L’università di Roma dove anche i cinesi studiano il latino

Si tratta della Facoltà di Lettere Cristiane e Classiche della Salesiana

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ROMA, martedì, 9 ottobre 2007 (ZENIT.org).- Martedì 16 ottobre, il Cardinale Camillo Ruini, Vicario di Sua Santità per la diocesi di Roma, presenzierà all’apertura ufficiale dell’anno accademico 2007-2008 della Facoltà di Lettere Cristiane e Classiche (FLCC) della Università Pontificia Salesiana (UPS).



La novità di quest’anno è che, in virtù di un accordo di interscambio culturale con la “Beijing Foreign Studies University” (di Pechino), tra gli studenti che inizieranno il corso di latino ci saranno anche due cinesi. Accordi accademici sono stati stretti inoltre dalla FLCC con le corrispettive Facoltà della Università Fudan di Shanghai e dell'Università Zhejiang di Hangzhou.

Gli accordi prevedono l’intercambio di studenti e di professori delle varie Facoltà firmatarie. Gli studenti cinesi sono scelti fra coloro che stanno per iniziare o hanno avviato il dottorato di ricerca nelle loro Facoltà e meglio rispondenti ai criteri di scelta.

La finalità delle borse di studio – per quest’anno sono sei, mentre negli anni a venire se ne prevedono dieci – è di permettere un contatto degli studenti cinesi con la cultura occidentale e, viceversa, degli studenti italiani con quella cinese.

L’accordo prevede pure lo scambio e la collaborazione dei professori, sia a livello d’insegnamento che di progetti di ricerca e convegni da organizzare di comune intesa, in un futuro prossimo.

Presso la Facoltà di Lettere Cristiane e Classiche (FLCC) dell’UPS, il latino viene studiato da sempre ed è proprio qui che sono stati formati gli esperti che traducono da e in latino nella Segreteria di Stato vaticana.

Don Mario Maritano, Decano della Facoltà, che ha fatto parte della delegazione recatasi in Cina dal 2 al 9 luglio scorso per avviare gli scambi culturali, ha commentato a ZENIT che “per lo studio del latino c’è meno attenzione in Europa che in Cina”.

Anzi, ha continuato, “in Oriente ed in Cina, in particolare, l’interesse per il latino sta crescendo ed è parte di un processo culturale che avvicina i cinesi all’Europa”.

Tra i sei studenti cinesi, che frequentano la Facoltà dell’UPS e seguiranno corsi d'italiano a Perugia, due studieranno anche il latino.

Il corso di latino prevede composizione, didattica e letteratura latina, al fine di diventare insegnanti, traduttori, studiosi e ricercatori. La lingua latina viene studiata nelle diversi fasi storiche dalla classica medievale, all’umanistica fino ai tempi moderni.

Durante il corso per conseguire il dottorato si parlerà latino in classe, leggendo e commentando i testi originali.

Il sogno di don Mario Maritano è “che il latino torni ad essere la lingua della cultura nel mondo, essendo l’inglese la lingua dell'economia, della scienza e del commercio”.

Dopo la pubblicazione, il 7 luglio 2007, da parte del Pontefice Benedetto XVI, della Lettera Apostolica in forma di Motu proprioSummorum Pontificum”, che liberalizza l'uso del Messale promulgato nel 1962 dal beato Giovanni XXIII, il corso di latino ha assunto particolare rilevanza per i sacerdoti.

Anche se negli ultimi decenni l’uso del latino è andato sempre più scemando, don Maritano ha sottolineato che “il latino è la lingua della Chiesa”. A questo proposito la Facoltà dell’UPS ha sempre celebrato Messe in latino, soprattutto durante i corsi estivi per lo studio della lingua latina.

Lo studio del latino trova molti sostenitori e studenti anche nell'Est Europa, soprattutto in Ucraina e Polonia; mentre alcuni provengono dalla Corea, dove l'interesse per questa lingua è vivissimo. Bosco Seong Youm, l'ambasciatore della Corea presso la Santa Sede, in carica dal 2003 fino ad alcuni mesi fa, parlava in latino davanti al Papa ed ha anche tradotto le Confessioni di sant'Agostino dal latino in coreano.

La Facoltà di Lettere Cristiane e Classiche della Università Pontificia Salesiana già nota come Pontificium Institutum Altioris Latinitatis, fu fondata dal Servo di Dio Paolo VI con il Motu proprioStudia Latinitatis” del 22 febbraio 1964, con lo scopo di “offrire una sicura base scientifica storica, filologica, linguistica, dottrinale e letteraria del patrimonio culturale della Classicità Greca e Latina e della Civiltà Cristiana, nelle sue origini storiche d’Oriente e d’Occidente”.