La Cappella di Ronchamp di Le Corbusier sulla rivista Thema

Pubblicato a luglio il terzo numero della Rivista dei Beni Culturali Ecclesiastici

Roma, (Zenit.org) Antonio D'Angiò | 356 hits

Sul sito internet www.thema.es è disponibile da luglio il terzo numero della rivista Thema (1) che ha come ambito di approfondimento “Il paesaggio sacralizzato”, dopo che il primo numero si è concentrato su “Il sacro nelle periferie” ed il secondo su “Architettura contemporanea e beni culturali” (2).

Scrive il direttore Leonardo Servadio nell’editoriale di presentazione di questo terzo numero intitolato La risacralizzazione del paesaggio, cura per la civiltà: “Nel tema della sacralizzazione o risacralizzazione si incontrano l’espressione artistica e la capacità di comprenderla: si tratti di una un’ariosa chiesa eretta in Africa dal lavoro manuale cooperativo di tanti con tecnologie elementari, o di una cappella “firmata” dalla collaborazione tra un genio dell’architettura come Le Corbusier e un sacerdote sensibile e colto come p. Couturier”.

Ed è Jessica Astolfi, Presidente dell’Associazione “Costruire il sacro”, che descrive una sua visita alla piccola chiesa di Ronchamp, in Francia, costruita dall’architetto Le Corbusier e benedetta nel giugno del 1955. L’autrice narra lo stupore nell’ammirare per la prima volta uno dei capolavori del maestro svizzero francese (3), situato alla sommità della collina della cittadina di Ronchamp, per parlare quindi di un “mito che si incontra”.

Soprattutto delle sorprese che una vista da vicino riserva, come le aperture sulla facciata, tutte di dimensioni e profondità diverse e con vetri di diverso colore. Costruita con materiali di risulta, poveri e con un minimo di utilizzo del cemento armato, compongono comunque un risultato elegante. O ancora i lati dell’altare e del coro sospesi in un confine tra l’interno e l’esterno della costruzione.

La visione d’assieme sul far della sera viene presa ad esempio dalla Astolfi come “sacralità del paesaggio” nonché quella lapide prima dell’ingresso che ricorda le persone uccise in quel luogo durante la seconda guerra mondiale, diremmo noi sorta di sacralità civile. L’autrice conclude affermando che alla cappella di Ronchamp bisogna tornarci più volte perché rivela sempre cose nuove, tipico del linguaggio architettonico dei grandi maestri.

La lettura del breve resoconto è anche un modo semplice per addentrarsi in una rivista che non solo nel suo formato cartaceo (è edita dal Centro studi architettura e liturgia di Montesilvano in  provincia di Pescara) ma soprattutto nel suo formato web permette ai lettori di navigare tra molti link, in particolare quello de “Le Tesi e le Idee”, vera palestra delle giovani generazioni per cimentarsi soprattutto sull’idea di risacralizzazione, con il sogno di diventare come Le Corbusier.

Perché, come accenna Servadio andando a chiudere il suo editoriale riferendosi ai grandi impianti industriali dismessi, vi sono luoghi che hanno sacralizzato il lavoro in quel mix tra macchinari e fatica umana e che, integriamo noi, l’ingegno e il lavoro dei giovani può riconvertire in una moderna dimensione, sia essa sacra o civile.

*

NOTE

1 - Di seguito gli articoli con i relativi autori disponibili nella versione cartacea e online in formato pdf: L’Editoriale (L. Servadio); L’immensità interiore: il Monastero di Bose (M. Badino); Da Stonhenge a Valls: la lezione di Van der Laan (T. Proietti); Sacro naturale e sacro artificiale (S. Mavilio); Dove la croce regge il muro – la cappella nel bosco a Varano dei Marchesi (P. Zermani); Landmarks: il sacro sta negli occhi di chi guarda? (F. Radice); Un viaggio nella Cappella di Ronchamp (J. Astolfi); “Costruire Chiese in Africa” (C. Fumagalli); Tra ulivi e templi storici – La chiesa di San Gregorio ad Agrigento (G. Pillitteri); Un monastero urbano: risacralizzare la città (G. Marzorati); Tracce del sacro nel South England – le chiese salvate da “The Churches Conservation Trust” (M.B. Ferri); “Il paesaggio sacralizzato” prima e dopo il terrremoto del Friuli nel 1976 (Don S. Pussi – D. Omenetto); Il quartiere senza nome e la sua Eglise Maison (G. Ganis); Paesaggio sacralizzato e militanza ecclesiale (A. Longhi – P. Pasini); Trasformazioni e valorizzazione di un paesaggio alpino (F. Novelli); Il segno e il disegno. Le chiese di M. Botta.

2 – Una presentazione del secondo numero della rivista Thema lo si trova nell’edizione di Zenit del 9 novembre 2013.

3 – Un approfondimento sulle opera di Le Corbusier è disponibile sulla edizione di Zenit del 15 dicembre 2012.