La banca delle cellule staminali implica la distruzione di vite, avverte la Chiesa in Inghilterra

E ricorda che la ricerca sulle cellule staminali adulte o ombelicali è promettente

| 777 hits

LONDRA, giovedì, 20 maggio 2004 (ZENIT.org).- Di fronte all’apertura della prima banca nel mondo di cellule staminali, il presidente del Dipartimento per la responsabilità e la cittadinanza cristiana della Conferenza Episcopale d’Inghilterra e Galles, monsignor Peter Smith, ha denunciato la finalità di creare vite umane e distruggerle al fine di estrarne le cellule.



La prima banca di questo tipo ha aperto i battenti, mercoledì 19 maggio, nel sud dell’Inghilterra, secondo la “Reuters”.

Finanziata dal Consiglio per la ricerca medica (MCR, sigla in inglese) e dal Consiglio per la ricerca nelle scienze biotecnologiche e biologiche, la banca conserverà cellule staminali embrionali, fetali e adulte.

Secondo quanto ha spiegato monsignor Smith, arcivescovo di Cardif, in un comunicato inviato a ZENIT, “non vi è nulla di male nell’istituire una banca di cellule staminali provenienti da adulti o da cordoni ombelicali”.

Di fatto, “le cellule staminali tratte da queste fonti stanno ricevendo sempre maggiore riconoscimento come base per la ricerca e perfino per il trattamento di malattie come l’Alzheimer e il Parkinson”, ha chiarito.

“Ciò che è moralmente sbagliato è creare nuove vite umane solo per distruggerle nell’estrarne le cellule staminali embrionali”, ha avvertito il prelato.

Monsignor Cardif peraltro ha ribadito che “bisognerebbe sostenere la ricerca sulle cellule staminali e le banche di cellule, ma solo se si tratta di cellule staminali ottenute senza procurare la morte di embrioni umani”.