L'università al servizio della verità e della carità

Monsignor Mauro Zani, segretario della Congregazione per l'Educazione Religiosa, tiene la "lectio magistralis" all'inaugurazione dell'Anno Accademico dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 336 hits

L’inaugurazione dell’Anno Accademico 2013-2014 dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (APRA) avviene in un momento cruciale, a vent’anni dalla sua fondazione e alla vigilia del Capitolo Generale dei Legionari di Cristo, la congregazione fondatrice della stessa APRA.

La cerimonia si è tenuta stamattina presso l’aula magna “Giovanni Paolo II”, alla presenza di eminenti personalità del mondo accademico ed ecclesiale. I relatori sono stati introdotti da padre Gonzalo Miranda LC, decano della Facoltà di Bioetica.

Padre Jesus Villagrasa LC, rettore dell’APRA dallo scorso agosto, ha ricordato i due pilastri che animano la vita dell’ateneo: la comunità accademica missionaria e la carità intellettuale. Il primo dei due pilastri ha tratto rinnovata linfa vitale dall’ultima Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro, sul tema “Andate e fate discepoli tutti i popoli” (cfr Mt 28,19). “Ora, in chiusura dell’Anno della Fede, questo mandato risuona con forza nel nostro cuore”, ha commentato padre Villagrasa.

Anche la comunità accademica dell’APRA, dunque, è propensa a formare “nuove generazioni di giovani pronti a proclamare il Vangelo”, tenendo come punto fermo il “cristocentrismo”, caratteristica essenziale del carisma dei Legionari di Cristo.

La “carità intellettuale”, concetto sviluppato mirabilmente da Benedetto XVI, implica l’esistenza di una “casa” nella quale si cerca la verità. Carità e verità sono inscindibili e la ricerca della seconda passa necessariamente per la prima.

Tale principio è stato ripreso anche da papa Francesco che, durante la sua recente visita a Cagliari, ha incoraggiato la crescita di una cultura dell’“incontro”, del “dialogo” e del “confronto” nell’ambito dell’università e tra le università.

Due testimonianze sono state poi rese a nome dei docenti e degli studenti dell’università. Carmelo Pandolfi, professore di storia della filosofia medioevale, ha sottolineato che “la filosofia non deve avere al centro se stessa ma Gesù” e che l’università è uno strumento utile per trasmettere questo messaggio.

Da parte sua, fratello Jonathan Flemings, studente di Filosofia, ha raccontato la sua esperienza come seminarista all’APRA, una comunità accademica dove “prima ancora che le idee degli altri, impariamo a conoscere gli altri come persone” e dove, come insegna anche Platone, si vive “il dialogo come ricerca della verità”.

La lectio magistralis è stata tenuta da monsignor Mauro Zani, segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, sul tema: Identità e missione delle università ecclesiastiche nell’attuale contesto culturale ed ecclesiale.

Nell’attuale contesto socio-culturale, economico e geopolitico, ha osservato il presule, l’Occidente ha perso parecchia della sua centralità e della sua posizione egemone: per la Chiesa e per i cristiani, quindi, “si dischiude uno scenario nuovo nel quale sono chiamati a svolgere un ruolo decisivo”.

Rispetto alle altre realtà accademiche, l’università cattolica dispone di una marcia in più, essendo ancora fondata sulla “cultura della persona umana” e ponendosi “al servizio della verità”. In tal senso è ancora il Magistero di Benedetto XVI ha fornire importanti spunti di riflessione.

L’università di oggi corre innanzitutto il rischio di una “dispersione” e, come il papa emerito ebbe a sottolineare, deve “riscoprire l’unità della conoscenza” e superare le “tendenze alla frammentazione”.

C’è poi il rischio rappresentato dallo scetticismo, dal relativismo e dal cattivo uso della ragione, che si traduce in una “ipertrofia dei mezzi” e in una “atrofia delle finalità”, ha proseguito monsignor Zani. Il sapere e la verità vengono ridotti a “ciò che è immediatamente sensibile, misurabile e utile”.

Infine l’intelligenza viene ridotta all’immanenza, staccandosi dalla sua “sorgente trascendente” e perdendo “la sua apertura al senso” e alla “contemplazione disinteressata”, e, quindi, la sua unità.

Per contro l’università, ha proseguito Zani, citando ancora Benedetto XVI, deve diventare luogo di un “triplice allargamento della ragione come risposta al restringimento operato a partire dall’Illuminismo: dalla scienza alla saggezza; dalla ragione alla fede; dal logos all’amore”. In altre parole, la ragione deve ritrovare la propria “dimensione trascendente e religiosa”.

Questo allargamento della ragione in senso trascendente, tuttavia, non può essere puramente intellettuale ma deve includere l’amore. “In altre parole si tratta di passare dal soliloquio freddo dell’uomo moderno al dialogo caloroso”, ha detto il presule.

In perfetta continuità con il pensiero del suo predecessore, è papa Francesco che, nella Lumen fidei “proietta una luce straordinaria sul lavoro accademico delle istituzioni cattoliche, in dialogo con quelle civili e con la cultura odierna, tutte accomunate dalla necessità di misurarsi con la ricerca della verità, che non sia unicamente uno sforzo astratto, ma legato alla vita” (cfr LF, 34).

Infine monsignor Zani ha sottolineato che, perché le istituzioni universitarie “si pongano in modo adeguato al servizio dell’opera evangelizzatrice della Chiesa, è auspicabile che non operino in modo isolato le une dalle altre, ma avvertano sempre più di essere espressione di un unico sistema, distribuito nelle chiese particolari di tutto il mondo, articolato e coeso, pur nel rispetto dell’autonomia di ogni singola istituzione e del proprio indirizzo di studi”.

Alle sfide dell’Europa e dell’Occidente di costruire la “società della conoscenza”, si potrà rispondere con la “società della saggezza”, in cui il sapere non viene sviluppato solo nella dimensione scientifica, economica e tecnologica, ma anche in quella antropologica e teologica, ha quindi concluso il segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica.

A conclusione della cerimonia sono stati premiati gli studenti ARPA più meritevoli del Anno Accademico passato.

Per la Facoltà di Teologia:

-         Baccalaureato: Gonzalo Rebollo Ferrer (9,83)

-         Licenza: Ignacio Sarre Guerreiro (9,81)

-         Dottorato: Antonio Rivero Regidor (9,9)

Per la Facoltà di Filosofia:

-         Baccalaureato: Melchior Denis Poisson (9,9)

-         Licenza: Sergio Ibarra Ramos (9,8)

-         Dottorato: Carmelo Pandolfi (9,9)

Per la Facoltà di Bioetica:

-         Licenza: Giulio Biondi (9,9)

-         Dottorato: Antonio Stefano Modica (9,9)

Per l’Istituto Superiore di Scienze Religiose:

-         Baccalaureato: Roberto Cardea (9,9)

-         Licenza. Amalia Costabile (9,9)