La bellezza di essere mamme

Una giovane liceale racconta di una bambina che ringrazia la madre

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ROMA, martedì, 5 giugno 2012 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito l’elaborato di Cristina Planelli, studentessa del II Liceo Classico dell’Istituto “Gesù Nazareno” di Roma, Scuola secondaria di secondo grado “Maria Ausiliatrice”.

Con questo elaborato Cristina Planelli è tra le vincitrici del 25° Concorso Scolastico Europeo A.S. 2011/2012 organizzato dal Movimento Per la Vita e dal Forum delle Associazioni Familiari, sul tema “L’Europa di domani è nelle vostre mani”.

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Cara mamma,

ormai ho 8 settimane, sono piccola e indifesa ma con te mi sento al sicuro. Sarà qualcosa di istintivo, sarà la sicurezza che mi ispiri o quella sensazione che provi quando senti di essere nel posto giusto al momento giusto, ma io non so neanche cos’è la paura. Sono piccola e non so niente della vita, ma vorrei impararlo da te.

L’altro giorno sei andata dal medico, ti ha detto che hai un mese per decidere cosa fare, ti ha detto che ti cambierò la vita, e mi ha chiamata feto. Io non so neanche che vuol dire questa parola. Ero convinta di essere una persona in carne ed ossa, uguale a tutti gli altri, ma ora mi rendo conto di essere considerata solo un peso.

Quando sei sola il più delle volte piangi, e il tuo pianto mi fa sentire molto triste, mi sento in colpa, ed un bambino così piccolo non dovrebbe preoccuparsi di queste cose. E ultimamente stai spesso sola, soprattutto da quando papà ti ha detto che non vuole saperne niente di me.

Sono ancora piccola per capire come possa io essere un problema, ma non credo che crescendo possa comprenderlo. Io ti sento mamma, ti sono più vicina di quanto tu possa immaginare, ti sento, sento tutta la tua tristezza, e vorrei aiutarti, vorrei prenderti la mano e stringerla, finché non ti sentirai più sola.

Vorrei tanto conoscerti mamma. Per il momento sento solo la tua voce, sarebbe così bella se non fosse tanto spaventata. La sera ti sento canticchiare, ti dai coraggio e nello stesso momento infondi coraggio anche in me. Non ti conosco mamma, ma già sento di volerti bene.

Mamma, si una delle tante mamme europee che non si arrendono, che non hanno paura di accettare un figlio. Aiuta l’Europa a crescere contro l’aborto. Aiuta me a crescere con te, per fare un giorno dell’Europa un posto migliore.

Ma te lo immagini mamma?! Tu mi insegnerai a camminare e a disegnare, mi farai giocare e mi starai accanto la notte quando non riuscirò ad addormentarmi.

Cara mamma, affronteremo tante cose insieme, ti farò disperare e ti farò tornare il sorriso con il mio carattere da buffona, ma sarà quando finalmente riuscirò a chiamarti “mamma” che capirai che hai fatto la cosa giusta.

Sarai felice delle nausee mattutine, delle ore di travaglio, delle pappe sparse per la cucina e dei muri imbrattati, quando finalmente ti chiamerò “mamma” e quando con quella parola ti dirò: “Grazie! Grazie di aver scelto di amarmi”.