La Chiesa cattolica chiede aiuto ai pubblicitari

Intervento dell’Arcivescovo John P. Foley a Oslo

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OSLO, venerdì, 12 ottobre 2007 (ZENIT.org).- La Chiesa cattolica chiede a quanti lavorano nella pubblicità di aiutarla a diffondere “il messaggio più importante del mondo”, la Buona Novella di Gesù Cristo.



L’invito è stato rivolto dall’Arcivescovo John P. Foley, Pro-Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ed ex Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, nella Giornata della Pubblicità svoltasi a Oslo (Norvegia) questo giovedì.

“Conosco il gran bene che la pubblicità può fare”, ha ammesso monsignor Foley: “Una pubblicità giusta fa conoscere i prodotti e i servizi utili; contribuisce a un maggiore impiego, educa il pubblico; contribuisce in molti modi ad elevare lo standard di vita; promuove la comprensione e la tolleranza”.

“La pubblicità – ha poi osservato il presule – influisce profondamente sui valori e la morale della società – e non solo sulle abitudini consumistiche della gente”.

Per questa ragione, ha continuato, “la presentazione della Buona Novella di Gesù Cristo potrebbe beneficiare della creatività e delle capacità della comunità pubblicitaria. Gesù stesso lo ha fatto bene, con le sue parabole”.

Peraltro, monsignor Foley ha sottolineato che la stessa Chiesa cattolica “è stata impegnata nella pubblicità fin dai tempi di Gesù: la chiamiamo evangelizzazione, o far conoscere il Vangelo, la Buona Novella di Cristo; crediamo davvero nel nostro messaggio, e offriamo molto più di una garanzia a vita”.

Infatti, ha aggiunto, “la nostra promessa, la promessa di Dio, è eterna”.

Nel suo discorso, l’Arcivescovo ha poi fatto appello ai pubblicitari a cercare di veicolare sempre il messaggio che “essere è meglio che avere” e a ricordare la necessità di rispettare la dignità della persona umana, evitando la mercificazione della donna.

“Nella vostra pubblicità, cercate di non mortificare i poveri, anche inconsciamente”, ha esortato.

“Sottolineate la qualità, sottolineate l’efficienza, sottolineate perfino una migliore cura e pulizia e un buon aspetto – ma per favore non suggerite che possedere una cosa renderà una persona migliore di un’altra”.

“Poiché ritengo che il nostro sia il messaggio più importante del mondo, per favore aiutateci ad essere interessanti nel diffonderlo”, ha chiesto.

“Rendetevi conto della dignità e dell’impatto del vostro lavoro – e fate qualcosa di bello per Dio”, ha infine concluso.