La Chiesa riconosce sempre come propri “i figli peccatori”

Il Pro-Teologo della Casa Pontificia circa l’inquisizione

| 471 hits

CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 15 giugno 2004 (ZENIT.org).- Alla presentazione del volume "L’inquisizione", Atti del Simposio Internazionale svoltosi in Vaticano il 29-31 ottobre 1998, il Cardinale Georges Cottier, O.P., Pro-Teologo della Casa Pontificia, ha spiegato il significato del Mea Culpa dei figli della Chiesa.



Il teologo domenicano ha precisato che: “La Chiesa, pur essendo santa per la sua incorporazione a Cristo, non si stanca di fare penitenza: essa riconosce sempre come propri, davanti a Dio e davanti agli uomini, i figli peccatori”.

A questo proposito la Costituzione dogmatica Lumen gentium (1965) afferma: "La Chiesa che comprende nel suo seno i peccatori, santa insieme e sempre bisognosa di purificazione, incessantemente si applica alla penitenza e al suo rinnovamento".

Il messaggio lanciato dal Pontefice in preparazione del Giubileo “aveva colpito, a tal punto, per la novità e per l’audacia, che alcuni ne erano rimasti sconcertati”, ha raccontato Cottier.

“Come fa la Chiesa santa a comprendere nel suo seno i peccatori?”, si quindi domandato il porporato.

“Per rispondere a queste domande, sembra perciò opportuno chiedersi ciò che costituisce un vero scandalo e dove si trova” e soprattutto ha rilevato il teologo, bisogna operare quello “che il Santo Padre ha chiamato la Purificazione della memoria, perché la memoria storica, cioè l’immagine che ci facciamo del passato, non è esente da deformazioni e pregiudizi”.

“Non si chiede perdono per alcune immagini diffuse all’opinione pubblica, che hanno più del mito che della realtà – ha sottolineato Cottier –. Una domanda di perdono non può riguardare, va da sé, che fatti veri e obbiettivamente riconosciuti”.

“Non per niente la Commissione è stata chiamata Storico-Teologica. Il contributo di storici era, di fatto, indispensabile” ha continuato il teologo.

Il comitato scientifico del simposio era composto dai Professori Guy Bedouelle, OP., Agostino Borromeo e Jean-Pierre Dedieu.

In merito al volume, Cottier ha raccontato che “è stato essenzialmente un colloquio tra storici, scelti in virtù delle loro competenze scientifiche, tenendo conto del carattere internazionale della partecipazione”.

Circa il ritardo nella pubblicazione il cardinale smentendo “in modo assoluto” la voce circolata “secondo cui la pubblicazione era frenata dall’opposizione di qualcuno” ha spiegato che: “Il ritardo è dovuto ad una serie di problemi di salute”.