"La carta stampata non muore. E quella cattolica può risorgere"

E quanto sostiene Angelo Paoluzi, autore del libro "Voci di carta - dall'universo della stampa cattolica" edito dalla Libreria Editrice Vaticana (LEV)

| 880 hits

di Antonio Gaspari  

ROMA, venerdì, 7 dicembre 2012 (ZENIT.org) – “La carta stampata non muore. E quella cattolica può risorgere". Questo è quanto ha dichiarato a ZENIT Angelo Paoluzi, in occasione della presentazione nel suo ultimo libro Voci di carta – dall’universo della stampa cattolica edito dalla Libreria Editrice Vaticana. 

Angelo Paoluzi è un decano del giornalismo italiano, 84 anni, corrispondente de Il Popolo  dalla Germania e dalla Francia, già direttore di Avvenire e de L'Osservatore della Domenica, vicepresidente dell'UCSI, attualmente è docente e coordinatore della Scuola di giornalismo alla Lumsa di Roma, cura una rubrica culturale per Radio Vaticana e collabora ancora con con numerose testate (Europa, Segno nel mondo, Il Segno, L'eco di San Gabriele). 

Il volume Voci di carta nasce dall’inchiesta intitolata Sfogliando ed ospitata, tra il 2010 ed il 2012, all’interno della rubrica della Radio Vaticana “Allargare gli orizzonti”.

Paoluzi ha raccolto circa 60 interviste con operatori dell’informazione dei media italici nel mondo. Insieme alle interviste l’autore ha censito nel volume più di mille, su oltre settemila nel mondo, pubblicazioni cattoliche. 

Secondo Angelo Scelzo, Sottosegretario al Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, si tratta di “un’antologia completa, forse il primo vero compendio che dà conto di una realtà presentata nel suo insieme”. 

Paoluzi sostiene che in Europa, “la carta stampata è in crisi ma, nello stesso tempo, pullulano bollettini, piccoli giornali, riviste che durano più o meno a lungo. Alcune tra queste pubblicazioni si affermano perché trovano sempre un terreno favorevole. Il giornale ci offre un motivo di approfondimento e di ragionamento sulle informazioni date magari da radio, televisione e web. Un giornale fa memoria e storia”. 

Per misurare l’interesse che si attribuisce attualmente all’informazione religiosa Paoluzi rileva che sono accreditati alla sala stampa vaticana 375 ‘vaticanisti’, provenienti da 60 Paesi in rappresentanza di 280 testate giornalistiche.

Causa della crisi secondo Paoluzi è la crisi finanziaria che riduce le risorse a disposizione della carta stampata. 

Per quanto riguarda la stampa cattolica in Italia, l’autore del libro sostiene che viene e poco letta.  In una intervista rilasciata al SIR ha precisato che “alla stampa cattolica mancano quattro lettori su cinque (…) il 22% degli Italiani si dichiara praticante: se, di questi, il 5% acquistasse i giornali cattolici, le vendite decuplicherebbero".

In merito alla qualità del giornalismo cattolico e alle opportunità che il mondo missionario ancora offre, il libro di Paoluzi riporta l’intervista a Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore, studioso di problemi che riguardano gli italiani all’estero. 

Palmerini precisa che esiste una vasta rete della stampa italiana all’estero con un potenziale di lettori costituito dai 60 milioni d’italiani all’estero. 

Nel censimento sui media “italici”, condotto nel 2011 dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Ordine dei giornalisti, è stata rilevata la ragguardevole cifra di 775 testate: 455 giornali (quotidiani, periodici, testate on line), 274 radio e 46 televisioni.

Una potente rete di comunicazione in lingua italiana o bilingue (italiano e lingua locale) che raggiunge ogni giorno milioni di lettori e ascoltatori in oltre 60 Paesi del mondo. L’entità della diffusione dei giornali cartacei rivela cifre da record assoluto, più di cento milioni di copie all’anno, senza contare i lettori di testate on line, in continua crescita. 

Non c’è quasi Paese al mondo interessato dalla emigrazione che non abbia almeno un organo d’informazione italico. Con una graduatoria di testate che al primo posto vede l’Europa, poi Sud America, Nord America, Oceania, Asia e Medio Oriente, infine l’Africa. 

I sette principali quotidiani “italici” nel mondo, sono: America Oggi e La Gente d’Italia (USA), Corriere Canadese (Canada), Il Globo e La Fiamma (Australia), La Voce d’Italia (Venezuela), La Voce del Popolo (Croazia). 

Per quanto riguarda i periodici, a vantare la maggior tiratura sono i settimanali Cittadino Canadese e Lo Specchio (Canada), Fanfulla (Brasile), e L’Eco (Svizzera),

La classifica dei periodici vede in testa il Messaggero di S. Antonio, Santo dei Miracoli, L’Eco di San Gabriele e Bellunesi nel Mondo

Tra i media italici, grande rilievo hanno da sempre avuto, e tuttora hanno, i giornali cattolici. Da una ricognizione sulla stampa cattolica all’estero, riferita a testate con un’apprezzabile diffusione, rileva questi numeri: Usa (2), Canada (1), Argentina (3), Cile (1), Uruguay (1), Venezuela (1), Brasile (1), Belgio (3), Francia (2), Germania (8), Gran Bretagna (1), Svizzera (21), Australia (3), Israele (1), Kenia (1), Sud Africa (1) Australia (3). 

Il primo giornale italiano e cattolico pubblicato all’estero fu La Croce del Sud fondata dai Cappuccini e apparsa a Rio de Janeiro nel 1765. Il resto delle iniziative è in gran parte riconducibile all’iniziativa dei Padri Scalabriniani, storicamente attenti alla comunicazione, oltre che ai complessi problemi delle migrazioni.

Paoluzi conclude affermando che oggi nel mondo si può contare su una significativa rete di testate e su un patrimonio di risorse professionali, intellettuali e umane sul quale far affidamento per affrontare la Nuova Evangelizzazione e le sfide culturali del millennio, nei contesti più disparati.