L'urlo dei cristiani perseguitati arriva in Parlamento

Nel corso del "Question time" presso la Camera dei deputati, è stato posto al ministro degli Esteri il tema dei cristiani perseguitati. "Non vanno sottovalutate forme di oppressione più sottili in Occidente", avverte l'onorevole Binetti

Roma, (Zenit.org) Federico Cenci | 529 hits

Lo stillicidio di attentati contro i cristiani prosegue inesorabile, in tanti angoli del pianeta. Notizie drammatiche si rincorrono sugli organi di stampa occidentali quando si consumano fatti di sangue eclatanti, ma la persecuzione è una realtà quotidiana, che sfugge spesso ai riflettori.

Il grido di dolore dei cristiani vessati e oppressi, che si leva alto nel cielo, ha raggiunto ieri la Camera dei deputati. Nel corso del canonico Question time del mercoledì, gli onorevoli Paola Binetti, Rocco Buttiglione, Lorenzo Cesa e Gian Luigi Gigli hanno posto al ministro degli Esteri, Federica Mogherini, il tema delle persecuzioni cui sono oggetto i cristiani, chiedendo di adottare “ogni utile iniziativa” presso le organizzazioni internazionali, specialmente presso l’Unione europea, per non assistere inermi a questa tragedia.

Paola Binetti, intervistata da ZENIT, spiega che l’iniziativa “è partita da una premessa importante”, ossia “l’escalation” di aggressioni, testimoniata dai dati spaventosi diffusi dall’Ocse e dalla Commissione episcopale dell’Unione europea (Comece); secondo quest’ultima i cristiani perseguitati nel mondo sarebbero circa 200milioni.

C’è poi un recente “elemento di drammatizzazione”, sospira la Binetti, rappresentato dalle “crocifissioni di cristiani avvenute in Siria”. Immagini struggenti che hanno fatto il giro della Rete, diventando virali e assumendo una dimensione globalizzata. Nel corso della nostra conversazione l’onorevole fa accenno ad altri episodi noti, più o meno recenti: il rapimento delle studentesse in Nigeria, ad opera dei fondamentalisti di Boko Haram; la detenzione in Pakistan di Asia Bibi, il cui processo continua ad essere rimandato.

Si tratta di due stille in un mare di persecuzioni. “Da tutto il Medio Oriente e dall’Africa - spiega la Binetti - ci arrivano segnalazioni di episodi di specifica aggressione verso i cristiani”. Si è quindi chiesto al governo di “dare alla questione della libertà religiosa un ruolo cruciale nello stabilire rapporti e nello stringere negoziati con i Paesi terzi”. Il ministro Mogherini, spiega la Binetti, “ha garantito che tutte le volte che si fanno trattative economiche con questi Paesi, il tema dei diritti umani (e tra questi, anche quello a vivere in libertà la propria fede) viene posto e viene richiesto che sia tutelato”.

La geografia della sopraffazione anti-cristiana sottoposta al ministro Mogherini è ampia: Cina, Egitto, Eritrea, India, Iran, Iraq, Corea del Nord, Libia, Mali, Nigeria, Pakistan, Arabia Saudita, Siria, Tunisia e Uzbekistan.

Ma i sottoscrittori del Question time hanno chiesto al ministro di prendere posizione per difendere il diritto di professare la propria fede non solo nei luoghi in cui la serenità dei cristiani è palesemente minata. “Se c’è questa violenza inaudita in alcune zone del pianeta - avverte la Binetti -, in Europa contestualmente assistiamo a forme diverse di persecuzione molto più sottili, più sofisticate ma non meno concrete, in cui in pratica quelli che sono i valori e i simboli vengono costantemente mortificati e messi sotto accusa”.

Pertanto - questa è la sollecitazione rivolta al ministro Mogherini - vanno difese “da un lato le nostre radici nella società occidentale, dall’altro la cultura che il Cristianesimo ha seminato in giro per il mondo e che viene violentemente bersagliata”.

Radici cristiane che rischiano di essere strappate proprio laddove affondano: in Terra Santa. “La presenza dei cristiani in Medio Oriente - la riflessione della Binetti - si è decisamente assottigliata”.

Nei giorni scorsi Ron Prosor, ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, ha scritto sul Wall Street Journal un articolo in cui paragona i cristiani di oggi agli ebrei durante l’esodo dalla terra d’Egitto. “È un paragone forte, importante - osserva la Binetti - ma ha un riscontro oggettivo”.

Secondo la deputata dell’Udc, “questa sorta di esodo comporta però un doppio impoverimento, non solo quello delle persone che se ne vanno dalla propria terra, ma anche quello dei Paesi che si privano della presenza cristiana”.

Già, una presenza tutt’altro che marginale. “Non ce lo dimentichiamo - chiosa la Binetti -, la cultura cristiana è quella che maggiormente parla di fede, di amore, di servizio. Il Papa, quando si è riferito all’episodio dei cristiani crocifissi in Siria, ha evocato tre esplicative icone: la civiltà dell’amore, la Croce, la gioia”.