La Chiesa africana guarda alle energie alternative

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ROMA, venerdì, 30 luglio 2010 (ZENIT.org).- La Chiesa in Africa punta all’autosufficienza e guarda alle energie alternative. E' quanto è emerso in occasione dell'assemblea plenaria del Simposio delle Conferenze episcopali d’Africa e Madagascar (SECAM), in corso dal 27 luglio al 1° agosto ad Accra, in Ghana.

L'incontro ha avuto come scopo quello di tracciare un bilancio del cammino quarantennale compiuto finora dal SECAM e indicare nuove prospettive per la Chiesa in Africa. Il SECAM è stato lanciato ufficialmente a Kampala, nel luglio 1969, in occasione del pellegrinaggio di Paolo VI in Uganda, la prima visita di un Papa in terra africana.

Al fine di far crescere in Africa la cultura sulle energie rinnovabili, Giambenedetto Colombo, che tre anni fa ha fondato l’Onlus “Efrem” (Energy Freedom) ha illustrato durante l'incontro un progetto incentrato sull'energia solare o fotovoltaica, con la quale la Chiesa africana possa iniziare a produrre “attività economiche artigianali e non, destinate a dare e produrre risorse e occupazione, perché il vero problema dell’Africa e quindi anche della Chiesa africana è la drammatica mancanza di occupazione che esiste soprattutto nei villaggi remoti”.

“Con la nostra associazione – ha spiegato il fondatore di 'Efrem', secondo quanto riferito dalla Radio Vaticana – abbiamo concepito un sistema di produzione di energia alternativa che nei villaggi permetta l’ottenimento di risultati molto qualificati a livello sociale e a livello economico quali la produzione di acqua bollente e bollita che impediranno la deforestazione e le malattie derivanti dalla mancanza di potabilità dell’acqua stessa e poi, in subordine, la possibilità di creare una serie di attività artigianali”.

“Ultima, ma non meno importante – ha continuato –, la possibilità di diffondere l’evangelizzazione con i mezzi di comunicazione di massa quali DVD, internet, messaggi di natura radiofonica e televisiva. Tutto questo è possibile soltanto a condizione di avere energia e l’energia l’Africa la possiede. Il sole africano non ha bisogno della mia presentazione per essere conosciuto!”.

In una messaggio di saluto alla plenaria del SECAM, il Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha sottolineato che “la self-reliance” al centro dell'incontro “non dovrebbe essere intesa solo come autosufficienza economica, ma come capacità di immaginare e gestire il proprio futuro di Chiesa nel contesto della Chiesa universale, dove ciascuno porta doni e si arricchisce con i doni altrui”.

“Se le nostre Chiese italiane in passato hanno inviato migliaia di missionari e missionarie nei Paesi d’Africa per diffondere la fede e sostenere la vita fisica e spirituale delle popolazioni, riconosciamo la grazia di metterci in ascolto sia delle vostre culture, sia della vostra singolare esperienza di fede”, ha aggiunto il porporato.

“Come ha ricordato il Santo Padre all’inizio del Sinodo – ha poi ricordato il Cardinale Bagnasco –, l’Africa ha una vocazione speciale in ordine allo sviluppo della spiritualità di fronte alle sfide del resto del mondo, specialmente dell’Occidente secolarizzato. È questo patrimonio spirituale che vogliamo condividere con voi”.