La Chiesa filippina è vigile sul diritto all'obiezione di coscienza

I vescovi delle Filippine hanno pubblicato una "guida pastorale" per aiutare i cattolici a interpretare alla luce della fede una legge sulla salute riproduttiva

Roma, (Zenit.org) Redazione | 286 hits

I vescovi filippini intervengono per tutelare il diritto all’obiezione di coscienza da una legge che potrebbe minarlo. Si tratta della “legge sulla salute riproduttiva” (Reproductive health bill) che la Corte Suprema, dopo sedici anni di acceso dibattito, ha definitivamente confermato nell’aprile scorso rendendo effettive le disposizioni in materia di contraccezione in strutture pubbliche ed educazione sessuale per la popolazione, con l’idea di aumentare la cultura della pianificazione familiare e favorire il controllo delle nascite.

Nelle Filippine l’aborto resta vietato dalla Costituzione, mentre la distribuzione e somministrazione di farmaci e dispositivi anticoncezionali vanno autorizzati da un medico. Per questo, e sulla scorta della recente sentenza della Corte, i vescovi hanno preparato una “guida pastorale” rivolta a medici, operatori sanitari cattolici, funzionari governativi ed educatori. “È nostro dovere pastorale offrire istruzioni a quanti operano in strutture sanitarie, pubbliche o private, in modo che possano conoscere le loro prerogative”, si legge nel testo.

I presuli filippini ricordano che “il diritto alla vita è basato sulla legge naturale, precede e trascende ogni autorità o legge umana”. Affrontando più nel dettaglio il testo della legge, si ricorda ai medici che chi intende seguire gli orientamenti della fede “non è obbligato e può rifiutarsi di informare un paziente sui luoghi in cui si possono ricevere i contraccettivi”.

Il lungo dibattito avvenuto in seno alla società filippina ha permesso di limare alcuni aspetti della legge forieri di polemiche. A seguito di avvenute revisioni, gli operatori impiegati in posti governativi potranno avvalersi dell’obiezione di coscienza e, in un altro passaggio, si stabilisce che una persona sposata per ricorrere a forme irreversibili di contraccezione deve prima avere il consenso dell’altro coniuge. Salvaguardata, infine, la libertà educativa: scuole e ospedali cattolici potranno continuare a fornire indicazioni in base ai propri principi religiosi. “Continueremo a preparare i nostri giovani a essere genitori responsabili”, conclude la nota dei vescovi filippini.

(F.C.)