La Chiesa interviene contro il delitto d'onore in Pakistan

Dopo l'omicidio di Farzana Parveen Bibi, "rea" d'aver sposato un uomo contro la volontà dei familiari, arrivano le condanne dell'Arcivescovo emerito di Lahore e del primo ministro pachistano

Roma, (Zenit.org) Redazione | 351 hits

“Condanniamo fermamente la brutale uccisione di Farzana Parveen Bibi, donna incinta lapidata a morte dai suoi familiari nel complesso dell’Alta Corte di Lahore”. Lo ha detto all’agenzia Fides mons. Lawrence Saldanha, Arcivescovo emerito di Lahore, dopo l’efferato omicidio della donna pachistana avvenuto lo scorso 27 maggio. La colpa di Farzana, secondo i suoi assalitori, era l’aver sposato un uomo, Mohammad Iqbal, contro il volere della sua famiglia.

“Il delitto d’onore è un'antica usanza diffusa nella società pachistana che deve essere sradicata al più presto - prosegue l’Arcivescovo -. Questa pratica malvagia non può trovare posto in una moderna società democratica in cui il diritto alla vita di ogni persona (uomo, donna, bambino) va rispettato e difeso”.

Il presule trova “deplorevole” che la giovane sia stata lapidata dai suoi familiari nel piazzale dell’Alta Corte di Lahore e nessuno, “nemmeno gli agenti di polizia in servizio”, sia intervenuto per evitare il tragico scempio. “La morte del bambino che portava in grembo è una ulteriore tragedia”, commenta ancora mons. Saldanha. Che infine dice: “Occorre sensibilizzare a tutti i livelli la società in Pakistan per eliminare il male sociale del delitto d'onore: solo in tal modo la morte di Farzana e del suo bambino innocente non saranno vane”.

Sul tema del delitto d’onore è intervenuto ieri anche il primo ministro del Pakistan, Nawaz Sharif, che ha definito questa pratica “del tutto inaccettabile” e ha invitato il governatore dello Stato del Punjab a prendere "misure immediate" e presentare entro oggi un rapporto dettagliato sull’omicidio di Farzana Parveen Bibi.

L’auspicio è che le parole del primo ministro possano rappresentare una breccia verso il cambiamento. Si stima che ogni anno in Pakistan si compiono centinaia di delitti d’onore. Soltanto nel 2013, affermano fonti della società civile, 900 donne sono state uccise dalla loro famiglia per motivi affini a quelli che hanno portato alla morte di Farzana e del suo bambino.

(F.C.)