"La Chiesa non è una ONG. È una storia d'amore

Nella prolusione alla 65° Assemblea Generale della CEI, il cardinale Angelo Bagnasco cita papa Francesco per rinnovare la bellezza e la carità

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 500 hits

La “Chiesa non è una ONG. È una storia d’amore”, lo ha detto papa Francesco nell’Omelia a Santa Marta, del 24 aprile. Una frase ripresa dal cardinale Angelo Bagnasco, nel corso della prolusione alla 65° Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che si è aperta oggi a Roma.

“Fuori dallo sguardo di fede - ha spiegato il Presidente della CEI - non è possibile comprendere nulla del mistero della Chiesa, e ogni lettura distorce perché mondana”.

“Ciò – ha continuato - non deriva da qualche strategia oscura, non esiste nessun arcano: si tratta della straordinaria semplicità di Dio che sfugge alle complicazioni divisive degli uomini, e che fa della Chiesa il luogo dove Dio e l’uomo s’incontrano e insieme scrivono il cammino”.

L’Arcivescovo di Genova ha sostenuto che l’inizio del Pontificato di papa Francesco invita i vescovi “a ritornare sulla bellezza e sul mistero della Chiesa”, ricordando che Paolo VI, in conclusione del Concilio Vaticano II, aveva sottolineato che ”Per conoscere l’uomo, l’uomo vero, l’uomo integrale, bisogna conoscere Dio”  e che “nel volto di ogni uomo, specialmente se reso trasparente dalle sue lacrime e dai suoi dolori, possiamo e dobbiamo ravvisare il volto di Cristo”.

Solo così, affermava Paolo VI, “il nostro umanesimo si fa cristianesimo, e il nostro cristianesimo si fa teocentrico: tanto che possiamo altresì enunciare: per conoscere Dio bisogna conoscere l’uomo”.

Per evitare una decadenza senza futuro, il Presidente della CEI ha riproposto il sostegno a vita e famiglia.

Il porporato ha ricordato che “la famiglia, patrimonio incomparabile dell’umanità, ancora una volta ha dato prova di sé rivelandosi il primo e principale presidio non solo della vita, ma anche di energie morali e di tenuta sociale ed economica”.

“Essa è un bene universale e demolirla è un crimine”, ha sottolineato, invitando a prendere in seria considerazione senza rinvii o depistaggi, il grave problema demografico.

“Per guardare a un futuro migliore - ha aggiunto il porporato - è necessaria una  bonifica culturale al fine di discernere le categorie concettuali e morali che descrivono o deformano l’alfabeto dell’umano, con i suoi fondamentali come la persona, la vita e l’amore, la coppia e la famiglia, il matrimonio e la libertà educativa, la giustizia”.

A questo proposito il Presidente della CEI ha rilevato che “l’urgenza di superare la crisi economica non deve far dimenticare il fronte delicatissimo e fondativo della vita umana”.

Per questa ragione i Vescovi italiani hanno aderito con ferma convinzione all’iniziativa dei Movimenti per la Vita che sono in Europa al fine di una significativa raccolta di firme (www.unodinoi.mpv.org), perché le Istituzioni Europee riconoscano in pieno lo “Statuto dell’embrione” e sospendano ogni finanziamento finalizzato alla sperimentazione sugli embrioni umani”.

“Il dolore e la sofferenza che bussano alla porta di ciascuno - ha concluso il Presidente delle CEI - sono un appello alla società intera perché si mostri per quello che deve essere: una comunità di vita e di destino nella quale nessuno si trova abbandonato a se stesso, ma preso in cura, sostenuto con la vicinanza dell’amore”.