 

Meditazione

Il racconto di Luca evidenzia che Gesù, durante la sua passione, nonostante alcuni tratti che lo accomunano ad ogni uomo che lotta contro la morte, continua ad essere l’annunciatore della misericordia del Padre. La sua reazione alla sofferenza è umanissima: trema e suda sangue nell’agonia del Getsemani, vorrebbe che il calice passasse da lui, cerca sostegno nei suoi discepoli. Luca è l’unico evangelista che ci descrive l’atteggiamento di Gesù lungo tutta la sua passione con la preghiera: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34). Gesù è stato e continua ad essere colui che è venuto a cercare chi era perduto. Egli è compassionevole verso le figlie di Gerusalemme. Luca soltanto riporta l’episodio del “buon ladrone” a cui viene promesso il paradiso. Gesù, nel momento dell’“impero delle tenebre”, non si rimangia le sue scelte. Egli continua a essere il Figlio che si affida con fiducia nelle mani del Padre. Lo dice la preghiera di Gesù morente: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Lc 23,46). Un tratto di questa sovrumana grandezza di Cristo nella Passione soprattutto affascina: il suo silenzio. Gesù tace davanti a Caifa, a Pilato, che si irrita per il suo silenzio, a Erode che sperava di vederlo compiere un miracolo. Solo un istante prima di morire rompe il silenzio, e lo fa con quell’“alto grido” che emette sulla croce, spirando. Il perdono è il dono grande di questa domenica, che spalanca, davanti ai nostri occhi, il mistero del Dio che soffre e muore, il mistero insondabile di quel dono d’amore che è la redenzione, dal quale riparte tutta la storia di un’umanità risanata perché riconciliata con Dio e, perciò, resa capace di vivere la riconciliazione con gli altri uomini che, in Cristo, diventano fratelli. 

Preghiera

«O Gesù, tu non sei un re da burla, come tentò di presentarti al popolo Erode, il tetrarca di Galilea. Noi abbiamo piena fiducia sulla tua parola. Noi ti invocheremo sempre per la giustizia, per la libertà e per la pace. Per la pace soprattutto ti preghiamo, o Gesù, vincitore della morte» (Giovanni XXIII). 

Agire

Seguendo l’esempio di Gesù, perdonerò a chi mi ha fatto del male.

Meditazione del giorno a cura di monsignor Michele Pennisi, arcivescovo eletto di Monreale, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it