La Chiesa universale dà il suo addio a Giovanni Paolo II

Celebrate le Esequie del Romano Pontefice, deceduto il 2 aprile scorso

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CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 8 aprile 2005 (ZENIT.org).- Con “il cuore pieno di tristezza, ma anche di


gioiosa speranza e di profonda gratitudine”: queste parole che il cardinal Ratzinger ha pronunciato durante la Messa esequiale di Giovanni Paolo II hanno descritto l’atteggiamento con cui oltre un milione di persone ha partecipato a Roma e in Vaticano alla solenne celebrazione di questo venerdì mattina.

La notte trascorsa in mezzo alle intemperie, il freddo ed il forte vento della mattinata non hanno scoraggiato i pellegrini dei cinque continenti, tra i quali moltissimi polacchi e spagnoli.

Nelle vie e nei portici adiacenti a San Pietro, in Vaticano, alle 4.00 di mattina la folla si preparava già ad entrare nella piazza, dove alle 6.00 in punto si sono accese le luci; poco prima avevano iniziato ad arrivare malati ed handicappati, che in sedia a rotelle hanno occupato uno spazio riservato nel corridoio centrale di piazza San Pietro durante la cerimonia delle esequie.

Alcuni membri del personale di sicurezza hanno descritto a ZENIT la situazione come “magmatica”, per i cambiamenti che subiva ad ogni minuto. E’ stato di nuovo necessario distribuire coperte – come alle grandi code di fedeli che hanno voluto congedarsi dal Papa questa settimana –, mentre gli invitati iniziavano a fare il loro ingresso nel colonnato del Bernini da Porta Cavalleggeri. Prelati e membri del corpo diplomatico hanno iniziato ad occupare i loro posti dalle 7.30, mentre veniva preparato l’altare.

Un’ora prima dell’inizio della Messa esequiale la piazza era piena, soprattutto di giovani. L’atmosfera era di serena attesa. Hanno iniziato a risuonare dei “viva” per il Papa. Centinaia di sacerdoti concelebranti hanno occupato la zona più avanzata, vicina al sagrato, dove sono stati significativi non solo la multiculturalità, ma anche il carattere ecumenico ed interreligioso dei presenti – con delegazioni di Chiese ortodosse, Chiese ortodosse orientali, protestanti, ebrei, islamici, buddisti, sikh ed induisti.

La celebrazione ha avuto inizio alle 10.00 e si è svolta con solennità e sobrietà. Dodici sediari – anticamente portavano la sedia gestatoria – hanno deposto il feretro chiuso con il corpo di Giovanni Paolo II davanti all’altare.

Il defunto Pontefice è stato ricevuto con un lungo e commosso applauso della folla, e accanto a lui è arso durante tutto il rito il cero pasquale. L’altare questa volta non aveva palco. Non c’erano nemmeno addobbi floreali. In fondo, sopra la porta centrale della Basilica vaticana, ha presieduto la cerimonia un enorme arazzo con l’immagine di Gesù Risuscitato.

Durante la sua omelia, il cardinal Joseph Ratzinger – che non ha esitato a sottolineare la presenza dei giovani – è stato interrotto dagli applausi in varie occasioni, mentre sottolineava gli aspetti più importanti della vita sacerdotale di Giovanni Paolo II.

Dopo la comunione, i porporati concelebranti hanno circondato il feretro del Papa per dare inizio al rito dell’ultima raccomandazione e del commiato, e al gesto sono tornati ad unirsi i fedeli con un lungo scroscio di applausi, mentre sventolavano le bandiere e venivano innalzati gli striscioni sui quali si poteva leggere la scritta “Santo subito”. Si ripeteva il nome del Papa (Giovanni Paolo!) e si battevano le mani ritmicamente, come si è fatto in tutti questi anni nei suoi viaggi apostolici e nelle Giornate Mondiali della Gioventù in tutto il mondo.

Il canto mariano del “Magnificat” ha iniziato ad accompagnare il trasferimento del feretro al luogo della sepoltura. Gli sediari, dopo una profonda genuflessione e riverenza, lo hanno alzato sulle spalle e si sono diretti alla porta centrale, ma si sono voltati per mostrare per l’ultima volta il Santo Padre alla Chiesa universale presente a Roma e a tutti quelli che hanno voluto essere al suo fianco in questi momenti.

I fedeli hanno iniziato ad applaudire e a piangere, e la campana grande di San Pietro ha cominciato a suonare lentamente a morto. Il coro ha continuato a cantare in uno dei momenti più intensi del rito delle esequie ed il feretro è stato introdotto nella Basilica verso il luogo della sua sepoltura, nelle Grotte Vaticane.