La Chiesa ha bisogno di purificarsi, dice il Papa nella Domenica delle Palme

Ricordando la purificazione dei mercanti del Tempio di Gerusalemme

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CITTA' DEL VATICANO, domenica, 16 marzo 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha iniziato la Settimana Santa questa Domenica delle Palme constatando che la Chiesa ha bisogno di purificare gli "abusi" ancora esistenti al suo interno.

Nell'omelia della celebrazione che ha presieduto, il Papa ha commentato il brano evangelico dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme tra la folla che lo acclama. Quando il Signore arriva al Tempio, però, "trova commercianti di bestiame e cambiavalute che occupano con i loro affari il luogo di preghiera".

"I mercanti agivano in modo corretto secondo l'ordinamento vigente, ma l'ordinamento stesso era corrotto", ha ricordato.

"Tutto ciò deve oggi far pensare anche noi come cristiani - ha proposto -: è la nostra fede abbastanza pura ed aperta, così che a partire da essa anche i 'pagani', le persone che oggi sono in ricerca e hanno le loro domande, possano intuire la luce dell'unico Dio, associarsi negli atri della fede alla nostra preghiera e con il loro domandare diventare forse adoratori pure loro?".

"La consapevolezza che l'avidità è idolatria raggiunge anche il nostro cuore e la nostra prassi di vita?".

"Non lasciamo forse in vari modi entrare gli idoli anche nel mondo della nostra fede?", ha aggiunto.

"Siamo disposti a lasciarci sempre di nuovo purificare dal Signore, permettendoGli di cacciare da noi e dalla Chiesa tutto ciò che Gli è contrario?".

Il Santo Padre ha mostrato come nella purificazione del Tempio Cristo abbia annunciato il momento "in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità", non con sacrifici cruenti e offerte di vivande.

"Subentra il corpo di Cristo, subentra Lui stesso. Solo ‘l'amore sino alla fine', solo l'amore che per gli uomini si dona totalmente a Dio, è il vero culto, il vero sacrificio", ha spiegato.

Gesù che nel Tempio guarisce ciechi e storpi "non viene come distruttore; non viene con la spada del rivoluzionario. Viene col dono della guarigione. Si dedica a coloro che a causa della loro infermità vengono spinti agli estremi della loro vita e al margine della società".

"Gesù mostra Dio come Colui che ama, e il suo potere come il potere dell'amore. E così dice a noi che cosa per sempre farà parte del giusto culto di Dio: il guarire, il servire, la bontà che risana".

Ricordando che chi ha acclamato Gesù sono stati i bambini, il Papa ha spiegato che "per riconoscere Dio dobbiamo abbandonare la superbia che ci abbaglia, che vuole spingerci lontani da Dio, come se Dio fosse nostro concorrente".

"Per incontrare Dio bisogna divenire capaci di vedere col cuore. Dobbiamo imparare a vedere con un cuore giovane, che non è ostacolato da pregiudizi e non è abbagliato da interessi".

"Così, nei piccoli che con un simile cuore libero ed aperto riconoscono Lui, la Chiesa ha visto l'immagine dei credenti di tutti i tempi, la propria immagine".

"Insieme ai giovani di tutto il mondo andiamo incontro a Gesù. Da Lui lasciamoci guidare verso Dio, per imparare da Dio stesso il retto modo di essere uomini", ha concluso.

La cerimonia della Domenica delle Palme, con cui la Chiesa cattolica inizia la Settimana Santa, è cominciata con la processione, presieduta da Benedetto XVI.

Il Papa ha dato inizio alla celebrazione benedicendo le palme e i rami d'ulivo con acqua benedetta, proseguendo poi la processione dall'obelisco della piazza fino all'altare posto sulla scalinata della Basilica di San Pietro.

Il Pontefice era accompagnato da alcuni Vescovi e Cardinali e da 270 giovani, 170 italiani e 100 giunti da ogni parte del mondo, perché la Chiesa celebrava questa domenica la Giornata Mondiale della Gioventù.