La Buona Novella va annunciata anche "digitalmente"

Lo ha affermato il presidente del Pontificio Consiglio della Comunicazioni Sociali, intervenendo al Sinodo dei Vescovi

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di mons. Claudio Maria Celli

CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 17 ottobre 2012 (ZENIT.org) – Riportiamo di seguito l’intervento di S.E.R. Mons. Claudio Maria Celli, Arcivescovo titolare di Civitanova e Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, alla tredicesima Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi (16 ottobre 2012).

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La nuova evangelizzazione ci chiede di essere attenti alla “novità” del contesto culturale nel quale siamo chiamati ad annunciare la Buona Novella, ma anche alla “novità” dei metodi da utilizzare. I Nuovi Media stanno cambiando radicalmente la cultura nella quale viviamo e offrono nuovi percorsi per condividere il messaggio del Vangelo. Le nuove tecnologie non hanno cambiato solo il modo di comunicare, ma hanno trasformato la comunicazione stessa, creando una nuova infrastruttura culturale che sta influendo sull’ambiente della comunicazione e non possiamo fare quello che abbiamo sempre fatto, pur con le nuove tecnologie.

L’arena digitale non è uno spazio “virtuale” meno importante del mondo “reale” e, se la Buona Novella non è proclamata anche “digitalmente”, corriamo il rischio di abbandonare molte persone, per le quali questo è il mondo in cui “vivono”. La Chiesa è già presente nello spazio digitale, ma la prossima sfida è cambiare il nostro stile comunicativo per rendere tale presenza efficace, occupandoci soprattutto della questione del linguaggio. Nel forum digitale il discorso è spontaneo, interattivo e partecipativo; nella Chiesa, siamo abituati a usare i testi scritti come normale modo di comunicazione. Non so se questa forma possa parlare ai più giovani, abituati a un linguaggio radicato nella convergenza di parola, suono e immagini. Siamo chiamati a comunicare con la nostra testimonianza, condividendo nelle relazioni personali la speranza che abita in noi. Non possiamo diluire i contenuti della nostra fede, ma trovare nuovi modi per esprimerla nella sua pienezza.

Siamo obbligati a esprimere noi stessi in modo da coinvolgere gli altri che a loro volta condividono le nostre idee con i loro amici e “followers”. Abbiamo bisogno di valorizzare le “voci” dei molti cattolici presenti nei blogs, affinché possano evangelizzare, presentare l’insegnamento della Chiesa e rispondere alle domande degli altri. Penso alla Chiesa che è chiamata ad instaurare un dialogo rispettoso con tutti, a dare ragione a tutti della speranza che porta nel cuore.