"L'universo come frutto dell'azione di un Dio intelligente e amorevole"

Il rettore della Lateranense interviene alla "European Week of Astronomy and Space Science"

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ROMA, lunedì, 2 luglio 2012 (ZENIT.org).- «Il compito dell’astronomo è quello di utilizzare gli strumenti della tecnologia e l’ingegnosità dell'intelletto umano per ottenere una comprensione scientifica dell’universo, indagando e svelando i suoi misteri». Lo ha sottolineato il Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, il vescovo Enrico dal Covolo questa mattina, 2 luglio, durante il suo intervento di saluto nell’ambito dell’European Week of Astronomy and Space Science, un’iniziativa promossa dalla Società Astronomica italiana (Sait) e ospitata dall’Ateneo del Laterano da oggi fino al prossimo 6 luglio.

Il Rettore facendo riferimento all’Università ospitante, ha evidenziato come essa rappresenti un luogo dedicato quotidianamente alla ricerca della verità, che per una settimana, è onorato di accogliere alcuni tra gli astronomi e astrofisici più talentuosi del pianeta riuniti per discutere delle loro ricerche e dei loro progetti futuri.

«Proprio lo studioso, guardando alla complessità dell’universo, – ha spiegato dal Covolo – è spronato a cercare costantemente nuovi modi di esprimere la conoscenza e la comprensione. Tale impegno porta anche a contemplare l’universo come frutto dell’azione di un Dio intelligente e amorevole. È mia sincera speranza che questa settimana di conferenze e dibattiti, – ha concluso – alimenti l’interesse per il mistero dell’universo che ci fa scrutare Colui che, come ha affermato Papa Benedetto XVI parlando nel maggio di quest’anno ai vescovi italiani riuniti in assemblea generale, è spesso il grande Sconosciuto: un Dio che rimane nascosto e ignorato a causa della nostra indifferenza e incapacità di riconoscere la sua presenza in natura».