La Chiesa di Inghilterra vuole aprire alle donne Vescovo, scontento dell’Arcivescovo di Westminster

Si profila una battuta d’arresto nel processo di unità cattolico-anglicano, secondo il Cardinale Murphy-O’Connor

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LONDRA, lunedì, 12 giugno 2006 (ZENIT.org).- L’Arcivescovo di Westminster si è detto triste per la prospettiva che il cammino verso la piena unità cattolico-anglicana possa subire una serie battuta d’arresto in seguito alla decisione della Chiesa di Inghilterra di concedere la consacrazione episcopale alle donne.



Questa domenica, il presule ha detto al programma “Sunday” che se la Chiesa d’Inghilterra procederà all’ordinazione episcopale delle donne “saremo sempre più in parallelo anziché convergere verso la piena comunione, unità che crediamo corrisponda alla volontà di Cristo”.

Anche se la Chiesa d’Inghilterra non ha ancora preso alcuna decisione, il meccanismo per ammettere all’episcopato le donne è stato avviato, afferma un comunicato recapitato a ZENIT dall’Ufficio delle Comunicazioni Sociali dell’Arcivescovado di Westminster.

Il linguaggio del Cardinale segna un cambiamento rispetto alla sua precedente insistenza sul fatto che il processo in vista dell’unità era una “strada senza uscita” e fa eco ad un energico discorso pronunciato la scorsa settimana dal Cardinale Walter Kasper ai Vescovi della Chiesa d’Inghilterra, in cui il Presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani ha avvertito delle conseguenze di questa decisione.

Il Cardinal Kasper ha affermato che se la decisione di concedere la consacrazione episcopale alle donne sarà la logica conseguenza dell’ordinazione sacerdotale femminile, questa avrà un rilievo ancora maggiore a causa del ruolo del Vescovo come agente di comunione.

Secondo quanto riportato dal Cardinale Murphy-O’Connor, il Cardinal Kasper ha detto che se ci saranno ordinazioni episcopali di donne ciò avrà ripercussioni sui rapporti “non solo all’interno della Comunione Anglicana a livello mondiale, ma anche all’interno della Chiesa d’Inghilterra e, ovviamente, sui rapporti con la Chiesa cattolica romana e con la Chiesa ortodossa”.

Se la crescente pratica di ordinare le donne al sacerdozio anglicano ha portato ad un rallentamento nelle relazioni ecumeniche, la loro eventuale ordinazione episcopale porterebbe “ad un raffreddamento duraturo”.

L’Arcivescovo di Westminster ha spiegato al “Sunday” di essere profondamente rattristato dalla questione perché per anni è stato Condirettore dell’ARCIC, la Commissione Internazionale Anglicano-Cattolica istituita nel 1970 la cui finalità è di portare avanti il dialogo teologico tra cattolici e anglicani sui temi di maggiore controversia.

“Avevamo un accordo sull’Eucaristia e sul ministero e fiduciosamente sempre più sull’autorità. E il mio sogno era che gradualmente saremmo arrivati a quella piena comunità eucaristica che crediamo sia la volontà di Cristo”, ha detto.

“Ora l’ordinazione delle donne al sacerdozio e soprattutto all’episcopato sembra rendere tutto ciò fuori portata ed è ciò che il Cardinal Kasper ha detto nel suo stile molto chiaro e caritatevole ma anche molto franco”, ha aggiunto.

Il Cardinale Murphy-O’Connor ha ad ogni modo affermato che “il rapporto, l’amicizia e la cooperazione tra la Comunione Anglicana e la Chiesa cattolica romana continueranno”, qualunque sia la decisione della Chiesa d’Inghilterra.

Se la Chiesa cattolica romana non vuole “interferire nei processi e nei giudizi” degli altri cristiani, il porporato ha comunque confessato: “Saremmo contenti se questo passo non venisse compiuto”.