La Chiesa sopravvive per la fede di Maria

Intervista al cardinal Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, dopo la celebrazione della Messa in onore della Madonna di Fatima

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di Salvatore Cernuzio e Massimiliano Menichetti (Radio Vaticana)

ROMA, mercoledì. 16 maggio 2012 (ZENIT.org) - La fede di Maria sorregge la Chiesa intera. E' stato questo il cuore dell'omelia del cardinal Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna e presidente della Conferenza episcopale austriaca, intervenuto ieri, nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie alle Fornaci, per rendere omaggio alla Vergine di Fatima.

Nella sua riflessione pronunciata alla presenza della Statua pellegrina della Madonna, ospite della Chiesa delle Fornaci fino al 20 maggio, e delle reliquie dei Beati Francesco e Giacinta, il porporato ha rimarcato la centralità della Madre di Dio e Madre nostra nella vita dell’uomo, soprattutto in questo mese mariano.

Al termine della Santa Messa vespertina, il cardinal Schönborn ha concesso, in esclusiva, alla Radio Vaticana e a noi di Zenit, l'intervista che riportiamo di seguito.

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Eminenza, in questo momento in cui l'Europa vive la crisi economica e il secolarismo, cosa possiamo imparare ancora dall'esempio di Maria?

Card. Schönborn: Mi colpisce sempre la fede nella vita quotidiana della Vergine, perché siamo tentati di dimenticare che la maggior parte della sua vita era la vita nascosta di Nazaret. La vita di San Giuseppe, di suo figlio Gesù, è la vita quotidiana di ognuno di noi, una vita lavorativa con tutte le difficoltà: immaginiamo che doveva comprare il legno, fare contratti, doveva pagare i suoi collaboratori perché un falegname non può lavorare solo.

Poi, c’erano le difficoltà di una terra occupata dai romani: una situazione di ingiustizia, di povertà, di persecuzione, di oppressione. In mezzo a tutto ciò c'è il figlio di Dio, figlio di Maria. Anche per noi, concretamente, nella vita quotidiana, Maria sta con noi nelle sofferenze, nelle pene. Ciò che è grande in Lei è la fede senza esitazione. Penso che questo sia il messaggio centrale.

Anche nei luoghi mariani: cosa impariamo a Lourdes, a Fatima, negli altri luoghi conosciuti o meno conosciuti? Che sempre si indirizza ai semplici. Bernadette non sapeva leggere e scrivere, era analfabeta; i bambini di Fatima, sono loro che danno il messaggio della Madonna, sono loro chiamati ad essere apostoli. Che insegnamento per noi, con tutto il nostro orgoglio per il successo, il progresso, la ricchezza! E adesso, nella crisi, vediamo dove sono i veri valori.

I tanti pellegrini che si recano nei luoghi di Maria attestano quindi che c’è speranza?

Card. Schönborn: Assolutamente c’è speranza, perché la speranza non è una virtù della facilità, è la virtù dell’essere ancorato in Dio quando, come dice san Paolo, contro ogni speranza sperava! La speranza umana è una cosa bella, ma la speranza di fede è qualcosa di molto più grande e c’è speranza perché Dio c’è.

Guardando all’immagine della Madonna di Fatima, nella sua omelia lei ha ribadito: "Nella fede di Maria tutta la Chiesa è sopravvissuta". Ci spieghi meglio questa frase...

Card. Schönborn: Senza la fede la Chiesa non esiste e nella notte del Sabato Santo tutti erano nelle tenebre dell’apparente fallimento. Solo la Vergine, ci dice la tradizione, ha mantenuto la fede e dobbiamo pensare alla sofferenza terribile della morte reale di suo figlio. In questo mantenere la fede, tutta la Chiesa è sopravvissuta e sopravvivrà sempre nella fede.

Benedetto XVI nell’udienza generale di mercoledì scorso ha esortato i giovani a non abbandonare la recita del Rosario quale preghiera semplice, ma efficace per un dialogo diretto con Maria. Quanto è importante il Rosario?

Card. Schönborn: Per me il Rosario è la preghiera dei poveri perché quando sei stanco, quando sei esaurito, con la catena in mano sei sempre sicuro. Mi colpisce ogni volta nell’Ave Maria: “Adesso e nell’ora della nostra morte”. “Adesso”: sempre, nell’adesso della mia vita, c’è Maria.

Si diceva tante volte: "Ah, queste vecchie donne che pregano il Rosario!". Questo si diceva già nella mia gioventù, ma le vedo ancora oggi: non sono le vecchie di 50 anni fa, sono le vecchie di oggi e continuano a pregare! E chi disprezza le vecchie che pregano non ha capito niente del Vangelo.

Eminenza, per concludere, vuole affidare alla Radio Vaticana e all'agenzia Zenit un appello per quanto riguarda il suo Paese?

Card. Schönborn: Un piccolo messaggio sulla Chiesa in Austria. Nei mass media c’è un’immagine unilaterale. E’ vero che ci sono difficoltà, proteste, ma c’è molta fede. Quando penso ai numerosissimi gruppi di preghiera di giovani - di cui non si parla - potrei dare una lunga lista. Quanti gruppi di preghiera esistono! Per questo voglio trasmettere un’altra visione, vorrei che si sappia che la nostra Chiesa è viva.