La CEI replica alle accuse di oscurantismo del Ministro Ferrero

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ROMA, mercoledì, 10 gennaio 2007 (ZENIT.org).- “Stupore e sconcerto” per le dichiarazioni critiche rilasciate dal Ministro della Repubblica Italiana Paolo Ferrero contro l’intervento di monsignor Giuseppe Betori nell’audizione informale alla Camera dei Deputati sulle proposte di legge in tema di libertà religiosa.



E’ questa la reazione dei Vescovi italiani di cui si è fatto portavoce monsignor Claudio Giuliodori, Direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), in un comunicato stampa recapitato a ZENIT mercoledì 10 gennaio.

Il 9 gennaio, monsignor Betori, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), è stato ascoltato dalla Commissione affari costituzionali della Camera insieme ai rappresentanti di altre confessioni religiose circa le proposte di legge C. 36 e C. 134 recanti “Norme sulla libertà religiosa e abrogazione della legislazione sui culti ammessi” (vedi Testo integrale dell’intervento di monsignor Giuseppe Betori).

A commento di quanto affermato dal presule italiano, il Ministro alla Solidarietà sociale Paolo Ferrero ha detto a “Repubblica Tv” di essere rimasto colpito negativamente dalla posizione espressa dalla CEI in Commissione affari costituzionali.

“Pensare che il paese non sia maturo per una legge sulla libertà religiosa, che non metta in discussione il Concordato – ha osservato Ferrero – è un fatto preoccupante di integralismo un po’ oscurantista. Auspico che la posizione della CEI non venga tenuta in considerazione”.

Nel replicare a quanto dichiarato da Ferrero, la CEI ha manifestato “stupore e sconcerto per le valutazioni sommarie espresse dal Ministro che, facendo eco alle prese di posizione di alcuni esponenti di confessioni religiose, denotano una non conoscenza dell’intervento di Monsignor Giuseppe Betori e l’intenzione di attribuire significati impropri alla stessa normativa sulla libertà religiosa”.

Monsignor Giuliodori spiega che “in nessun punto dell'intervento del Segretario Generale della CEI si afferma, e neppure si allude, a una presunta ‘immaturità del Paese’ per una legge sulla libertà religiosa”.

“Al contrario – continua la nota – tutti gli interventi delle diverse parti politiche nel corso dell' audizione hanno riconosciuto la fondatezza e l’equilibrio della posizione della CEI e al tempo stesso hanno preso atto della valutazione di ‘sostanziale apprezzamento’ della normativa espressa dal Segretario Generale della CEI, che ha indicato principi ed esigenze necessari per pervenire ad una elaborazione condivisa, nel rispetto del dettato costituzionale e, in particolare, di quanto previsto dagli artt. 7 e 8 della Costituzione”.

Secondo il comunicato della CEI “letture diverse da questa sono espressione di una inaccettabile forzatura politica che travisa la realtà dei fatti e non contribuisce al dispiegarsi positivo del principio di laicità auspicato di recente anche dal Presidente della Repubblica”.

Il Direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociale della CEI conclude affermando che “appare davvero singolare e paradossale, inoltre, il fatto che un Ministro della Repubblica chieda al Parlamento di ‘non tenere in considerazione’ i contenuti di un’audizione richiesta dallo stesso Parlamento”.