La "carità politica" e la sua attualizzazione

In un libro a cura di monsignor Lorenzo Leuzzi, i commenti di quaranta parlamentari a quattro discorsi di Benedetto XVI

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di Luca Marcolivio

ROMA, venerdì, 21 settembre 2012 (ZENIT.org) – La “carità politica” non è affatto un’utopia dai contorni indefiniti. Già 40 anni fa Paolo VI aveva definito la politica come “la forma più alta della carità” e oggi Benedetto XVI sta tracciando una linea magisteriale in perfetta continuità con il suo predecessore al Soglio di Pietro.

Dall’esperienza pastorale di monsignor Lorenzo Leuzzi, da due anni rettore della chiesa di San Gregorio Nazanzieno, presso la Camera dei Deputati, quindi cappellano del Parlamento italiano, è scaturita un’antologia in due volumetti, edita dalla Libreria Editrice Vaticana (LEV).

Nel primo libro, intitolato La carità politica. Discorsi agli uomini e alle donne impegnati nelle istituzioni civili (LEV, 2012, pp.48) sono raccolti quattro discorsi tenuti da papa Benedetto XVI ad altrettante delegazioni di uomini politici, amministratori, diplomatici ed altri titolari di cariche pubbliche, a Milano (2 giugno 2012), Berlino (22 settembre 2011), Londra (18 settembre 2010) e Praga (26 settembre 2009).

Nella presentazione, monsignor Leuzzi individua quattro pilastri nell’itinerario formativo di Joseph Ratzinger: desiderare di farsi amare; servire il diritto; favorire il dialogo tra fede e ragione; testimoniare una speranza luminosa.

Il secondo volume, di imminente uscita, è intitolato La Carità politica. I parlamentari italiani commentano i Discorsi di Benedetto XVI alle donne ed agli uomini impegnati nelle istituzioni civili. Si tratta della raccolta dei commenti ai succitati discorsi del Santo Padre che 40 tra deputati e senatori hanno fatto lo scorso 11 luglio nella Sala della Regina a Montecitorio.

Le due pubblicazioni sono state illustrate ieri sera al Teatro Argentina, nel corso di un dibattito introdotto dal presidente emerito della Corte Costituzionale, Cesare Mirabelli, e moderato dalla vicedirettrice del TG1, Susanna Petruni.

La serata è stata promossa dall’Ufficio per la Pastorale Universitaria del Vicariato di Roma - di cui monsignor Leuzzi è direttore – e dal Forum delle Associazioni Culturali di ispirazione cristiana.

I discorsi del Papa sono stati analizzati e commentati da quattro docenti universitari di aree disciplinari piuttosto diverse tra loro: Andrea Velardi, professore di psicologia cognitiva all’Università di Roma Tre, ha preso in esame l’Incontro con le Autorità della Città di Milano; Emanule Bilotti, professore associato di Diritto Privato all’Università Europea di Roma, ha commentato la Visita al Parlamento della Repubblica Federale di Germania; Simonetta Filippi, professore associato di Dinamica dei Sistemi complessi all’Università Campus Biomedico, ha analizzato l’Incontro con le Autorità Civili del Regno Unito, Maria Carmela Benvenuto, professore di Glottologia e Linguistica all’Università La Sapienza di Roma, ha infine commentato l’Incontro con le Autorità Politiche e con il Corpo Diplomatico della Repubblica Ceca.

A margine dell’incontro di ieri sera, monsignor Leuzzi ha definito l’iniziativa editoriale realizzata assieme ai 40 parlamentari, come “un’occasione sia per coloro che sono già impegnati in politica, sia per le nuove generazioni, per ricreare quell’interesse e quell’impegno, spesso disperso tra le varie istituzioni del nostro paese”.

La carità politica, ha spiegato il cappellano del Parlamento, è qualcosa che non coinvolge solamente le “scelte personali” dei singoli ma è “un servizio che impegna l’intera comunità che, a sua volta deve sostenere e incoraggiare l’attività dei singoli politici”.

È lo stesso Benedetto XVI ad affermare che alla società “servono uomini e donne che invochino la sapienza e la docilità del cuore, perché il discernimento tra ciò che è bene e ciò che è male, non può essere un fatto soggettivo ma ha bisogno della collaborazione della preghiera di tutta la comunità”, ha aggiunto il presule.

Secondo Leuzzi, il messaggio dell’opera da lui curata è innanzitutto un “messaggio di incoraggiamento” per gli uomini politici che, in un’epoca post-ideologica hanno maggiori possibilità di interpretare la realtà alla luce del Vangelo.

Se nel recente passato, sono stati pochi gli uomini politici che si sono sinceramente affidati al Vangelo, oggi le Scritture possono “fornire una soluzione, in un’epoca in cui è necessario un modello di sviluppo completamente diverso dal passato”, ha osservato il cappellano parlamentare.

Eccellenza, che speranza offrono i parlamentari italiani? Qual è la formazione spirituale e dottrinale che emerge dai commenti pubblicati nel vostro libro?

Mons. Leuzzi: Credo che i quaranta contributi raccolti siano davvero la testimonianza di uomini e donne che vivono la loro appartenenza politica con grande impegno. Molti contenuti sono espressione di una formazione professionale che unisce competenza politica e tecnica a scelte di orientamento anche di carattere teologico. Certamente ci sono anche situazioni di difficoltà e contro-testimonianza ma, al tempo stesso, non mancano tanti uomini e donne che, con discrezione, vivono anche con sacrificio la loro chiamata al servizio politico.

Le capita, in contesti extra-politici, di ricevere sollecitazioni e suggerimenti riguardo al suo impegno pastorale in Parlamento? La gente è davvero così stanca della politica?

Mons. Leuzzi: Ascolto tanti commenti ed esortazioni ad una maggiore responsabilità. Posso dire però che spesso nell’opinione pubblica sono diffusi luoghi comuni ed è ormai massificata l’idea della mancanza di coerenza politica. Non bisogna confondere i singoli casi con la realtà complessiva degli uomini e delle donne realmente impegnati in politica.

Sono rari i politici che non cercano un minimo di consenso nel mondo cattolico. Non sempre però la legislazione e la prassi governativa rispecchiano i principi della Dottrina Sociale e i valori non negoziabili di cui parla il Papa…

Mons. Leuzzi: È chiaro che attorno a sé il politico deve creare consenso, altrimenti non può essere eletto. Il punto è che il politico e la formazione culturale della gente devono camminare di pari passo. Purtroppo negli ultimi tempi è venuta a mancare questa simbiosi. Non che non ci siano testimoni cattolici o persone impegnate sul piano culturale: è venuto, piuttosto a mancare il collante, tradizionalmente rappresentato dai gruppi locali, dalle parrocchie, dai circoli. Oggi, scarseggiando queste strutture, le singole testimonianze tendono a disperdersi e fanno fatica ad emergere le storie che dimostrano quanto il vangelo possa ispirare la politica.