L'Università “La Sapienza” in prima linea per la Medicina della Persona

Convegno a Roma per mettersi sempre più al servizio del malato

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ROMA, domenica, 27 febbraio 2011 (ZENIT.org).- “Le parole che non ti ho detto. Comunicazione medico-paziente tra aspettative e realtà” è il tema del convegno organizzato dalla Facoltà di Medicina dell'Università “La Sapienza” di Roma giovedì 3 marzo nel contesto della promozione di un'assistenza sanitaria che vuole sottolineare la dignità umana ed esortare a mettersi sempre più al servizio di chi soffre.



L'incontro, che avrà inizio alle 15.00 presso l'aula di Clinica Pediatrica del Policlinico Umberto I (Viale Regina Elena), è uno dei due convegni che costituiscono il corso “Verso una Medicina della Persona nella società multiculturale” e mira a rispondere alle sfide di oggi nell'ambiente più idoneo e con le competenze necessarie.

Il convegno è rivolto in particolare a studenti e specializzandi di Medicina, ma è aperto a tutti coloro che sono interessati agli argomenti trattati. La partecipazione è gratuita e prescinde dall’iscrizione alla Facoltà.

Frutto della collaborazione tra autorità accademiche, docenti e studenti, incoraggiati dal Servizio di Pastorale Universitaria, l'incontro punta a “rafforzare la formazione integrale dei futuri operatori sanitari con un obiettivo: mettersi al servizio del malato visto nella sua dignità di Persona, incrementando sia la competenza prettamente scientifica sia lo spessore umano dei futuri medici”, osservano gli organizzatori in un comunicato.

Fr. Stefano Sarro, vice Cappellano di Pastorale Universitaria nella Facoltà di Medicina, ha sottolineato tre aspetti particolarmente rilevanti dell'iniziativa.

In primo luogo, ha affermato, è segno di “una Chiesa che si cinge il grembiule e si mette a servizio della Medicina, per la promozione della dignità dell’Uomo”.

Questa stessa Chiesa, ha aggiunto, “desidera farsi prossima a questa nostra travagliata società proprio lì dove si trovano molti degli interrogativi più impellenti”.

Spicca, infine, “la gioia profonda di poter constatare che anche nella più grande università d’Europa si può trovare uno spazio a misura d’uomo, dove docenti e studenti possano insieme collaborare per la costruzione di un futuro in cui ci sia ancora spazio per la Persona, in altre parole ancora spazio per Dio”.

L’Università, d'altronde, “è la sede naturale dove il dibattito scientifico e bioetico si deve realizzare tra studenti e docenti con competenza e responsabilità”, ha affermato il Preside della Facoltà di Farmacia e Medicina, il professor Eugenio Gaudio.

Nell’alveo di questo progetto si è già svolto il Seminario “Dolore e fine vita”, che vedrà fra pochi mesi la sua terza edizione, con nomi di tutto rilievo della Facoltà di Medicina dell'Università “La Sapienza”.

Come ha dichiarato il professor Gianfranco Tonnarini, Direttore di Medicina Interna, “la Medicina, e con essa la Bioetica, non sono mai neutrali, ma fanno sempre riferimento ad un modello antropologico”.

“La nostra idea è che l’uomo ha dignità e valore di persona: una dignità incondizionata, irrevocabile, inviolabile, che ha dimensione trans-culturale ed universale”, ha rilevato.

Interverranno al convegno del 3 marzo il bioeticista professor Giovanni Stirati, sul tema “Comunicare la verità al paziente”; la professoressa Anna Clerico, Primario di Pediatria Oncologica, su “La comunicazione medica in pediatria”; la dottoressa Bianca Maisano, dell'Area Sanitaria della Caritas di Roma, su “Il linguaggio scientifico nella società multiculturale”, e il dottor Ignazio Ingrao, giornalista di “Panorama”, su “I mass media: etica e dovere dell' informazione in sanità”.

Seguirà gli interventi una tavola rotonda moderata dalla dottoressa Gloria Riitano.

Il Comitato Scientifico è costituito dal professor Gianfranco Tonnarini, Direttore di Medicina Interna, da Andrea Cormano e Giovanni Iacobacci, del Comitato degli studenti promotore dell'iniziativa, e dal Servizio di Pastorale Universitaria di Medicina, il cui responsabile è fr. Stefano Sarro.