La bellezza salverà il mondo (Prima parte)

Francesca Bonadonna racconta la sua opera prima: un percorso tra arte e cultura cristiana

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 543 hits

La bellezza salverà il mondo. Voci in coro contro le sfide del nostro tempo (Morrone Editore, 2013, € 20), opera prima di Francesca Bonadonna è un libro che non va letto con lo spirito con cui si legge un qualsiasi saggio di critica dell’arte.

Nelle sue 140 pagine, l’autrice raggruppa una serie di dipinti di artisti meno noti del XIX, affiancandone brevi descrizioni ed interpretazioni delle opere, partendo dall’elemento chiave della bellezza. Una bellezza intesa come armonia dell’uomo con il cosmo, con le creature e con Dio.

La parte iconografica si alterna a citazioni bibliche e riflessioni e testimonianze dell’autrice e di illustri firme della cultura cattolica attuale.

Francesca Bonadonna, siracusana, è insegnante alla Scuola dell’Infanzia. Collaboratrice della rivista Radici Cristiane, è attivista pro-life per conto dell’Associazione “Voglio Vivere”. Il suo percorso culturale si è consolidato intorno alle opere e al pensiero di Plinio Corrèa de Oliveira (1908-1995), filosofo, storico e critico d’arte brasiliano.

In un’intervista a ZENIT, Francesca Bonadonna ha raccontato lo spirito e l’obiettivo del suo libro.

"La bellezza salverà il mondo": questa frase di Dostojevski sta tornando molto in auge. Anche la parola "bellezza" da sola torna a stimolare la mente inquieta di molti intellettuali, ispirando anche un recente film. A suo avviso è un semplice "trend" culturale o qualcosa di più profondo?

Francesca Bonadonna: La contemplazione della bellezza è il percorso per cui siamo stati creati e a cui tendiamo per trovare ristoro. Dalla bellezza di un giglio, alla meraviglia di un pavone; dalla regalità di un aquila, alla delicatezza di una farfalla. Quando l’uomo ha smarrito la via pulchritudinis, definita così da Benedetto XVI, e non prova alcuno stupore neanche per le meraviglie del creato, ha smarrito il vero senso della sua esistenza, e da qui l’inquietudine intellettuale che si proietta in un’azione disordinata della vita nelle sfere della società, un disagio interiore che da tempo depista l’uomo in una sterile ricerca di felicità, in direzione dell’effimero. Brancolando nelle tenebre, privo di quegli assoluti ispirati ad una cultura del bello, del vero e del buono, l’uomo contemporaneo rischia di scivolare negli innumerevoli miraggi del mondo. Dal trend culturale che si può definire uno slogan ai fini del business, a una nostalgia per qualcosa di più profondo che vorrebbe riemergere.

La sua è un'opera abbastanza antinconvenzionale ed insolita: le immagini sono commentate ma, per certi versi, parlano da sé. Come è nata l'idea di questo libro?

Francesca Bonadonna: Questa mia prima pubblicazione soddisfa il desiderio del libro illustrato, fatto di immagini che invitano alla riflessione. L’immagine ha in sé un impatto simbolico restauratore che, subordinato ad una valenza pedagogica, può rinsaldare valori e  tradizioni o, in mano alla Rivoluzione, scardinare il cuore della gioventù, allontanandola dalla verità con la promozione di falsi ideali. In realtà l’idea di voler realizzare questo libro scaturisce da un lungo percorso di riflessione e di formazione pliniana [Plinio Corrèa de Oliveira, ndr.], vissuto nella fede e alla luce della verità che la Chiesa, Mater et Magistra, da sempre ci insegna. Era arrivato il momento di trasmettere ciò che avevo ricevuto per la mia e l’altrui edificazione, prediligendo la via della bellezza, intesa come Splendore della Verità. La figura di Plinio Corrèa de Oliveira, noto pensatore brasiliano e uomo tutto cattolico, apostolico, romano, è stata centrale nella mia vita, avvincendomi per le sue accurate analisi sociologiche e i suoi studi di storico, pensatore e critico d’arte secondo gli orientamenti della Chiesa cattolica. Quanto ho acquisito della scuola pliniana, in questa straordinaria esperienza, lo devo ad un suo valente portavoce ed erede spirituale, il professore Umberto Braccesi, membro della TFP ( In difesa della Tradizione, della Famiglia e della Proprietà) e responsabile dei giovani del Circolo culturale Plinio Corrèa de Oliveira, con sede a Palermo.

Le opere da lei selezionate risalgono quasi tutte alla stessa epoca, il XIX secolo, all'apice del naturalismo pittorico, nelle sue varie scuole e declinazioni. Tuttavia gli artisti non sono "i soliti noti". A cosa sono dovute entrambe queste scelte?

Francesca Bonadonna: Il XIX secolo, segnato dal progresso tecnico e tappa della seconda rivoluzione industriale, se per un verso raggiunge l’apice di un certo benessere economico, dall’altro evidenzia i sintomi che stanno per avviare il declino della famiglia con i suoi ruoli di riferimento. A tal proposito l’arte di genere, nelle sue molteplici espressioni ispirate al bello, si fa depositaria di questa tradizione, che intende rappresentare e difendere dagli inquinamenti delle correnti moderniste. La selezione di queste formidabili tele dipinte ad olio da pittori “meno noti” non è legata alla loro datazione, né all’intenzione di voler realizzare un libro di storia dell’ arte, bensì alla portata pedagogica del dipinto in sé, che, lasciandosi ammirare per la sua espressiva bellezza, mi conduce alla sua contemplazione. Dall’ammirazione estetica alla contemplazione dell’aspetto trascendente, enunciato nel commento che affianca ogni quadro.

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La seconda parte dell’intervista a Francesca Bonadonna sarà pubblicata domani, sabato 13 luglio.

La bellezza salverà il mondo è al momento distribuito nelle librerie della Sicilia. Per acquistare copia del libro, contattare Morrone Editore a: info@editoremorrone.it. È anche possibile contattare l’autrice a: fr.bonadonna@libero.it. L’editore provvederà a inviare il volume senza spese di spedizione.

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